WHISTLEBLOWING, C’E’ L’OK DEL PARLAMENTO EUROPEO Stampa
Scritto da Nicola Nassi   
Lunedì 06 Maggio 2019 00:00

Un nuovo sistema per proteggere le informazioni sulle violazioni del diritto UE; la possibilità per gli informatori di scegliere tra segnalazione interna ed esterna; una salvaguardia contro le rappresaglie dei datori di lavoro. Sono le novità introdotte dalla legge sul whistleblowing, la divulgazione di informazioni su attività illegali o dannose, acquisite nel contesto lavorativo, adottata il 16 aprile e già concordata con i ministri UE. La legge stabilisce nuove regole a livello europeo per proteggere gli informatori che rivelano l violazioni del diritto comunitario in settori come appalti pubblici, servizi finanziari, riciclaggio di denaro, sicurezza dei prodotti e dei trasporti, sicurezza nucleare, salute pubblica, protezione dei consumatori e dei dati. Per garantire la sicurezza dei potenziali informatori e la riservatezza delle informazioni divulgate, le nuove norme consentiranno di comunicare le segnalazioni: all’interno dell’ente interessato (come un’azienda), direttamente alle autorità nazionali competenti, nonché agli organi e le agenzie competenti dell’UE. Pertanto, tali canali di comunicazione dovranno essere creati sia dalle aziende sia dalle autorità nazionali. Nei casi in cui non siano state adottate delle misure adeguate in risposta alla segnalazione iniziale di un whistleblower, o qualora si ritenga che vi sia un pericolo imminente per l’interesse pubblico o un rischio di ritorsione, l’informatore sarà comunque protetto in caso decidesse di divulgare pubblicamente le informazioni, senza passare attraverso questi canali. Le piccole aziende e i piccoli municipi potranno essere esentati da questi obblighi.