L'OPERA D'ARTE NELL'EPOCA DELLA SUA RIPRODUCIBILITA' TECNICA E AL TEMPO DEL COVID-19 Stampa
Scritto da PaolaZorzi   
Lunedì 31 Agosto 2020 00:00

2 piero mottola mappa emozionale 1L'iniziativa che ci ha visti impegnati su internet, e che ci ha accompagnati durante i due mesi di lockdown da covid-19, ora è riproposta attraverso una mostra aperta al pubblico in cui sarà possibile ritrovare tutte le opere donate per l'occasione dagli artisti che avevano dato la loro adesione a questo progetto. A sinistra Piero  Mottola " Mappa Emozionale". 

La riproposizione al Forte è in segno di partecipazione al momento di estrema difficoltà determinato dal Covid. Inoltre la collaborazione con gli organizzatori della mostra è forieradi interessanti sviluppi che il Forte vuole cogliere nel momento del suo rilancio, dopol'acquisizione da parte della Regione.

In esposizione dunque le sessanta opere - stampa su carta su tavolette di legno - contenute nel formato originalmente proposto dal progetto, cioè corrispondente ad un foglio/pagina A4.

1 bernard hugoCONTRIBUTI MUSICALI

“Il progetto BAAB nasce dall’incontro tra il produttore e tastierista Andrea De Carlo e il batterista e compositore Filippo Cornaglia.

I due musicisti, già collaboratori sia in studio che dal vivo, decidono di dedicare il periodo di  lockdown alla realizzazione di nuove composizioni utilizzando esclusivamente un sintetizzatore e una batteria acustica.

Ispirandosi al metodo compositivo delle prime opere minimaliste di Steve Reich, sperimentano la sovrapposizione e lo sfasamento di frasi cicliche. Le variazioni si generano in base alle relazioni spazio-temporali  tra le frasi stesse.  L’obiettivo è quello di sfruttare il più possibile il materiale compositivo costituito da un solo nucleo melodico.” A sinistra Bernard Hugo

Il link:

https://fidbak.audio/baab/player/be8c809c12d1/e900ad0c0eb2

Inoltre: Rossella Cangini, Graziano Debernardi, Antonio Fortarezza, Piero Mottola.

Da exil a Exilles

Da un lato roccaforte, posta in una stenosi della Val Susa, storicamente avamposto strategico destinato alla difesa e controllo del territorio, frequentata fin dall'antichità da soldati provenienti dai luoghi più disparati; dall'altro borgata attraverso il cui isolamento linguisticamente ha saputo conservare caratteri celtici.

Ma le valli sono solo apparentemente isolate, divise. La Val Susa in particolare, in passato oltre ad essere stata destinata militarmente a zona di controllo dai vari poteri di turno, era anche vissuta dalle popolazioni locali come luogo di comunicazione, collegamenti, opportunità per scambi commerciali e culturali dove oltre alle merci transitavano le persone.

Non è un caso se in val susa permangono minoranze linguistiche celtiche, francesi e franco-provenzali.

Un luogo dunque che sembra adatto ad ospitare una mostra come questa sospesa fra

isolamento, difesa dal Covid e necessità di comunicare.

5 marica albertario interdipendenzaMa artisticamente, anche se solo come assonanza, ci piace associare Exilles al termine exil, esilio.

L'esilio come condizione mentale e non topografica. Uno status che per gli artisti, piuttosto che giuridico, si afferma nel suo radicamento più profondo come esistenziale. Nel rifiuto di un dato a priori a cui uniformarsi, rifiuto che trae la sua ragione più profonda dalla convinzione che la trasformazione (il movimento) sia la regola a cui risponde tutto ciò che esiste e non l'eccezione ad un mondo statico.

Un approccio che implica la consapevolezza della necessità di un continuo riadeguamento del nostro pensiero e della realtà a ciò che è inevitabile: e cioè un continuum spazio-temporale inperenne trasformazione.  Sopra : Marica Albertario " interdipendenza".

L'arte, quando autentica, vede in questa trasformazione la potenzialità di un progressivo perfezionamento e miglioramento della condizione umana. E lo fa non rifiutando la storia ma ricollegandosi a tutte quelle esperienze da acquisire come base da cui partire e che hanno visto nella transizione e non nell'obbedienza conformista un'ulteriore spinta e motivazione verso un cambiamento che corrisponda alle esigenze ed aspettative più profonde della società.

La citazione dell'opera di Benjamin va esattamente in questa direzione e si riferisce ad una realtà culturale che a suo tempo fu bistrattata e perseguitata ma che portava in sé il germe della trasformazione, una riflessione sul presente che però lo travalica/va.

L'esilio, l'oscuramento, il recupero della storia in contesti e forme deformate è ciò a cui sovente sono soggette proprio quelle esperienze che si oppongono all'eclissi della ragione ma che, pur interrotte, da sempre han voluto consegnare ai posteri, alle nuove generazioni, una base, delle motivazioni ed energie per poter progredire e reagire di fronte alle difficoltà.

Elementi questi, che pur attraverso l'isolamento e il distanziamento sociale, in occasione di questa pandemia, nel nostro Paese si sono affermati tramite inaspettate forme di maturità, rigore e creatività. Tra questi anche questa iniziativa.

Alcune immagini delle opere in allegato.

In mostra catalogo Ed. Paola Zorzi; Zero gravità, Biella, 2020.

Info: Paola Zorzi 329 1227012 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Pubblicazioni on line: https://issuu.com/carlottacernigliaro/docs/l_operad_arteinepocacovid

Facebook Profilo: Paola Zorzi; pagina: Cernigliaro Cult

Instagram: Cernigliaro Cult 

Siti web: a-costruttiva.it/miniature%20a-c.html - www.villacernigliaro.it/cultura.html

4 rebecca ballestra patente ogmIL POTENZIALE COMUNICATIVO DELLA TECNOLOGIA

La problematica sollevata dal testo di Benjamin a cui si fa riferimento nel titolo, in altre operedello stesso Benjamin e in altri autori a lui contemporanei, per lungo tempo è stata assunta come neutrale piuttosto che inserita in un contesto politico. In quanto tale è sempre oscillata fra i due poli da un lato della critica ad un mondo massificato di cui la riproducibilità tecnica e la scomparsa dell'aura attesterebbero il dato alienante e dall'altro la consapevolezza dell'ineluttabilità del progresso, compreso il superamento di molti precedenti limiti e pregiudizi.

In questo caso però, così come nel complesso di quest’opera di Benjamin, si è voluto

sottolineare il dato positivo, la potenzialità comunicativa della tecnologia in un momento di isolamento e distanziamento sociale, il suo potenziale davvero democratico e di sinistra che implica il superamento di una concezione aristocratica dell'arte di cui esperienze come questapossono risultare testimoni.

Le opere, inserite in questo contesto, assumono un valore concettuale di cui l'hic et nunc è dato dalla circostanza specifica a cui risultano relazionate. Per la stessa ragione esse rispondono anche a un criterio di autenticità anche se questo non è sempre rintracciabile attraverso le categorie classiche di giudizio delle opere d'arte. Semplicemente, oltre alla inalienabile motivazione implicita, è cambiata la loro tecnica di realizzazione e/o i mezzi didiffusione. Sopra Rebecca Ballestra " Patente OMG". 

LA MOSTRA A VILLA CERNIGLIARO, SERRA DEI LEONI, LUGLIO/AGOSTO 2020

Le opere sono state esposte nella Serra dei leoni della villa Cernigliaro a Sordevolo.

Costruita negli anni ottanta dell’Ottocento, in stile Liberty, fu rivisitata dall'architetto Giovanni Chevalley che vi apportò quella suggestione settecentesca che ancora oggi si assapora. La Villa è vincolata dal Ministero della Pubblica Istruzione e tutelata della Sovrintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio del Piemonte di Torino.

All'inizio del secolo appena trascorso e in pieno regime fascista, grazie a Franco Antonicelli, la Villa diviene luogo d'incontro e di pensiero politicamente dissidente d’intellettuali come:

Ginzburg, Bobbio, Pavese, Einaudi, Frassinelli, Croce, Mila, Zini, Pirandello, Montale,

Colonnetti, Frassati, Linati, Levi, Tessa e molti altri.

3 antonio fortarezza dissensiRIEPILOGO DELLA FASE PRECEDENTE FASE 1 - ON LINE 28 marzo - 24 maggio 2020

IN CONCRETO

Ogni giorno, dal 28 marzo al 24 maggio, è stata inviata un'opera inedita di un artista alla nostra mailing list composta da circa 900 indirizzi nazionali e internazionali selezionati tra amici, privati, istituzioni, biblioteche e gallerie, collezionisti e critici; lista che cresceva di giorno in giorno per via di innumerevoli richieste di inserimento. Questo ha implicato per chi riceveva l'opera un'apertura quotidiana verso l'universo di esperienze, ricerca, elaborazioni estetiche e concettuali sviluppate dall'artista in questione. Antonio Fortarezza " Dissensi"  in alto a sinistra. 

Il file corrispondente all'opera d'arte era in formato A4 in alta definizione (300 dpi). Va sottolineato che non si è trattato di riproduzioni di opere d'arte, ma di lavori digitali - fotografia, creazione di immagini digitali, opere audio-visive – realizzati appositamente in questo formato attraverso una tecnica e un formato adatti alla stampante di casa e alla sua diffusione tramite web. Operazione che è stata supportata da Facebook e da Instagram alle pagine CernigliaroCult e Paola Zorzi.

Così come i quotidiani che in quei giorni erano liberamente accessibili su internet, abbiamo creduto che anche l'arte potesse fare la sua parte. 

E' dunque in un periodo di distanziamento sociale e di totale chiusura di tutti gli spazi artistici e dello spettacolo che Carlotta Cernigliaro, Paola Zorzi e un gruppo di artisti hanno messo in campo questa iniziativa.

Il progetto, pensato per un periodo di quarantena di 15 giorni è stato poi esteso a 50 giorni e più a causa del protrarsi dell'isolamento e in considerazione delle innumerevoli adesioni che man mano ci sono giunte.

L’OPERAZIONE ARTISTICAFASE 1 

La prima parte del titolo di questa iniziativa è un chiaro riferimento all'omonimo saggio di Walter Benjamin “L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica”.

Un testo premonitore che alla luce delle grandi trasformazioni impresse dalla tecnologia nel secolo scorso s’interrogava su come anche il nostro rapporto con le opere d'arte sarebbe cambiato.

In effetti la tecnologia di cui ormai tutti facciamo uso quotidianamente mette in discussione molte delle categorie di giudizio e valore impiegate in passato. Si tratta dunque di una riflessione rispetto ad un argomento che nel bene e nel male non può essere ignorato.

Con questo non si è voluto mettere in discussione il fondamento dell'opera d'arte in sé, le sue ragioni più profonde, né tanto meno escludere che ad esempio il principio/valore attribuito all'unicità di un'opera possa continuare a sussistere quando ci troviamo di fronte ad una performance, ad un'esecuzione, un'improvvisazione o ad un'opera (musicale o visiva che sia) che in quanto concreta (materica etc..) o legata ad un dato contesto e circostanza la rendano unica.

L'approccio tecnologico semplicemente apre nuovi spazi all'interno dei quali ci troviamo costretti ad un riadeguamento rispetto alle precedenti categorie di riferimento sia materiali (economiche comprese) che immateriali (del pensiero).

Nello specifico abbiamo inviato gratuitamente ai nostri contatti opere che in quanto digitali non sono la riproduzione o la fotografia di un'altra opera ma un'opera digitale originale nonostante copia/stampa riproducibile.

L'idea era, côté artistique, sia di ridurre l'isolamento a cui siamo stati costretti a causa del Covid, sia di sottolineare una potenzialità tecnologica comunicativa coniugata ad un principio di economia e democrazia. 

L'ASSOCIAZIONE AMICI DEL FORTE DI EXILLES

presenta:

L'OPERA D'ARTE NELL'EPOCA DELLA SUA RIPRODUCIBILITA'

TECNICA E AL TEMPO DEL COVID-19

PROGETTO NON CONVENZIONALE MESSO IN CAMPO

DURANTE QUESTA EMERGENZA

UN PROGETTO DI PAOLA ZORZI - NEWS ART - ZERO GRAVITÀ VILLA CERNIGLIARO PER ARTI E CULTURE ASSOCIAZIONE

Fase 2

Forte di Exilles

5 - 6 - 12 - 13 settembre 2020

ore 10 – 18