I beni culturali e le leggi Stampa
Scritto da Asca   
Venerdì 19 Marzo 2010 00:00
Una legge di iniziativa popolare per fare in modo che la legislazione italiana recepisca i criteri Unesco di salvaguardia dei beni culturali e di questi in modo particolare quelli immateriali. L'iniziativa -che nei prossimi giorni sara' portata nelle principali piazze italiane per la raccolta delle necessarie 50 mila firme- e' dell'Unione nazionale delle Pro Loco. E' un fatto grave da un punto di vista certamente culturale, ma con pesanti ricadute anche in termini economici, spiegano gli organizzatori, questo vuoto legislativo che ignara il patrimonio culturale immateriale italiano che e' invece apprezzato e studiato all'estero.  Un esempio di bene culturale immateriale -in osservazione da parte dell'Unesco- e' il tracciato di tratturi che dall'Abruzzo scendono gli Appennini per arrivare in Puglia. Si tratta di sentieri prodotto e testimonianza di una storia e di una tradizione che risale al medio evo e ancor prima. Il risvolto economico e' che con la mancanza di una tutela giuridica i sentieri vengono occupati da privati che li inglobano alle loro proprieta' mettendo cosi' i presupposti della loro cancellazione. Altro esempio e' quello dei Mamutones, le antichissime maschere in cuoio nero indossate da figuranti che ripetono in Sardegna, con il carico di campanacci, un rito augurale che si perde nella notte dei tempi. Sempre in Sardegna, con la nuova legge, le prop loco vorrebbero aiutare la conservazione della laborazione del 'bisso' la 'seta dei re' di cui parla Salomone nella Bibbia. Una seta che serviva alla vestizione dei sacerdoti ebrei e di quelli egizi. Si tratta di una lavorazione unica prodotta da una piccola filanda artigianale da parte di una donna che vive sull'isola di S. Antioco e che trasmette il suo sapere -come lo ha ricevuto- con una cerimonia antichissima, un giuramento poetico in immersione al tramonto in mare. Tutti questi beni immateriali (in grado di muovere un turismo non solo acculturato e di elite) sono oggetto di una catalogazione gia' in corso e finanziata per il secondo anno consecutivo dal ministero del Welfare. Con la legge, finanziamenti nazionali, e ancor piu' quelli di organismi internazionali, potrebbero essere razionalizzati e resi certi.