MOSTRE, LONGOBARDI SUPERSTAR ANCHE IN RUSSIA Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Lunedì 14 Maggio 2018 00:00

Longobardi superstar anche in Russia, grazie alla grande mostra inaugurata il 3 maggio nelle prestigiose sale del Museo Statale Ermitage a San Pietroburgo, alla quale ha voluto partecipare, giunto da Mosca, anche l’Ambasciatore della Repubblica italiana in Russia, Pasquale Quito Terracciano, accompagnato dal Console Generale d’Italia in San Pietroburgo Leonardo Bencini. “Longobardi, un popolo che cambia la storia” - promossa dai Musei Civici di Pavia-Comune di Pavia, dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e, appunto, dal Museo Statale Ermitage, con il forte appoggio del Mibact e l’organizzazione generale di Villaggio Globale International – permetterà ora di far conoscere il popolo dalle lunghe barbe anche alle centinaia di migliaia di visitatori che visiteranno il prestigioso museo affacciato sulla Neva, mettendo in luce la storia, i costumi, la cultura e soprattutto evidenziando il ruolo determinante che i Longobardi  ebbero nella vicende della penisola italiana: un territorio ch’essi tentarono vanamente di riunificare. Ad inaugurare l’evento, allestito nelle sale del Manage (ovvero delle ex Scuderie) all’interno del Palazzo d’Inverno del Museo Ermitage,  anche il Sindaco e l’Assessore alla Cultura del Comune Pavia, Massimo Depaoli e Giacomo Galazzo,  e Paolo Gulierini il Direttore del MANN di Napoli che ha voluto,  per la prima volta, organizzare una mostra sui Longobardi nel Sud Italia, dando finalmente il giusto rilievo al ruolo culturale e politico svolto in queste regioni dal popolo del Nord e agli splendori longobardi che ancora permangono come ricchezze storico-artistiche non solo nei depositi del MANN ma – in maniera ancora più evidente - in Campania: a Benevento, Salerno e Capua. Dopo la sede pavese, dove la mostra ha registrato un record di visitatori mai raggiunto dalla città lombarda, e dopo il successo straordinario al MANN di Napoli che ha contato oltre 150.000 visitatori dell’evento, le oltre 500 opere prestate da più di 40 musei e istituzioni italiani ( oltre 700 per la dogana, che conta ogni singolo elemento di corredo), sono partite da Napoli, con un grande sforzo organizzativo, per raggiungere San Pietroburgo, percorrendo quasi 4000 chilometri, via terra e mare, con scorta armata da Helsinki fino alla città di Pietro il Grande. Oltre 20 i courier, ovvero gli accompagnatori delle opere dai vari musei prestatori, in missione a San Pietroburgo, per assicurarsi dello stato dei reperti al loro arrivo,  del loro posizionamento e delle condizioni conservative; quindi lo staff di Villaggio Globale International, i trasportatori e allestitori russi, i funzionari e i restauratori dell’Ermitage; alcuni membri del comitato scientifico e Federico Marazzi, che ha curato la mostra insieme a Giampietro Brogiolo: un via vai di esperti per riallestire in uno dei più importanti musei del mondo un’esposizione che ha saputo proporre al pubblico le novità degli ultimi 15 anni di scavi e ricerche sul campo e una nuova visone dei Longobardi in Italia e nel loro rapporti con l’ Europa. Accanto a Michail Piotrovsky, Direttore Generale del Museo Statale Ermitage, all’inaugurazione anche Maurizio Cecconi, AD di Villaggio Globale International e Segretario Generale di "Ermitage Italia”. L’ambasciatore Terracciano ha ringraziato il Prof Piotrovsky per aver voluto questa mostra all’Ermitage: “Sappiamo che i nostri popoli - ha dichiarato Terracciano- sono legati da amicizia, ma l’amicizia sia basa anche sulla condivisione della conoscenza. Per questo ringrazio il Direttore Piotrovsky per averla accolta nelle sale di questo grande museo.  Questa è una mostra connotata da un alto valore scientifico per la conoscenza della storia dell’Europa e che aiuta a comprendere la frammentazione dell’Italia nei secoli successivi la Caduta dell’Impero Romano. I Longobardi hanno contribuito a diffondere elementi culturali unitari nel Nord, nel Centro e nel Sud Italia ma la vera lezione per noi tutti, come ha detto il Direttore dell’Ermitage,  è che l’Europa è nata e cresciuta sulla diversità, che è un grande valore”. L’inaugurazione si è conclusa con un bellissimo concerto nel Salone della pittura italiana dei Solisti pavesi diretti dal Maestro e violinista Massimo Quarta, giunti anche essi appositamente dall’Italia; concerto offerto dalla Fondazione I Solisti di Pavia, per un evento tutto Made in Italy.