MOSTRE, LO GIUDICE A NEW YORK CON “EDEN, PIANETI LONTANI” Stampa
Scritto da Redazione   
Martedì 29 Maggio 2018 00:00

E' uno degli artisti italiani contemporanei più quotati del mondo ma raramente lo si può ammirare in patria. I suoi lavori vanno a ruba, ha collezionisti disseminati in tutte le parti del globo e nelle aste internazionali decuplica le stime: ora Marcello Lo Giudice (Taormina, 1957) - definito da Pierre Restany "pittore tellurico" proprio per il suo legame viscerale con la materia - il 9 maggio ha inaugurato una mostra (fio al 15 giugno) personale nella sede newyorchese di Opera Gallery. "Eden, pianeti lontani" è un'esposizione particolarmente importante: avviene in un periodo dell'anno in cui la Big Apple è sotto i riflettori del mondo dell'arte internazionale. Le grandi aste di Christie's e Sotheby's vendono, nel maggio newyorchese, opere per circa 2 miliardi di dollari; inoltre l'indotto di mostre, aste e fiere, porta nella primavera newyorchese un livello di presenze di collezionisti e investitori di altissimo calibro. Prima di Lo Giudice - oggi considerato uno degli artisti di punta del neoinformale europeo - Opera Gallery aveva scelto di esibire i più grandi artisti contemporanei cinesi con la mostra "Made in Asia" (sino allo scorso 27 marzo).

Ma per il periodo più infuocato della Grande Mela ha preferito l’artista italiano, che negli ultimi anni sta catalizzando l'attenzione sul mercato anche delle vendite all'asta, con valori medi per le sue opere partiti da 10 mila dollari ma ora vicini ai 100 mila. Secondo Artprice, $100 investiti nel 2004 in un quadro di Marcello Lo Giudice, equivalgono oggi a circa $296, con una rivalutazione che supera il 196%. Nella mostra di New York, saranno esposti dipinti recenti, creati per l'occasione dall'artista, della serie degli "Eden", conosciuta a livello internazionale ed esposta in tre musei prestigiosi come il Russian State Museum di San Pietroburgo, il Maxxi di Roma  ed Ekaterina Foundation di Mosca. In queste opere, realizzate con oli e pigmenti puri su tela, il metamorfismo della materia e l'energia della luce si fondono per creare remoti paesaggi geologici, puri e incontaminati come a rappresentare, appunto, la purezza dei paradisi terrestri o dei pianeti lontani. Occorre partire proprio dalla terra per seguire il percorso di Lo Giudice, laureato in Geologia a Bologna e poi approdato all'Accademia delle Belle arti di Venezia, che porta le suggestioni della natura nella sua arte. Le sue grandi tele si aprono come finestre su mondi paralleli, pianeti lontani appunto, e la mostra mette in risalto l'amore per il pianeta Terra e per i suoi giganti naturali, sottolineando la strenua lotta condotta dall'artista per la salvaguardia dell'ambiente. Al vernissage (9 maggio, a partire dalle 18:30) sono invitati collezionisti, artisti internazionali, critici d'arte, ambasciatori e imprenditori dell'alta finanza.