OLIMPIADI: FONTANA E PELLEGRINO, CHE GIOIE IN COREA Stampa
Scritto da Alessandro Belli   
Martedì 27 Febbraio 2018 00:00

 I cinque cerchi ormai ce l'ha tatuati sul cuore. Sono il tratto distintivo e indelebile della sua storia bella e vincente. La regina dello short track tricolore, Arianna Fontana, ha conquistato l’oro nei 500 metri al Gangneung Ice Arena regalando all’Italia la seconda medaglia a PyeongChang2018 e salendo per la quarta edizione consecutiva sul podio dei Giochi Olimpici. Da Torino 2006 (bronzo in staffetta), passando per Vancouver (bronzo) e Sochi (due bronzi e un argento) fino in Corea del Sud, lassù, nell’Olimpo dei grandi, c’è sempre lei. Stavolta si è messa al collo la medaglia più preziosa, quella che le mancava: l'Italia torna sul gradino più alto del podio dopo 8 anni di digiuno (ultimo successo a Vancouver 2010 firmato Giuliano Razzoli nello slalom). mLa portabandiera, la più giovane medagliata azzurra di sempre a livello invernale,la prima olimpionica degli Sport del Ghioccio, l’icona di un movimento che ruota intorno al suo talento, la campionessa dal sorriso speciale e dallo sguardo magnetico che in pista non fa sconti. Stasera ha prima dominato i quarti, vincendo la sua batteria, poi è stata protagonista di una semifinale pazzesca, in cui ha realizzato il suo primato personale (42"635 contro il 42”829 realizzato a Salt Lake City a novembre 2016) cedendo la scena solo alla coreana Choi, capace di realizzare il record olimpico (42"422). Infine la finale, fatta di adrenalina e di emozioni forti. Roba da fuoriclasse puri e campioni immensi. Arianna ha condotto dall'inizio, senza cedere alla paura, migliorando ancora il personale (45"569). E' una leggenda da raccontare: alle sue spalle l'olandese van Kerkhof e la canadese Boutin, squalificata la padrona di casa Choi. E' festa tricolore, la prima in Corea. Ha il volto della portabandiera: Arianna, una stella - verde, bianca e rossa - diventata mito. Vicino all’oro è andato invece Federico Pellegrino, che ha vinto l’argento nella gara Sprint di sci di fondo, a lui meno congeniale visto che si correva in Tecnica Classica, l’azzurro ha sfruttato ogni sua energia, ogni tattica, ogni minimo cedimento degli avversari, pur di salire sul podio. E ce l’ha fatta. La medaglia d'oro l'ha vinta il norvegese Klaebo con il tempo 3'05"75 ma Federico, sia pur al fotofinish, ha battuto l'atleta della OAR Bolshunov con 3'07"09 contro 3'07"11.