TRA VOTO SUBITO E NUOVE MAGGIORANZE: CONSULTAZIONI AL QUIRINALE Stampa
Scritto da Rossella Rizzi   
Venerdì 23 Agosto 2019 07:09

Abbiamo espresso la disponibilità a verificare la formazione di una diversa maggioranza, ad aprire una fase nuova, nel segno della discontinuità politica e programmatica. Abbiamo indicato al presidente i primi non negoziabili principi cui il nuovo governo dovrebbe rifarsi, tra cui il chiaro principio europeista, la difesa della democrazia partecipativa, una svolta chiara nelle scelte economiche, puntando sulla sostenibilità ambientale e sull’equità sociale, ed evitare ulteriori inasprimenti fiscali in particolare con l’Iva, una svolta delle politiche migratorie . Se non dovessero esserci queste condizioni, allo stato tutte da verificare, lo sbocco naturale sono le elezioni anticipate cui il Pd è pronto”. Così il leader del Partito democratico Nicola Zingaretti al termine del colloquio con il Capo dello Stato Sergio Mattarella al Quirinale avvenuto il 22 agosto, nell’ambito delle consultazioni avviatesi dopo l’apertura della crisi di governo. Consultazioni inaugurate il 21 agosto con i colloqui con i presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico e con la telefonata tra il capo dello Stato e il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. Zingaretti ha spiegato: “Non si tratta di una scelta facile per noi, soprattutto per la distanza politica con alcune forze come il M5s protagonista del governo Conte. Ma siamo preoccupati per le difficoltà enormi della nostra economia, per le crescenti disuguaglianze sociali, per un tessuto imprenditoriale in difficoltà, e l’isolamento internazionale del nostro Paese. Non un governo a qualsiasi costo dunque, ma di svolta e alternativo alle destre con un programma solido, un’ampia base parlamentare, che possa dare una speranza agli italiani”. Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, invece, dopo aver parlato con il capo dello Stato, mette in guardia dal rischio di “una nuova maggioranza improvvisata, che esiste solo in Parlamento e non nel Paese, e non rappresenta assolutamente gli italiani. L’unione di forze che si sono contrastate fino a pochi giorni costituisce un tradimento per gli elettori, e un governo fortemente sbilanciato a sinistra sarebbe pericolo per le imprese e le garanzie dei cittadini, con il rischio di una imposta patrimoniale che mettere fine alla crescita e di una imposta sulle successioni alla francese che arriverebbe fino al 45%. In nessun caso Forza Italia sarebbe disponibile ad alleanze di alcun tipo con forze che finora abbiamo contrastato: il paese ha bisogno di un governo stabile, coerente, con forte legittimazione popolare”. Secondo Berlusconi, inoltre, “serve un centrodestra moderno di vocazione atlantica ed europeista, che persegua il contenimento della spesa e il taglio delle tasse, la tutela della sicurezza e della libertà dei cittadini anche con la urgente riforma dell’ordinamento giudiziario. Qualora questa maggioranza non si possa riscontrare in parlamento, l’unica via è il ritorno alle elezioni”. Per la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni il voto rappresenta l’unica soluzione possibile: “Sono stata fiera che FdI non sia mai stata al centro delle discussioni su cosa avrebbero fatto i partiti. Avremmo voluto essere ascoltati un anno e mezzo fa. Le elezioni per Fratelli d’Italia oggi sono l’unico esito possibile e rispettoso dell’Italia, dei suoi interessi e del suo popolo, oltre che della Costituzione: il presidente si trova costretto a scegliere tra la prescrizione di verificare se ci siano le condizioni per un nuovo governo, ma anche quello dell’articolo 1 secondo cui la sovranità appartiene al popolo”. Disponibilità a valutare l’opzione di un governo politico è stata invece espressa da Liberi e Uguali, come ha spiegato il capogruppo alla Camera Federico Fornaro: “Abbiamo dichiarato fin dall’inizio la nostra indisponibilità a soluzioni tampone, ad accrocchi semplicemente per evitare il voto anticipato. Abbiamo riconfermato al presidente della Repubblica la disponibilità delle deputate e dei deputati di Liberi e Uguali a dare un contributo per verificare le condizioni per varare un governo politico in grado di affrontare le questioni importanti che ha di fronte il Paese. Un governo politico di svolta che abbia nei primi punti dell’agenda politica e programmatica le questioni del lavoro, della lotta alla precarietà, della lotta alle diseguaglianze economiche”.