Al poso del premio alla carriera per Polanski a Zurigo c'è la galera Stampa
Scritto da Francesca Motta   
Martedì 29 Settembre 2009 00:00
roman-.jpgSabato scorso il regista franco-polacco era arrivato in Svizzera, in occasione del festival del cinema a Zurigo, per ritirare un premio alla carriera. Con grande sorpresa, invece la polizia l’ha aspettato all’aeroporto, e il grande regista è finito dietro le sbarre. A suo carico un mandato di arresto, del 1978, che gli arriva proprio dagli Stati Uniti. Arrestato, a Los Angeles,in seguito a una querela dei genitori di una ragazza di 13 anni e accusato di "relazioni sessuali illecite", Roman Polanski si era dichiarato colpevole, senza nemmeno provare una tesi difensiva.    Dopo 47 giorni di detenzione preventiva, all'indomani di un incontro fra i suoi avvocati e un giudice, il regista si era imbarcato su un aereo per l'Europa. Da allora non ha più rimesso piede negli Stati Uniti, dove il procedimento è rimasto pendente.  L’opinione pubblica è divisa, chi ritiene che  era una questione da tener fuori dalla Svizzera, chi invece pensa che nonostante il cognome famoso, se qualcuno ha un debito con la giustizia, prima o poi lo deve saldare. All’epoca dei fatti, il regista aveva ben 44 anni, e il fatto di avere ammesso di aver fatto sesso con una minorenne, la ragazzina aveva solo 13 anni, lo rende colpevole sicuramente, a prescindere dallo stupro o meno, fare sesso con una minore è reato, in tutti i paesi civili del mondo, dove la giustizia tutela ancora la parte “debole” e non ancora consapevole della società.   Dopo la vicenda Gheddafi, ancora aperta per il nostro presidente Merz, che gli sta facendo rischiare il posto, ma non la faccia visto che, l’ha già persa, aspettiamo di vedere come evolve invece il caso Polanski. Prima di mettervi in viaggio, fate mente locale e pensate anche al vostro passato e ricordatevi che la giustizia non soffre di vuoti di memoria. Il fatto:La vicenda è iniziata nel febbraio 1978 a Los Angeles, quando il regista di origini polacche Roman Polanski è accusato di aver stuprato una ragazza di 13 anni, di perversione, sodomia e uso di stupefacenti. Il regista riconosce parzialmente i fatti, cioè di aver fatto sesso con l'allora modella minorenne Samantha Gailey e così patteggia con il tribunale di Santa Monica, dichiarandosi pronto a seguire una terapia. Il giudice accetta in cambio di lasciar perdere le altre accuse e si prepara a fare arrestare ed incarcerare il regista, che però nel frattempo ha lasciato il paese.Polanski, che ha sempre sostenuto di essere finito in una trappola tesa dalla madre della ragazza, aveva ricevuto il permesso di ultimare un film in Europa, e vista la minaccia del carcere non è più tornato negli Stati Uniti. Un fatto che da allora ha reso più difficile una soluzione al suo caso. Il regista ha anche lasciato all'inizio del 1978 Londra, dove viveva, per installarsi a Parigi, per evitare di essere estradato negli Stati Uniti. I legali del regista hanno sempre sostenuto la tesi che la giustizia di Los Angeles abbia agito illegalmente, tentando il possibile per incastrare un regista legato a Hollywood. Nel maggio scorso un tribunale di Los Angeles ha respinto il ricorso in cui Polanski chiedeva l'archiviazione delle accuse di avere avuto rapporti sessuali con la ragazza. Il mandato d’ arresto nei suoi confronti è rimasto pendente, ma forse lui l’aveva dimenticato.