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Silvia Beccaria:The poetic fiber Stampa
Scritto da Paola Zorzi   
Lunedì 06 Marzo 2017 07:53

g 3  the poetic fiber  silvia beccaria a ruota libera particolareLa mostra che si sta svolgendo a Villa Cernigliaro/Serra dei Leoni,  Biella-Sordevolo, Associazione Zero Gravità per arti e culture, presenta una serie di opere tessili di Silvia Beccaria  realizzate a partire da un filo e che hanno in comune la caratteristica di essere state eseguite attraverso l'antica tecnica della tessitura a telaio manuale. Foto Paola Zorzi .

Si tratta però di arazzi contemporanei dove la materia prima rappresentata dall'intrecciarsi di fibre naturali, nobili o comuni, delicate o grezze come la lana, la seta, il cotone, la canapa o la juta, è messa a confronto con la percezione ambigua che ancora suscitano materiali  artificiali quali la plastica, il pvc, il poliuretano, la gomma, il lattice... e che qui sono presenti sotto forma di fili o pellicole. 

Ci troviamo di fronte quindi a  materiali, sia artificiali che naturali,  sospesi in una pre-condizione amorfa che nel loro trasformarsi in oggetto tendono al perfezionismo senza però mai raggiungerlo del tutto. Questo mentre un particolare  fascino sembra trasparire dalla familiarità data da quella pluralità di oggetti e manufatti sintetici (plastiche) o artificiali (prodotti anche naturali dati da un artificio/lavorati),  che da tempo popolano le nostre abitazioni. Una  fenomenologia rivelata e fissata in un dato momento/oggetto ma che ancora porta con sé il riflesso di quel suo infinito e perciò sempre incompiuto potenziale di tras-formazione, "plastica" o "flessibile" che sia. 

Sospesa anche, per dirla alla Barthes "la gerarchia delle sostanze" in favore di un più democratico e serrato intreccio dialettico a cui - in questo caso - si associa l'elemento concettuale che aggiunge nuove possibili interpretazioni alla lettura delle opere esposte.


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Mentre il giudizio permane incerto nel decretare la supremazia di un elemento naturale talmente definito da sembrare artificiale su di un elemento artificiale talmente “preciso” da sembrare naturale, e viceversa... 

Ma dovendo parlare della tecnica utilizzata in queste opere va sottolineato come questa, nella specificità della tessitura a telaio manuale, si estrinsechi con  modalità proprie attraverso le quali, durante il particolare  processo del farsi (poiesis), l'artista, oltre a seguire un disegno progettuale complessivo, ha modo di esprimere in corso d'opera la propria  sentita creatività ed espressività. 

Una tecnica che permette inoltre di ottenere risultati estetici e teorici. 

La scelta della manualità infatti collega l'artista alle esperienze della Fiber Art (arte che impiega materiali flessibili o fibrosi) e (la collega) ad altri artisti degli anni Sessanta/Settanta che, oltre alla flessibilità dei materiali,  hanno recuperato in vari campi il valore di una manualità e creatività spesso negati da un sistema di produzione industriale sempre più improntato alla serialità e ad una gerarchica divisione del lavoro. 

Allo stesso tempo però Silvia Beccaria prende le distanze da etichette e movimenti  confermando la caratteristica propria di una generazione che al dirompente impatto   teorico degli anni Sessanta ha dato continuità attraverso una concretezza e originalità in cui l'elemento teorico appare sovente implicito.

C'è nel lavoro di questa artista anche una componente concreta che però non si esaurisce in se stessa per comprendere anche il dato concettuale. La ricerca

spazia infatti in diversi campi: filosofico, scientifico, estetico, linguistico. Ed è esattamente in questo contesto che nascono opere in cui ad esempio viene sottolineato come l'etimologia del termine "testo" derivi dal latino textus il cui significato comprendeva tra l'altro quello di tessitura. 

In altre opere troviamo invece in/tessute pellicole fotografiche e cinematografiche, dove alla concretezza della trama e ordito del tessuto si sovrappone il significato  di trama intesa come storia, narrazione... 

Al tutto è infine conferita una  unitarietà concettuale e poetica che trova una corrispondenza in una tecnica raffinata e precisa dove nulla è posticcio o superficiale ma tutto risulta contemporaneamente integrato.

Dopo la Laurea in Filosofia, Silvia Beccaria ha iniziato un percorso di studio come Progettista Tessile, specializzandosi in Fiber Art sotto la guida dell’artista Martha Nieuwenhuijs. 

Dal 1993 al 2000 ha elaborato progetti didattici utilizzando l’arte tessile come strumento di riabilitazione ed educazione collaborando come consulente all’interno di strutture per disabili psichici, detenuti, minori a rischio e portatori di handicap. Per alcuni anni, dal 2002 al 2007, ha curato con Marina Costantino la progettazione di alcune attività legate all’arte tessile per il Museo di Arte Contemporanea - Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli. 

Villa Cernigliaro – Serra dei Leoni 

12 febbraio – 12 marzo 2017