IUS SOLI, GENTILONI: L’IMPEGNO RIMANE. ORFINI: METTERE LA FIDUCIA Stampa
Scritto da Alessia Padovan   
Mercoledì 20 Settembre 2017 07:39

 Lo Ius soli continua ad agitare il Pd e il governo. “Cerchiamo di evitare almeno noi di strumentalizzare la vicenda dello ius soli, che è una cosa seria e riguarda la vita e i diritti di centinaia di migliaia di persone”, ha scritto su Facebook il presidente del Pd Matteo Orfini dopo che il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio aveva definito il dietrofront del Senato alla legge “un atto di paura”. Secondo Delrio, che già ad agosto aveva criticato le politiche migratorie del ministro dell’Interno Marco Minniti, “abbiamo bisogno di non farci dominare dalla paura ma siamo anche aperti alla speranza perché il capogruppo del Partito democratico ha detto che si sta cercando di costruire le condizioni affinché vi siano i voti in Parlamento”. Per Orfini “la situazione è abbastanza semplice: nei mesi in cui sono stato reggente del Pd dopo le dimissioni di Renzi da segretario spiegai con chiarezza che l'unico modo per approvare lo ius soli al Senato è mettere la fiducia. Senza non ci sono i numeri dato che una parte della maggioranza -che pure aveva votato il testo alla Camera- ha cambiato opinione”. Il Pd vuole “approvarlo – assicura il presidente del Pd - e già allora chiesi al governo di valutare se ci fossero le condizioni per mettere la fiducia. A luglio il presidente del consiglio Gentiloni ha confermato la sua ferma volontà di approvare la legge e ha chiesto di rinviare a dopo l'estate la discussione impegnandosi a lavorare per costruire il consenso necessario. Nei giorni scorsi il nostro gruppo al Senato ha rinviato la discussione in aula e ha fatto non bene, ma benissimo. Portare in aula il testo senza la garanzia che venga posta la fiducia significa ammazzare lo ius soli. Quella garanzia ad oggi ancora non c'è. Quindi quella scelta non è un atto di paura, ma di assoluto buon senso che serve a non far naufragare la possibilità di approvarla”. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni assicura: “L’impegno che alcune settimane fa abbiamo descritto certamente rimane”, e attenzione a non sovrapporre “in modo automatico il tema degli sbarchi e dell’immigrazione al tema della cittadinanza”. Orfini si rivolge ai ministri “che chiedono lodevolmente di accelerare” e suggerisce di “lavorare più rapidamente per sciogliere il nodo fiducia. Perché è proprio a loro che compete questa decisione. A chi invece, come sempre, se la prende col Pd ricordo che se questa legge esiste è grazie al Pd. Se la abbiamo approvata alla Camera è grazie al Pd. Se possiamo portarla a casa al Senato è grazie al Pd. Se non ci siamo ancora riusciti è perché non avendo vinto le elezioni nel 2013 non abbiamo i numeri da soli al senato; perché Forza Italia, Lega e grillini sono contrari; perché un pezzo della maggioranza è contraria. Noi continueremo cocciutamente a lavorare per portare a casa il risultato. Suggerisco a tutti di dare una mano, magari evitando polemiche inutili”. Gentiloni, da Corfù al termine del bilaterale con Alexis Tsipras, parla anche di un interesse comune tra Italia e Grecia sul tema dei migranti e cioè quello di “trasformare gli apprezzamenti che i nostri Paesi hanno avuto per lo sforzo al quale si sono sottoposti per la pressione dei flussi di immigrazione illegale, in una cooperazione concreta”. E l’Italia da questo punto di vista, secondo il premier, “non ha bisogno di particolari aiuti: stiamo facendo la nostra parte con successo, abbiamo bisogno di cooperazione nelle attività che svolgiamo in Libia, Africa e mediterraneo e abbiamo bisogno di regole diverse. Italia e Grecia lavoreranno per avere regole diverse”.