ALLARME UNICEF, OGNI GIORNO MUOIONO 15MILA BAMBINI Stampa
Scritto da Francesca Rossi   
Lunedì 25 Novembre 2019 00:00

 La povertà, la disuguaglianza, la discriminazione continuano a privare milioni di bambini dei loro diritti ogni anno, e 15.000 bambini sotto i 5 anni muoiono ogni giorno, principalmente o causa di malattie curabili o per altre cause prevedibili. È il dato più incredibile che ancora siamo costretti a leggere nell’ultimo rapporto dell’Unicef, pubblicato due giorni prima del trentesimo anniversario della ratifica della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il 20 novembre, e nonostante i grandi progressi fatti nel campo della tutela dei minori dal 1989 a oggi. In questi 30 anni, infatti, si sono registrati aumenti significativi del tasso di sopravvivenza dei bambini e dell'accesso ai servizi sanitari ed educativi: miglioramenti che però sono stati ridotti, in un certo senso, da questioni relative alla bassa qualità e da un certo rallentamento della crescita e dello sviluppo nell'ultimo decennio, quello della crisi globale. Ad oggi, nonostante negli ultimi 30 anni i tassi globali di mortalità dei bambini sotto i 5 anni siano diminuiti del 60 per cento, il numero di piccole vittime quotidiane rimane impressionate. Molte di queste morti sono dovute alle guerre o ai disastri naturali, dal momento che un bambino su quattro vive in paesi che ne sono coinvolti. Ma ad incidere sono anche le malattie, a causa delle condizioni igieniche precarie ma anche di mancanza di accesso ai medicinali: quasi 20 milioni di bambini infatti sono a rischio di contrarre malattie prevenibili con i vaccini. Secondo Henrietta H. Fore, direttore esecutivo di Unicef, in questi tre decenni “abbiamo ridotto di quasi il 40% il numero di bambini che abbandonano la scuola primaria. Tre decenni fa, la poliomielite paralizzava o uccideva quasi mille bambini al giorno. Oggi, il 99 per cento di questi casi sono stati eliminati. Ma persistono sfide ostinate, e noi (governi, società civile, agenzie dello sviluppo, settore privato) non le abbiamo ancora adeguatamente affrontate. Come risultato, il progresso nella realizzazione dei diritti dei bambini più poveri e marginalizzati è stato troppo lento”. E accanto ai miglioramenti e alla scomparsa di alcune minacce, c’è anche l’insorgere di nuovi pericoli trent’anni fa inesistenti o sotto controllo: il nuovo insorgere del morbillo, un aumento del tasso di obesità infantile, il cyberbullismo, gli abusi, lo sfruttamento e l'impatto del cambiamento climatico.