PRESENTATO ALLA FARNESINA IL WEWORLD INDEX 2019 Stampa
Scritto da Francesca Motta   
Mercoledì 10 Aprile 2019 00:00

È stato presentato oggi alla Farnesina il Rapporto “WeWorld Index 2019” curato da WeWorld GVC Onlus, rapporto annuale che misura il tasso di inclusione nel mondo.
Giunto alla quinta edizione, il rapporto si è concentrato quest’anno su un concetto innovativo d’inclusione, che considera, cioè, sia la sfera economica che quella sociale. La classifica finale è il risultato della valutazione del progresso di un Paese ottenuto osservando le condizioni di vita dei soggetti più a rischio esclusione, attraverso l’analisi di 17 dimensioni (abitazione, ambiente, lavoro, salute) e 34 indicatori, scelti tra i più significativi analizzati da banche dati internazionali (OMS, UNICEF, Banca Mondiale,).
Nel suo intervento di apertura, il Direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo della Farnesina, Giorgio Marrapodi ha sottolineato come "l'istruzione sia la chiave per rafforzare la resilienza, per promuovere la coesione sociale e per rafforzare gli anticorpi necessari a prevenire il ripetersi dei conflitti. Nel 2018 la Cooperazione italiana ha dedicato circa il 14% (apx. 20 milioni di Euro) delle risorse disponibili per l’aiuto umanitario al settore dell’istruzione nelle emergenze, in linea con la soglia minima raccomandata nelle conclusioni del Consiglio dell'UE "Istruzione in caso di emergenza”". 
Sono state quindi ricordate alcune tra le iniziative sostenute dall’Italia, come i progetti di distribuzione di pasti scolastici in chiave di lotta alla malnutrizione e disincentivo all'abbandono scolastico tramite il Programma Alimentare Mondiale (PAM) e la strategia "No Lost Generation" dell'UNICEF per garantire il diritto all'istruzione.
Il Direttore Marrapodi ha infine ricordato la fondamentale azione delle Organizzazioni della Società Civile italiane, che "rappresentano per il nostro Paese un vantaggio comparato data la professionalità e competenza che hanno maturato nel corso degli anni. La loro presenza - ha dichiarato - è capillare nelle diverse crisi umanitarie e sono convinto che il valore aggiunto risieda nell’expertise e nella capacità, tutta italiana, di saper tessere rapporti con autorità, comunità e OSC locali, nonché la capacità di favorire il dialogo tra le grandi OSC internazionali e quelle locali".