Veneto, terra di grande civiltà musicale. Armonie e ritmi differenti per trenta giorni d’estate. Stampa
Scritto da Giuseppe Muscardini   
Martedì 25 Agosto 2009 00:00

1. Mario Brunello.jpg    Estate densa di eventi Mario Brunello (nella foto a sinistra), con la complicità di un tramonto di luglio, racconta e suona Bach nell’ampio cortile di una villa rinascimentale di Baone. A Fiesso Umbertiano grande acclamazione per un gruppo musicale che da oltre venticinque anni mescola la tradizione musicale afro-caraibica con quella veneta. Bruno Canino partecipa con il Quartetto Elisa ad un applauditissimo concerto a Crespino, proponendo Schumann e Brahms. )

4. Bruno Canino.jpg   Basterebbe lo strumento originale, un Maggini del XVII secolo, a rendere magiche le note librate nell’aria da Mario Brunello quando suona Bach. Interprete straordinario di suites bachiane, il celebre violoncellista si è esibito nelle più prestigiose sale da concerto del mondo, e oltre ad essere il fondatore dell’Orchestra d’Archi Italiana è anche un validissimo divulgatore, in grado di dispensare ogni informazione necessaria a rendere più gradevole l’ascolto di brani poi magistralmente eseguiti. Ne ha dato prova domenica 12 luglio nella suggestiva cornice di Villa Beatrice d’Este, nei pressi di Baone (PD), durante il concerto per violoncello solo intitolato Bach al tramonto. Qui la sua connaturata vena comunicativa si è felicemente abbinata al virtuosismo: Le suites sono autentici massicci, come quelli dolomitici, ha sottolineato Brunello in apertura del concerto, ma all’epoca di Bach erano componimenti strumentali per allemande, sarabande, preludi e gighe, dove l’uso del violoncello (all’epoca denominato viola da basso) assolveva al compito di legare armonie e contrappunti.3. Il Quartetto Elisa.jpg ( Foto a sx Bruno Canino in basso il Quartetto Elisa).

   Nessuna variatio, dunque, per Mario Brunello, ma competenza, rigore e una grande passione per la musica. Gli stessi ingredienti li ritroviamo nei Batistococo, con la differenza che in questo caso di “contaminazione” dobbiamo pur parlare. Prendiamo della musica caraibica e latino americana come salsa e merengue e affidiamone la partitura a consolidati professionisti che trasfigurano la parte vocale usando non lo spagnolo ma il dialetto veneto, con le sue sanguigne espressioni, cadenze e miagolii. In apparenza la “mistura” potrebbe sembrare un rimaneggiamento campanilistico di scarsa efficacia per divertire solo chi territorialmente si riconosce nel Nord-est della penisola. Ma così non è, perché i Batistococo da oltre venticinque anni riscuotono successi un po’ dovunque grazie ad un’invidiabile preparazione artistica di derivazione classica e jazzistica. E lo ha ben percepito il pubblico numeroso che domenica 2 agosto ha assistito al concerto dell’atipica orchestra veneta presso i giardini di Villa Morosini-Vendramin di Fiesso Umbertiano, nell’ambito dell’annuale rassegna musicale di Tra ville e giardini.    Ma le sorprese non sono finite. A Crespino, piccola località in provincia di Rovigo dove, stando alla leggenda, è precipitato Fetonte, si trova un’imponente chiesa arcipretale che per la vastità degli spazi e dei moduli architettonici possiamo assimilare ad una cattedrale. Qui il 13 agosto, sempre seguendo l’itinerario musicale di Tra ville e giardini, al Quartetto Elisa, formato da quattro capaci musicisti che dal 1992 incontrano ampio consenso fra gli appassionati di musica da camera, si è aggiunto eccezionalmente un elemento, trasformando il gruppo in un quintetto. Ed eccezionale è stata la resa, perché l’elemento “ammesso” a suonare era nientemeno che il celebre pianista Bruno Canino, già presente in Veneto due anni or sono con un memorabile concerto domenicale presso il Conservatorio di Rovigo. Grazie alla perfezione esecutiva e alla buona acustica del tempio settecentesco di San Crispino, è stato possibile trasmettere ed espandere tutta la potenza espressiva dei movimenti che compongono il Quintetto opera 44 in mi bemolle maggiore di Robert Schumann e il Quintetto op. 34 in fa minore di Johannes Brahms. Così come è stato anche possibile impreziosire l’ascolto volgendo lo sguardo alle opere pittoriche dello Scarsellino, di Benvenuto Tisi da Garofano e di Gaetano Gandolfi collocate nelle cappelle laterali. Sfondo ideale per favorire all’interno di ognuno quella levità spirituale che da sempre la musica sa partorire. Anche quando ci viene servita con estemporanee, eppur gradite, “contaminazioni”.