Riapertura dell’ala ovest del museo Museo Nazionale Zurigo Stampa
Scritto da Redazione   
Lunedì 21 Ottobre 2019 09:11

La ristrutturazione dell’ala ovest del Museo Nazionale Zurigo è terminata. Questa parte dell’edificio è stata riportata allo stato originale del 1898 e dotata delle più moderne tecnologie. Il risultato: un tesoro che unisce il meglio di ogni epoca. La ristrutturazione dell’ala ovest, una costruzione unica nel suo genere, rappresenta anche un ritorno alle origini del Museo nazionale.

L’edifico, progettato da Gustav Gull e inaugurato nel 1898, fu realizzato nel periodo d’oro dello storicismo. Questa tendenza artistica non solo ha combinato diversi stili storici, ma ha anche creato nuovi elementi che sono stati poi aggiunti al quadro complessivo. Questa varietà di stili, però, ha reso la ristrutturazione di questa parte dell’edificio estremamente impegnativa.

In stretta collaborazione con le autorità cantonali di conservazione è stato possibile riportare la maggior parte dell’ala ovest allo stato originale del 1898. Tuttavia, questa operazione ha richiesto uno studio approfondito dell’architettura, che in ogni stanza si ispira a periodi storici diversi, e della modalità di presentazione delle mostre. Quest’ultimo aspetto ha avuto un ruolo decisivo nella costruzione del museo oltre 120 anni fa, perché all’epoca la sala e gli oggetti che ospitava erano considerati come un’entità singola. Gustav Gull ha in un certo senso costruito le sale espositive intorno agli oggetti esposti, creando un’atmosfera di rara densità storica, che ha reso il passato più accessibile e la storia più palpabile.

Ma il risultato ottenuto non è solo un tributo al passato, bensì, in linea con lo stile storicistico, un ritorno al vigore storico. L’impiego delle più recenti tecnologie completa poi il tutto. Gli architetti Christ & Gantenbein hanno ricostruito i pavimenti originali e li hanno adattati alle esigenze di oggi, rivelando fonti di luce e aprendo finestre che erano state murate negli ultimi decenni. Hanno anche riportato in superficie dipinti a lungo dimenticati. Il risultato è un tesoro di artigianato svizzero che delizierà sia gli amanti dei musei che gli appassionati di architettura.