I Walser, l’antico popolo delle Alpi Stampa
Scritto da Mauro Bardaglio   
Sabato 01 Febbraio 2020 14:25
I Walser sono una popolazione di origine germanica che intorno all’anno Mille si stabilì sull’altopiano svizzero del Goms nell’alto Vallese, allora disabitato.
Da lì, a partire dal XII secolo furono colonizzate le varie regioni walser: dalla Savoia all’Oberland Bernese, dai Grigioni al Vorarlberg, dal Tirolo al Liechtenstein.

Nel XIII secolo alcuni gruppi di pastori vallesani migrarono a sud delle Alpi, colonizzando le fasce più alte delle valli, dove sopravvissero grazie alle tecniche agro-pastorali, acquisite con la lunga permanenza ad alte quote. Nacque così la colonizzazione walser sul versante italiano del Monte Rosa: Gressoney-La Trinité, Gressoney St. Jean ed Issime in Valle d’Aosta. In Piemonte: Alagna Valsesia, Carcoforo, Rima San Giuseppe, Rimasco, Rimella e Riva Valdobbia in provincia di Vercelli; Baceno, Formazza, Macugnaga, Ornavasso, Premia e Valstrona nella provincia del Verbano Cusio Ossola.
Il walser è un tedesco arcaico che appartiene all’area linguistica dell’altissimo alemanno, una variante del tedesco ufficiale (standard), che viene ricondotta all’antico popolo degli Alemanni.
Gli Alemanni erano un’alleanza di tribù germaniche stanziate attorno alla parte superiore del fiume Meno, in una regione che oggi è nel sud-ovest della Germania. Il tedesco parlato nei territori dove erano stanziati gli Alemanni è considerato un sottogruppo del linguaggio altotedesco antico (Althochdeutsch).
Viene parlato in numerosissimi cantoni e comuni svizzeri (Oberland Bernese, Friburgo, Vallese, Goms). In seguito agli spostamenti dell’etnia Walser, si è poi diffuso anche in Canton Ticino, nei Grigioni, in Lietchtenstein, nel Voralberg (Austria) e nelle colonie walser in Italia.
Questo dialetto presenta differenze notevoli rispetto al tedesco scritto e anche rispetto agli altri dialetti tedeschi. Si tratta di una lingua che non ha seguito, nei secoli, i cambiamenti fonetici che ha invece subito il tedesco standard, restando quindi in parte ferma per alcune caratteristiche fonetiche all’altissimo alemanno originario.
La lingua walser unisce ancora oggi il Vallese con le sue colonie. Tuttavia nei 700 anni di separazione dal Vallese, fra le colonie sparse in luoghi non contigui, si sono creati sviluppi propri della lingua.
La vicinanza diretta con dialetti neolatini o altre parlate tedesche ha esercitato localmente un grande influsso: per questo la parlata degli abitanti, pur conservando le sue radici, mostra differenze da un paese all’altro. Due esempi: la parola “mulino” a Gressoney è miele, a Issime mülli, ad Alagna milji, a Formazza e Macugnaga méli, a Rimella mìje. La parola “mucca” a Gressoney è chua, a Issime chu, ad Alagna chua, a Formazza chöö, a Macugnaga cho, a Rimella chiö. Il Walsertreffen, raduno internazionale dei walser, dal 1962 si svolge ogni tre anni in una delle comunità walser italiane, svizzere o austriache, di volta in volta individuata tra una serie di candidature: in ogni Walsertreffen si decide la comunità che ospiterà il successivo.