Intervista con Marco Masini Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Giovedì 26 Febbraio 2009 00:00

Active Image“L’Italia e altre storie”, è il nuovo album di Marco Masini.











(Foto: Chiara Marcon con Marco Masini ).



masini 2.jpgAbbiamo raggiunto, Marco Masini,  a Rapperswil, dove era ospite di Radio Zürisee. Il cantautore ci ha parlato di Sanremo, del suo album e di tanto altro….   

Sei appena stato a Sanremo, quali sono le tue impressioni?


Il Festival di Sanremo, mi è piaciuto molto quest’anno, Bonolis è stato bravissimo, e c’erano tante belle canzoni, infatti anche il pubblico ha apprezzato molto, premiando lo spettacolo, dandogli un auditel altissimo.

 E del vincitore, Marco Carta, che cosa ne pensi? E’ stato molto contestato il suo primo posto…

Tutti quelli che vincono a Sanremo vengono criticati, l’Italia è un paese così, prima ti votano e  poi,  parlano male. Mandano al governo qualcuno e poi lo vogliono  buttare giù, questa è l’Italia, un paese in eterna contraddizione con se stesso.

 Qual è la tua canzone preferita del Festival?

Mi è piaciuta molto quella dei Gemelli Diversi.

Ci sono state molte polemiche sul compenso, del conduttore Bonolis,  in un paese dove le famiglie non arrivano a fine mese, la tele di Stato, paga un milione di euro un presentatore.

Io direi che è stato un investimento, perché il Festival, si è risollevato. E’ come voler regalare una grande partita di calcio, senza pensare di comprare qualche bravo e famoso, calciatore.  I soldi sono i nostri, certo, ma non è li che si deve risparmiare. Uno  spettacolo,  come quello di Sanremo, ci consente di essere allegri, di vivere un’emozione positiva, in una vita che spesso ci regala brutte notizie, e brutte soprese.

 La tua canzone che effetto ha fatto sul pubblico?

E’ presto per dirlo.

Che cosa volevi trasmettere?

Nulla, io volevo solo cantare la mia canzone e parlare di me stesso, senza nessuna presunzione. E’ solo la mia visione dell’Italia, dove io analizzo la parte più triste, anche se non c’è solo questo per fortuna.

Perché si parla, più delle cose negative che di quelle positive?

Per aprire gli occhi, per sensibilizzare.

Qual è il tuo artista preferito?

Al momento ascolto molto i Coldplay, mi piacciono molto.

Con chi ti piacerebbe collaborare?

Prima vorrei crescere io, ho ancora tanto da fare. Per il momento non ci penso.

Se dovessi duettare con un’artista femminile della musica italiana?

Son tutte brave, magari anche con mia sorella, lei canta benissimo.

 Torniamo al tuo album, la canzone “Beato te”, è dedicata a un ragazzino quindicenne esistente, oppure è dedicata a tutti i ragazzi di quell’età?

E’ per tutti i ragazzi di quell’età, che salgono sull’autobus, vanno a scuola, spensierati e felici con lo zaino in spalla.

Hai nostalgia di quel periodo della tua vita? E di che cosa in particolare?

Mi manca la spensieratezza, l’ingenuità,  la voglia di giocare che,  a quarantaquattro anni non ho più. Purtroppo.

 “L’ultimo giro di giostra” è una canzone dedicata all’amore, la prima parte dolce e romantica, per poi passare ad una seconda,  dura e sofferente…

Perché l’amore è così, ti fa impazzire di piacere all’inizio e poi impazzire di dolore quando finisce.

Quale parte si ricorda di più dell’amore?

La parte dove stai male, perché arriva per ultima.

A te l’amore, ha fatto stare bene o più, stare male?

Tutte e due. Nella parte finale comunque di una storia, c’è la paura, il tradimento, la rabbia…

Sei stato, o hai più tradito?

Questo bisognerebbe chiederlo alle mie amanti.

La canzone, “Lontano dai tuoi angeli”, a chi è dedicata?

 E’ dedicata a una donna scomparsa, un’amica, un’amante, una mamma. Qualcuno che non c’è più e non ti può più proteggere. C’è la voglia, però di essere ricordato e protetto,  da un angelo che è stato un punto di riferimento importante.

Per te chi è stato un punto di riferimento importante?

Sicuramente mia madre, e poi tante altre persone, che io ho perso, man mano, nel cammino della vita.

Perché le tue canzoni fanno sempre discutere? Forse è l’uso a volte di parole forti?

Le parole forti, le uso per esprimere dei concetti, che senza non sarebbero espressi bene. Credo che le mie canzoni dicano cose vere, e a volte da fastidio ascoltarla forse, la verità.

Allora,  io ho una domanda da farti, da tanto tempo…chi era la famosa “bella stronza”?

Bella stronza, non è nessuna donna in particolare, è l’attacco al potere, non c’è un riferimento personale. E’ per le persone che abbandonano i sentimenti e corrono dietro alla ricchezza.  Persone, che perdono di vista i veri valori.

 E che cosa fai nel tempo libero?

Vado a pesca.

Pensi di venire presto, a cantare qui in Svizzera?

Certo, ci rivedremo dopo l’estate. A presto, e un saluto ai lettori de ilGiornale.ch.  

(Foto Marco Masini a Radio Zürisee)