Arte senza confini Stampa
Scritto da Barbara Barbon   
Giovedì 21 Febbraio 2019 00:00

Dai grandi del passato all’arte contemporanea con le sue sperimentazioni. L’arte italiana è protagonista all’estero con alcune importanti iniziative, sparse per il mondo.
Dopo Firenze e New York, ha fatto tappa Los Angeles la mostra "Pontormo: Miraculous Encounter", inaugurata il 5 febbraio scorso al Getty Center, dove sarà allestita sino al 28 aprile 2019.
Jacopo da Pontormo (1494-1557) fu uno dei più straordinari pittori e disegnatori della Firenze cinquecentesca. Tra il 1528 e il 1530 concluse una delle sue opere più commoventi e rivoluzionarie, la Visitazione. Per la prima volta, questo capolavoro dell'arte manierista è giunto negli Stati Uniti come punto focale della mostra, organizzata dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze in collaborazione con il J. Paul Getty Museum di Los Angeles e la Morgan Library & Museum di New York.
La Visitazione è l'orgoglio della Pieve dei Santi Michele e Francesco, una piccola chiesa parrocchiale situata a Carmignano, pittoresca cittadina a ovest di Firenze. La pala, alta oltre un metro e ottanta, rappresenta l'intenso ed intimo momento d’incontro tra la Vergine Maria e sua cugina Elisabetta, che rivelano l’una a l’altra di essere entrambe incinta. Secondo il racconto biblico, questa visita, riportata nel vangelo di Luca, portò grazia divina sia a Elisabetta sia al suo bambino non ancora nato, che riconobbe la presenza di Gesù. Rompendo con l'iconografia tradizionale, Pontormo crea una versione profondamente personale dell'incontro miracoloso, ambientando la scena nelle strade della città dove Maria era andata a trovare la cugina. Il pittore si concentra sull’abbraccio delle due donne, affiancate dalle rispettive ancelle, eliminando la maggior parte dei dettagli narrativi dell'incontro. Sullo sfondo un paesaggio urbano che incornicia la scena: attività quotidiane di vita cittadina, due commercianti che chiacchierano, una donna che stende i panni dalla finestra di un palazzo, un asinello che fa capolino da dietro un angolo. L’imponente pala d’altare, sinora accessibile solo visitando la chiesa di Carmignano, è stata recentemente interessata da un restauro che ha portato l’opera negli Stati Uniti e ha fatto emergere importanti dettagli sullo stile del Pontormo. Una volta eliminato lo strato di vernici apposte successivamente alla realizzazione dell’opera, la vivida paletta di colori usata dall’artista è tornata a splendere, insieme a figure rese invisibili dallo scorrere del tempo. Con il suo stile stravagante e raffinato, Pontormo plasmò il movimento manierista che dominava la pittura italiana tra il 1520 e il 1580, al punto che di lui Michelangelo disse: "esalterà questa arte nei cieli".
Solo pochi giorni prima in un’altra prestigiosa sede, il Museo Pushkin di Mosca, è stata inaugurata la mostra "Artemisia Gentileschi e i contemporanei", anticipazione di una ben più grande mostra sulla collezione del Museo e Real Bosco di Capodimonte in programma nel 2020 sempre al Museo Pushkin, che darà modo al pubblico russo di conoscere, in maniera approfondita, una delle più grandi collezioni dell’arte italiana.
Sino al 31 marzo saranno esposte tre straordinarie opere della prima metà del Seicento del Museo di Capodimonte: Giuditta e Oloferne di Artemisia Gentileschi, Angelo con dadi e tunica di Simon Vouet e Sant’Agata di Francesco Guarino, in dialogo con cinque tele dei grandi contemporanei di Artemisia dalla collezione del Museo Pushkin: San Sebastiano e Allegoria della Fede di Guercino, Sacra Famiglia con San Giovannino e Santa Elisabetta di Simone Cantarini, Giuseppe e la moglie di Putifarre e L’Adorazione dei pastori di Guido Reni. Le opere in mostra permettono, ognuna a suo modo, di scoprire quale fu l’influenza profonda che ebbe lo stile di Caravaggio in quest’epoca. Allo stesso tempo le opere raccontano la diversità delle scuole frequentate dagli artisti presenti in questa esposizione, in un confronto e rimando continuo: scuola napoletana dell’epoca barocca – caravaggismo e accademismo (classicismo).
La mostra, organizzata per la parte italiana da MondoMostre e patrocinata dall'Ambasciata d’Italia a Mosca, è curata da Vittoria Markova, vicedirettrice per le attività scientifiche e capo del Dipartimento della pittura italiana del Pushkin, ed è accompagnata da un catalogo con saggi di James Anno, PhD Curatorial Fellow degli American Friends of Capodimonte.
Spostandosi nel tempo e nello spazio, mentre si è appena conclusa l’esposizione della Collezione Farnesina all’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi in India, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma è stata protagonista il 6 febbraio scorso all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid in occasione dell’incontro "Time is Out of Joint", sull’esperienza di gestione e l’approccio strategico della GNAM di Roma. Ospite principale dell’evento è stata la direttrice della GNAM Cristiana Collu, insieme al commissario della mostra omonima, Saretto Cincinelli, e all’artista spagnolo Paco Cao. L’incontro è stato anche l’occasione per presentare il Catalogo di "Time is Out of Joint", che documenta il lavoro di trasformazione sfociato nel nuovo allestimento e raccoglie i contributi di filosofi, antropologi, scrittori e curatori che hanno deciso di accogliere le suggestioni teoriche ed estetiche poste dalla scelta curatoriale di una nuova museologia. Alla luce della nuova mostra "Joint is Out of Time", inaugurata il 21 gennaio scorso, non sono mancati nuovi spunti di riflessione sul percorso di questo progetto