DONNE, UNA LEGGE BIPARTISAN PER LE QUOTE ROSA NEI CDA Stampa
Scritto da Francesca Motta   
Sabato 02 Marzo 2019 00:00

Nel 2010 le donne rappresentavano solo il 6 per cento dei componenti dei consigli di amministrazione delle società quotate, uno dei tre peggiori dati di tutti i Paesi membri dell’Unione Europea. Nel 2018 la percentuale è aumentata al 33,5 per cento. Non solo, ma l’ingresso delle nuove amministratrici, oltre che rispondere ad un principio basilare di equità di genere, ha contribuito a modificare altre caratteristiche dei cda, riducendo l’età media, aumentando il livello medio di istruzione, la diversità in termini di età e il background professionale. Sono i risultati straordinari ottenuti nel solco della parità di genere dalla legge approvata nel 2011 sulle quote rosa nei cda, che porta le firme delle deputate Lella Golfo (Forza Italia e Alessia Mosca (Pd). L’orizzonte temporale proposto fu di tre mandati, per esplorare l’azione positiva del cambiamento culturale. Il cambiamento c’è stato, ma il percorso non è ancora sufficiente, nonostante il trend positivo e ora una proposta di legge avanzata dalla deputata azzurra Cristina Rossello mira alla proroga per ulteriori tre mandati delle disposizioni contenute nella legge, “in quanto – pur concordando sul fatto che le azioni cd. positive non possano avere natura definitiva – il legislatore è chiamato a valutare se il tempo concesso sia proporzionato e congruo allo scopo perseguito e in rapporto al contesto sociale, politico e culturale di partenza, pena l’inefficacia (in termini di capillarità e stabilità) degli sforzi finora compiuti”. “Questa proposta di legge – spiega Rossello - è la risposta a una precisa richiesta di un gruppo di studio di protagonisti dell’economia italiana che da luglio ad oggi si sono riuniti e hanno studiato i diversi interventi per rafforzare il cammino intrapreso”. La pdl ha avuto subito molteplici adesioni da tutti i gruppi parlamentari, dal capogruppo del Pd a Montecitorio Graziano Delrio alla pentastellata Maria Edera Spadoni, vicepresidente della Camera; dalla deputata leghista Silvana Comaroli all’ex presidente della Camera Laura Boldrini, da Guido Crosetto di Fdi a Pier Carlo Padoan: “Con molto affetto per Bankitalia devo dire che i colleghi hanno sbagliato previsioni” ha scherzato l’ex ministro dell’Economia, alludendo alle previsioni di Via Nazionale che indicavano un periodo di 50 anni per avere il 30% di donne nei cda, sottolineando come “i Paesi nei quali le donne partecipano di più all’economia vanno meglio sotto tutti gli indicatori”. Per la presidente dei deputati forzisti Mariastella Gelmini, invece, “una proroga può essere utile per stabilizzare questi risultati, abbiamo il dovere di non tornare indietro perché i risultati si possono non solo consolidare ma implementare nel tempo”. “L’apertura a tutti i gruppi – continua - può favorire una condivisione ampia su questa tematica: abbiamo bisogno di trovare dei temi unificanti, sarebbe un bel segnale da parte del Parlamento”.