«Robert Delaunay e Parigi» in mostra al Kunsthaus Zürich Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Lunedì 03 Settembre 2018 00:00

delaunay la tour eiffel et jardin champ de mars 1922 washingtonFino al 18 novembre 2018 il Kunsthaus di Zurigo, presenta una grande esposizione dell’opera di Robert Delaunay (1885–1941), incentrata su Parigi, gli albori dell’aviazione, lo sport e il colore all’inizio dell’era moderna: 80 quadri e lavori su carta compongono la più completa mostra di Delaunay ad oggi realizzata in Svizzera.

(Nella foto a sinistra,Robert Delaunay, La Tour Eiffel et jardin du Champ-de-Mars, 1922 Öl auf Leinwand, 178,1 x 170,4 cm Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Smithsonian Institution, Washington, DC, The Joseph H. Hirshhorn Bequest, 1981).

Le opere di Delaunay furono di natura pionieristica: egli studiò l’utilizzo del colore nella rappresentazione del movimento, della tecnologia e dello sport, e si interrogò sul proprio ruolo come figura centrale nel quadro dello sviluppo di un dinamico e moderno mondo nuovo. Il Kunsthaus mostra l’intera gamma della sua opera: dai primi ritratti «divisionisti» e in stile fauve degli anni 1906-1907, fino ai progetti per il Palais des Chemins de Fer ed il Palais de l’Air per l’Esposizione Mondiale del 1937, nonché il suo ultimo grande ciclo pittorico «Rythmes sans fin», sorto negli anni finali della sua vita. La mostra è integrata da scatti fotografici e pellicole di importanti fotografi e registi dell’epoca, parimenti ispirati dalla città di Parigi (Germaine Krull, Man Ray, André Kertész, Ilse Bing, René Le Somptier).

LA TORRE EIFFEL COME SIMBOLO DELLE CONQUISTE DELLA TECNICA
Un linguaggio figurativo basato su contrasti di colore e l’impiego di cerchi quali elementi formali e simboli cosmici divennero tratti caratteristici dell’arte di Delaunay. La mostra propone esempi delle sue celebri serie, tra cui le volte slanciate e le vetrate della chiesa gotica di Saint Séverin nel quartiere latino di Parigi, nonché le rappresentazioni della torre Eiffel, monumento parigino simbolo per eccellenza della modernità. Dominano i suoi quadri paesaggi di tetti parigini, una ruota panoramica gigante, aeromobili e il sole. Con la serie «Les Fenêtres», Delaunay diede vita ad un nuovo tipo di pittura: invece del gioco di luce, spazio e movimento, si basò esclusivamente sui contrasti cromatici. In tali opere la struttura della città sembra sciogliersi in una superficie di toni cromatici frammentati. Per tali effetti ottici, basati su rapporti in sé compiuti, su tensioni ed armonie di colore puro, il critico Guillaume Apollinaire, fautore dell’arte di Delaunay, coniò il termine di «orfismo», che comprendeva rappresentazioni correlate di colore, luce, musica e poesia. Delaunay preferiva il termine di «pittura pura», un concetto che trovò il suo massimo 
perfezionamento nel celebre quadro «Disque (Le premier disque)» (1913), privo di ogni riferimento riconoscibile al mondo visivo, e incentrato invece su una rappresentazione concreta della dispersione prismatica della luce.

DINAMICA SULLA TERRA, IN ARIA E IN ACQUA
A partire dal 1906, la forma circolare compare a più riprese nei dipinti di Delaunay e intorno al 1912-1913 diviene il motivo di diversi quadri dal titolo «Soleil et lune», ivi compreso lo spettacolare dipinto delle collezioni del Kunsthaus. Anche una serie di opere del 1914, dedicata al pioniere dell’aviazione Louis Blériot, fa ampio uso della forma circolare. Nel suo tentativo di raffigurare la dinamica, l’artista realizzò una serie di rappresentazioni piuttosto figurative della vita moderna, tra cui il celebre quadro «Les coureurs» (1924-1925). Delaunay aveva già sperimentato motivi sportivi nei suoi quadri dell’«Équipe de Cardiff»; ovviamente aveva presente il celebre dipinto dei «Calciatori» di Henri Rousseau del 1908. È probabile che il suo interesse per il movimento e per le gare sia stato ravvivato dallo spettacolo dei Giochi olimpici di Parigi del 1924.

RITRATTI DELLA SOCIETÀ
Nel corso degli anni Venti del Novecento realizzò numerose rappresentazioni del suo ambiente parigino, con ritratti di poeti quali Philippe Soupault e Tristan Tzara, e di diverse personalità in vista della società, raffigurate su stoffe in base a schizzi di Sonia Delaunay. Nella sua serie «Rythmes sans fin» si avvicinò al mondo dell’astrazione geometrica, in voga a Parigi all’inizio degli anni Trenta. I suoi lavori furono successivamente d’ispirazione per l’op art e divennero un punto di riferimento per artisti ispirati allo stile concreto e costruttivista.

PRESTITI DAL MONDO INTERO
Diversi prestigiosi musei e collezioni private in Europa e in America hanno sostenuto la curatrice ospite Simonetta Fraquelli – esperta indipendente di arte parigina di inizio Novecento – mettendo a disposizione capolavori che per motivi di conservazione vengono fatti viaggiare solo raramente: ricordiamo il Centre Pompidou di Parigi, il van Abbemuseum di Eindhoven, il Solomon R. Guggenheim Museum e il Museum of Modern Art di New York, il Museum of Fine Arts di Houston, l’Art Institute di Chicago nonché il Moderna Museet di Stoccolma.

Kunsthaus Zürich, Heimplatz 1, CH–8001 Zurigo
Tel. +41 (0)44 253 84 84, www.kunsthaus.ch
Ven–Dom/Mar 10:00–18:00, Mer/Gio 10:00–20:00. Orari durante le festività: www.kunsthaus.ch