ONU: MILIONI DI MORTI PREMATURE CAUSATE DA SMOG ENTRO IL 2050 Stampa
Scritto da Carla Franceschetti   
Domenica 28 Aprile 2019 00:00

 I danni arrecati al pianeta dall’inquinamento sono così terribili che la salute delle persone sarà sempre più minacciata se non verranno intraprese azioni urgenti. Lo afferma il Global Environment Outlook delle Nazioni Unite, prodotto da 250 scienziati ed esperti provenienti da oltre 70 paesi, che avvisano: o aumenteremo drasticamente le protezioni ambientali, o città e regioni in Asia, Medio Oriente e Africa potrebbero vedere milioni di morti premature entro la metà del secolo dovute allo smog. Il rapporto inoltre avverte che gli inquinanti nei nostri sistemi di raccolta di acqua dolce vedranno la resistenza antimicrobica diventare una delle principali cause di morte entro il 2050 e gli interferenti endocrini avranno un impatto sulla fertilità maschile e femminile, così come sul neuro-sviluppo dei bambini. Secondo il rapporto, scienza e tecnologia moderna possono aiutarci a iniziare un percorso di sviluppo più sostenibile, anche se al momento manca ancora un sostegno sufficiente da parte dei leader politici che si aggrappano a modelli obsoleti di produzione e sviluppo. Il sesto Global Environmental Outlook è stato pubblicato il 13 marzo, mentre i ministri dell'ambiente di tutto il mondo si trovavano a Nairobi per partecipare al forum ambientale di più alto livello del mondo per affrontare questioni critiche come lo stop allo spreco alimentare, la promozione della diffusione della mobilità elettrica e l'eliminazione della crisi dell'inquinamento plastico nei nostri oceani, oltre a molte altre sfide urgenti. “La scienza è molto chiara: la salute e la prosperità dell'umanità sono direttamente legate allo stato del nostro ambiente", ha affermato Joyce Msuya, direttore esecutivo facente funzione di Onu Environment. “Questo rapporto è una prospettiva per l'umanità. Siamo ad un bivio. Continuiamo sulla nostra strada attuale, che porterà ad un futuro tenebroso per l'umanità, o ci concentreremo su un percorso di sviluppo più sostenibile? Questa è la scelta che devono fare i nostri leader politici, ora”.