Gli italiani e gli orologi: una lunga storia d’amore Stampa
Scritto da Franco Cologni   
Mercoledì 11 Novembre 2009 00:00
Rolex01b.jpgPer le sue tradizioni storiche, culturali e sociali, l'Italia è considerata come un mercato test per l'Alta Orologeria tecnica e preziosa per la quale le statistiche ufficiali svizzere d'esportazione danno un'indicazione di prezzo al pubblico hors taxes che parte da 5.000 Franchi Svizzeri. Al primo semestre 2009 il paese si conferma leader quantitativo al terzo posto fra i territori destinatari del made in Swiss.  Da quando questo segmento di prodotti, cari e rari al contempo, di Lusso, ha avviato il suo percorso di internazionalizzazione a tappe forzate, negli ultimi dieci anni in particolare, ha trovato in Italia un sostegno di  rilevante importanza e significato. Gli orologi tecnici o preziosi che ottengono successo in Italia possono avere la quasi certezza di ottenere un simile riconoscimento anche nel resto del mondo. “È il consenso che fa il principe”, diceva Erasmo.
Una massima che si applica molto bene al posto che ormai occupano l’Italia e i suoi illuminati amatori della bella orologeria, considerati in materia come dei veri arbitres elegantiarum.
Ci sono diverse ragioni dietro a questo primato.Ragioni in primo luogo culturali. L’Italia, culla del Rinascimento, ha in effetti visto nascere sul suo territorio un gran numero di inventori il cui genio si è applicato a far progredire la scienza orologiera tra il XIV e il XVII secolo. Si pensi, per esempio, a Giovanni Dondi (1318 – 1389) e al suo celebre Astrarium, che necessitò di ben sedici anni di duro lavoro; a Leonardo da Vinci (1452 – 1519) e ai suoi lavori sugli organi di regolazione della forza motrice dei segnatempo; o ancora a Petro Guido, considerato come il primo ad aver realizzato un orologio da polso verso il 1505 sulla base degli orologi portativi; o infine a Galileo Galilei (1564 – 1642) e alla sua scoperta della legge dell’isocronismo delle oscillazioni del pendolo. Questa lista, non certo esaustiva, mostra tuttavia a qual punto l’Italia sia un terreno fertile per l’alta orologeria, visto che la cultura della misurazione del tempo vi è storicamente radicata da secoli. Mi sono fermato alle citazioni storiche delle grandi invenzioni del Rinascimento, ma posso accennare che anche nei secoli successivi l'interesse alla scoperta del Tempo e alle sue misure non è mai venuta meno, ricordando per inciso che oggi la Svizzera beneficia del talento non soltanto dei tecnici (Ingegneri) ma anche dei creativi (Designers). Statistiche eloquentiNella tabella che segue indico il valore delle esportazioni di orologeria svizzera per paese nelle collezioni che partono da un prezzo al pubblico (a cui aggiungere le tasse locali) di 5.000 Franchi Svizzeri, con una comparazione Gennaio – Giugno  2009, 2008 e 2007.Si può constatare così che l'Italia con i suoi 60 milioni di abitanti resta agevolmente installata al terzo posto nonostante la crisi in corso: rispetto al 2008 la diminuzione è stata del 6%, mentre Hong Kong, che è la piattaforma girevole, verso l'Asia diminuiva del 23%, e gli Stati Uniti (305 milioni di abitanti), al secondo posto, sprofondavano del 44%.È una conferma: la presenza dei modelli made in Swiss di Alta Gamma rimane stabile e forte e, secondo me, anche se questo periodo critico continuerà i valori, che indicano apprezzamento e fiducia, rimarranno consolidati.

La domanda, insomma, rimane buona, il cliente fedele. Anche se andiamo a vedere lo stato di salute della distribuzione dell'orologeria di Lusso si assiste presso i rivenditori ad un fenomeno di destoccaggio per mancanza di cash che ha come conseguenza pericolosa la subdistribuzione, lo sconto che può arrivare fino al 25% (e forse di più), e il cosiddetto mercato parallelo.
Tale conseguenza può intaccare l'immagine del Marchio e creare confusione presso il cliente.  Valore totale delle esportazioni (ricalcolato ad un prezzo al pubblico, senza tasse locali, per modelli da 5.000 Franchi Svizzeri per Paese: Gennaio – Giugno 2009,2008, 2007

 
Paese 2009Milioni di CHF 2008Milioni di CHF 2007Milioni di CHF Variazione 2009/08 Variazione 2009/07
Hong Kong 791.5 1'024.6 812.6 -23% -3%
Stati Uniti 459 815.6 755.6 -44% -39%
Italia 326.6 347.2 332.9 -6% -2%
Francia 326.3 343.4 239.9 -5% 36%
Giappone 300.8 412.4 428.8 -27% -30%
Germania 236.5 266.8 229.5 -11% 3%
Singapore 234.7 330.4 222.9 -29% 5%
Regno Unito 176.4 203 229.7 -13% -23%
Emirati Arabi 175.8 263.8 178.4 -33% -1%
Cina 95.4 209.9 99.4 -55% -4%
  

La “bella figura”
I riferimenti al patrimonio storico culturale e sociale come “valore” del made in Swiss in Italia, non spiegano tutto. Per gli italiani, come si sarà capito, gli orologi da polso di prestigio non sono solo uno strumento per misurare il tempo: l’acquisto è sempre legato a dei valori tecnici ed estetici che ne fanno un oggetto prezioso, artistico, che corrisponde a precisi codici personali. E qui non stiamo parlando di un fenomeno di moda, dove l’orologio diventa presto l’espressione ostentata di una volontà di apparire: il fenomeno è nettamente più profondo perché permette di mettere in scena, e in qualche misura di incarnare, i codici genetici più personali. Quando un italiano porta al polso un orologio lo vede come un prolungamento evidente dei suoi gusti, delle sue preferenze, del suo carattere, in una parola – della sua personalità. Come si dice “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”, altrettanto si può dire, guardando l'orologio del vicino, “dimmi che orologio portai e ti dirò chi sei”.L’italiano con la coppola, il pizzaiolo e il suonatore di mandolino, sono dei clichés che ormai da decenni hanno fatto il loro tempo. Ma il discorso dell’italiano che ama fare “bella figura” è diverso: qui si tratta di una vera filosofia di vita che considera la componente estetica, cioè lo stile e il buongusto come un valore fondamentale e intramontabile. Inutile dire che l’alta orologeria vi trova un posto di riguardo, sia per gli uomini sia per le donne in quanto è indice di qualità personali buone e belle: più di un Borsalino, di una borsetta di Gucci o di un paio di scarpe Tod’s, l’orologio da polso lo testimonia aggiungendovi un valore di durata importante: passa indenne attraverso gli anni e le mode. Dei collezionisti a profusioneNon si deve comunque limitare l’amore degli italiani per la bella orologeria soltanto a questi fattori. Se il Paese detiene un tale primato nell’universo delle Maison del settore, è anche perché le reti di distribuzione si sono diffuse in tutta la Penisola al punto che ogni amatore può trovare un rivenditore autorizzato di sua scelta in una qualunque città di una certa importanza, che oltretutto offre un servizio di ottimo livello alla clientela. Le prima generazione dei Vacheron Constantin, per esempio, aveva già compreso l’importanza del mercato italiano in quanto – e siamo nella seconda metà del 1700 – in carrozza attraversava le Alpi, rischiando valanghe e briganti, per mostrare e vendere ai clienti italiani i suoi modelli, che avrebbero poi fatto il giro del mondo.E sempre in Italia, numerosi sono i collezionisti veramente importanti. Conosco personalmente un amatore di orologi da polso che possiede circa 400 modelli Cartier del periodo Art Déco soltanto in oro bianco! Non solo una fortuna, ma anche una testimonianza forte di una ricerca lunga e puntigliosa. E che dire della collezione di Davide Blei, una delle più belle dell’universo Rolex, recentemente messa all’asta? Ai grandi collezionisti corrispondono poi degli aficionados che si appassionano in particolare a un modello o a una marca, e che contrariamente ai loro “correligionari” che tesaurizzano le perle negli scrigni, non esitano a mostrare con orgoglio i cinque o sei pezzi di cui vanno fieri. Non c’è dubbio: questa infatuazione è contagiosa quanto l’influenza N1H1, di cui oggi tanto si parla. Lasciare che il tempo prenda le misureOra, so bene che mi chiederete quali siano gli orologi che riscuotono il maggior successo presso gli estimatori della Penisola.
Il ruolo dell’arbitro in materia non mi compete di certo, vista la mia posizione di Presidente della Fondazione dell’Alta Orologeria, ma è facile constatare che il Rolex Oyster per l’uomo e il Cartier Tank Française per la donna occupano un ruolo di rilievo nel cuore degli italiani che amano i begli orologi.
Ma non potremmo certo limitare l’alta orologeria a questi due modelli.
Fate una passeggiata, date un’occhiata alle vetrine nelle più belle strade e città italiane, e lasciatevi tentare dagli orologi che mostrano la bellezza dell’ora, e quindi l'eternità del Tempo, come un Picasso ci mostra la perennità dell’arte.