Corpo automi robot; tra arte scienza e tecnologia Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Martedì 12 Gennaio 2010 00:00
corpo_automi_robot.jpgL’esposizione di Lugano, propone un’affascinante indagine tra il corpo e tutte le altre arti. Un percorso diviso in due sezioni; una al Museo d’Arte Cantonale e l’altra a Villa Ciani. Quest’ultima affronta con un approccio interdisciplinare il complesso rapporto tra corpo e scienza, in particolare soffermandosi sulla dinamica dell’imitazione del corpo da parte degli automi e della sua sostituzione ad opera dei robot. ( A sx locandina della mostra con opera di R. Meier "Senza Titolo" del 1990). automi1-681x1024.jpgUn percorso che parte dall’antica Grecia, dal mitologico automa greco Talos fino ai cyborg di ultima generazione, che sostituiscono con l’andar del tempo molte funzioni dell’uomo. Grande rilevanza la sezione dedicata a Leonardo Da Vinci, che già nel  Rinascimento, a seguito dell’esperienza dell’ingegneria macchinistica del periodo, immaginava e progettava, macchine che potevano far volare l’uomo o camminare sott’acqua, ideando uno scafandro che non è molto diverso da quello che si usa al giorno d’oggi. Interessanti anche gli androidi prodotti nel XVIII secolo, sotto l’impulso di nuove scoperte scientifiche, e molte applicazioni le dobbiamo anche alla manifattura degli orologi svizzeri, che con i loro meccanismi, hanno contribuito a molte scoperte ed evoluzioni applicative. Una sezione, che si conclude con le applicazioni della robotica in campo medico, arti artificiali, cuori, e tutto ciò che aiuta ad avere una vita quasi normale, con l’aiuto della tecnologia. L’aspetto ludico è messo in evidenza, con i robot dell’ultima sala, una ricostruzione del famoso WallE eroe della Pixar e quello scientifico, con le applicazioni dei robot, alla “scoperta dello spazio”, macchine che camminano su Marte, raccolgono informazioni, ed hanno una capacità di movimento impressionante, e grazie a loro gli studi sull’ignoto posso andare avanti. ( A sx l'opera di Jacquet Droz del 1774 "Le dessinateur).

La sezione presentata al Museo d’Arte, attraversa invece, le principali correnti della storia dell’arte del Novecento e contemporanea, illustrando profondi sconvolgimenti prodotti dalla sempre più massiccia presenza della macchine, nella vita quotidiana, a partire dalla rivoluzione industriale, soprattutto la seconda. Le opere definiscono il corpo, rispetto ai mutamenti delle macchine. Oltre cento le opere proposte, dai futuristi, ai surrealisti, passando per tutte le correnti minori che poi ci sono state nella storia dell’arte, le macchine inutili di Jean Tinguely e Bruno Munari, con le opere di Paik, Plensa, Horn, e Gormley, dove il corpo, prende vita, si scompone e si muove nella dinamica del suo tempo.    

Corpo Automi Robot

Tra arte, scienza e tecnologia.

25 OTTOBRE 2009 - 21 FEBBRAIO 2010
www.mda.lugano.ch