Joggeli, Pitschi, Globi... I libri illustrati svizzeri più popolari Stampa
Scritto da Redazione   
Mercoledì 13 Giugno 2018 08:40

landeIl servo Joggeli che non scuote i peri per raccogliere le pere, nato dalla penna di Lisa Wenger, il micino Pitschi, i bambini protagonisti della raccolta di canzoni dellaMaggi o l’orsacchiotto che parte per Tripiti: queste e altre figure dei più popolarilibri illustrati svizzeri hanno affascinato generazioni intere di lettrici e lettori,piccoli e non. La mostra sull’argomento allestita al Museo nazionale Zurigo epensata soprattutto per le famiglie presenta i classici di questo genere in Svizzera nel loro contesto storico e culturale.

La Svizzera vanta una lunga tradizione nel campo dei libri illustrati, volumi che solo come pochi altri libri vengono tramandati di generazione in generazione. Ne è un esempio Joggeli di Lisa Wenger, pubblicato ormai più di 100 anni or sono: la storiadel servo pigrone che preferisce fare un sonnellino all’ombra di un pero invece dilavorare è diventata parte integrante del patrimonio culturale elvetico.

Il genere del libro illustrato in Svizzera visse un primo momento d’oro nel periodo tra le due guerre mondiali. Motori e promotori di questo successo furono i reparti di pubblicità di grandi ditte come Maggi e Nestlé, che con figurine da incollare in appositi album e punti da raccogliere rispondevano alla domanda di intrattenimento per i bambini in quest’epoca di crisi. Più tardi, i personaggipubblicitari così creati divennero protagonisti di volumi dedicati, primo fra tutti Globi, il ragazzo dalle sembianze di pappagallo nato nel reparto di pubblicità dei grandi magazzini Globus e una delle più celebri e popolari figure nel panorama dei libri illustrati in Svizzera. Dopo la Seconda guerra mondiale, nella Svizzera tedesca era diffuso un certo scetticismo nei confronti dei libri illustrati provenienti dalla Germania, un fenomeno di cui approfittò l’editoria elvetica riprendendo nuovo slancio. Alcuni degli artisti svizzeri, come Felix Hoffmann, Alois Carigiet o Hans Fischer (noto come fis), che contribuirono a questo successo editoriale, grazie ai loro disegni diventarono celebri anche oltre i confini nazionali. Così nel secondo dopoguerra le case editrici svizzere poterono affermarsi anche nella vendita di licenze a livello internazionale: Pitschi, il racconto «Una campana per Ursli» di

Carigiet e le immagini ispirate alle fiabe dei fratelli Grimm realizzate da Hoffmann furono successi mondiali.

Tra gli illustratori e grafici più affermati vi erano solo poche donne; chi tuttaviacerca approcci originali e forme d’espressione innovative si imbatte presto nelle loro creazioni. Degni di menzione sono ad esempio il volume Der Leuchtturm (Il faro) di Berta Tappolet (1897-1947) o le fiabe illustrate a mo’ di pittogrammi di WarjaLavater (1913-2007), opere dall’estetica straordinaria, interpreti di un linguaggiografico di stampo decisamente più artistico che popolare.

La mostra su tutte queste opere, pensata soprattutto per le famiglie, consente ai bambini di immergersi in modo ludico nei mondi creati dalle loro immagini: in apposite «isole di lettura» allestite in chiave tematica, piccoli (e meno piccoli) possono conoscere ed esplorare i classici del libro illustrato. Gli adulti, invece, possono riscoprire i più affermati autori e illustratori dei libri che li hanno accompagnati durante la loro infanzia alla luce delle varie informazioni sul contesto culturale in cui sono nati, sui temi sociali ad essi legati nonché sulla storia della grafica e della pedagogia. Un ricco programma di proposte per tutta lafamiglia fa da cornice all’esposizione.