Fiorucci: persona umile, attenta ai bisognosi Stampa
Scritto da Redazione   
Giovedì 23 Luglio 2015 10:21

Una persona semplice, che amava stare con gli altri, in particolare le persone bisognose, e accoglieva tutti con un sorriso. Cosi' gli amici ricordano Elio Fiorucci, lo stilista scomparso nella sua casa di Milano a 80 anni. Al funerale nella chiesa di San Carlo, davanti alla Galleria Passarella dove stava il suo storico negozio, a prendere la parola per un ricordo non sono stati i familiari ma due persone in rappresentanza di due associazioni che aveva sostenuto: Mario Furlan dei City Angels e Giusy Lagana' di "Fare x bene" associazione che tutela i diritti delle donne e contro il bullismo nelle scuole. "Ho conosciuti Elio 20 anni fa, poco dopo aver fondato i City Angels - ha raccontato Furlan - era un momento di grande difficolta' economica, gli dicevo noi siamo qui per aiutare i poveri ma siamo poveri anche noi e non abbiamo le divise. Lui ha detto 'ho fatto le magliette con gli angioletti e voi siete gli angioletti in carne e ossa, che fanno del bene in terra, quindi io vi dono le vostre divise'.

Le abbiamo sempre portate con orgoglio e le porteremo sempre ricordandolo". Furlan ha ricordato che Fiorucci aveva promosso un'iniziativa in occasione di Expo, il pasto vegetariano del sabato nel centro di accoglienza per senzatetto: "L'ultima volta che ho visto Elio e' stato un sabato sera di maggio, era venuto nel nostro centro di via Pollini a mangiare con noi e i senzatetto. Mi ha toccato il cuore quella volta, come molte altre, vedere come si rapportava con gli ultimi: in modo molto semplice, schietto e umano. Io voglio ricordarlo facendo si' che quel centro porti il suo nome, casa Fiorucci" ha concluso. Giusy Lagana' ha portato il ricordo di chi conosceva Fiorucci:

"Quando entravi in una stanza e c'era lui la cosa che ti coinvolgeva era il firmamento di stelle che aveva negli occhi, faceva pendant con il suo sorriso ti restava dentro per sempre. Aveva l'umilta' dei grandi, di chi aveva incontrato le persone piu' importanti, e parlava agli amministratori delegati e all'ultimo degli impiegati allo stesso modo". Ha poi ricordato l'impegno sociale dello stilista scomparso, che pochi conoscono, e consisteva ad esempio nel creare un oggetto per una mostra e dopo comprarlo all'asta. Per la sua associazione aveva disegnato il logo, una mano rosa che si apre verso il cielo con un cuore che vola: lo scorso 25 ottobre era un piazza con "Pagina bianca" per dire no alla violenza, il prossimo aveva promesso di esserci ancora. "E' la prima volta che non manterra' una promessa" ha detto, commossa. Fiorucci negli Anni Ottanta rappresentava una Milano allegra, che voleva risvegliarsi dal periodo buio. Cosi' lo ha ricordato l'ex sindaco di Milano Paolo Pillitteri, in carica a meta' degli anni Ottanta. "Era l'unico che non faceva politica. Dicevamo andiamo da Fiorucci, ci aiutera' a uscire da questi anni. E' il simbolo dell'allegria e della creativita', era la sigla del cambiamento. E' stato una grande svolta per Milano" ha ricordato l'ex primo cittadino dopo il funerale, invitando i piu' giovani a non dimenticare l'importanza di questa persona per la sua citta'.