Leonardo 500 tra Organo e Poesia Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Giovedì 09 Maggio 2019 07:41

IMG 1147Tanti i festeggiamenti in programma per ricordare il genio di Leonardo Da Vinci, in occasione del 500° anniversario della sua morte di un maestro che sembra non morire mai, visto che le sue scoperte e studi sono sempre di grande attualità.

Cosi in uno dei tanti festeggiamenti l’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo, ha organizzato una serata d’organo e poesia dove sul palco si sono esibiti il grande clavicembalista Andrea Coen, e come voce narrante poetica l’ha accompagnato il figlio Edoardo Coen, giovane ma già affermato attore di teatro e televisivo.

Nello foto a sinistra il Conservatorio di Musica di Zurigo. 

Una serata dove l’italianità ha avuto una grande cornice d’onore, nel maestoso salone del Conservatorio di Musica di Zurigo, con un organo imponente dal timbro vibrante ha diviso il recital in quattro parti, “L’eredità dell’ars nova tra Francia e Italia”, “ Italia settentrionale e centrale”, “ Roma “ e il quarto atto conclusivo “Parigi” con musiche di Attaignant un grande compositore di musica per tastiere dell’inizi del ‘500.

I saluti di rito agli italiani all’estero li ha portati sul palco anche il Min. Giulio Alaimo, Console Generale di Zurigo, la   portavoce dell’Istituto Italiano di Cultura la Dottoressa Licia Coffani ha introdotto la serata e lasciato la parola al cerimoniere ufficiale il giornalista Giangi Cretti, Direttore della Rivista della CCIS di Zurigo, che introdotto il genio leonardesco, che non ha tediato il pubblico presente, con un intervento breve ma esaustivo, che ha ripercorso i punti più salienti della vita di Leonardo Da Vinci, lasciando poi uno spunto di riflessione sulla modernità degli studi di un genio talmente attuale che sembra rimanere immortale ai giorni nostri. 


IMG 1156Lo spettacolo è iniziato proprio con una lettura del Vasari, con un pezzo tratto dalle, “Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori*”, dove già l’incipit fa capire che cosa era già all’epoca Leonardo 

“*Grandissimi doni si veggono piovere dagli influssi celesti ne’ corpi umani molte volte naturalmente, e sopra naturali, talvolta, strabocchevolmente accozzarsi in un corpo solo bellezza, grazia e virtù, in una maniera, che dovunque si volge quel tale, ciascuna sua azzione è tanto divina, che lasciandosi dietro tutti gl’altri uomini, manifestamente si fa conoscere per cosa (come ella è) largita da Dio e non acquistata per arte umana. Questo lo videro gli uomini in Lionardo da Vinci, nel quale oltra la bellezza del corpo, non lodata mai a bastanza, era la grazia più che infinita in qualunque sua azzione; e tanta e sì fatta poi la virtù, che dovunque l’animo volse nelle cose difficili, con facilità le rendeva assolute. La forza in lui fu molta e congiunta con la destrezza, l’animo e ’l valore, sempre regio e magnanimo. E la fama del suo nome tanto s’allargò, che non solo nel suo tempo fu tenuto in pregio, ma pervenne ancora molto più ne’ posteri dopo la morte sua. “

Una serata in musica, che ha regalato ai presenti emozioni indimenticabili. 


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Nella foto a destra,  da sinistra Edordo Coen, a seguire Andrea Coen e Giangi Cretti.