Addio a Marcella Continanza Stampa
Scritto da Redazione   
Martedì 05 Maggio 2020 08:02

La prima recensione che ottenni del mio libro di poesie “Vuoto a perdere” portava la firma di Marcella Continanza e venne pubblicata su “La Provincia” di Como. Era il 1983.
Marcella si era avvicinata alla scrittura fin da bambina, incoraggiata dalla madre Matilde, insegnante. Si dilettava a comporre poesie e favole che raccoglieva in un grosso quaderno. A undici anni vinse il suo primo concorso poetico con una poesia pubblicata su un giornale edito dalla S.E.I. di Torino e ciò fu un grande incentivo per continuare su questa strada. Durante gli anni universitari coltivò il suo amore per il giornalismo e la lotta senza tregua per le proprie idee, per la giustizia.
Poi vennero gli Incontri Internazionali del Cinema di Sorrento. Anni bellissimi che ho scolpito nel cuore. Partecipavamo alla proiezione di film girati finalmente da donne-registe che denunciavano le violenze di una società maschilista, assistevamo a forum, intervistava attori famosi come Giuliano Gemma e tanti altri e poi a sera tarda ritornavamo a Castellammare. 
Ero semplicemente stordita dal profumo dei limoni, dal profumo del mare e soprattutto dal profumo della libertà che a pieni polmoni avevo respirato grazie a te.
“Ti è piaciuta questa giornata?” Mi domandavi come una bambina a cui avevi appena rivelato un segreto.
E io ti sorridevo perché non sapevo che cosa risponderti, ma ero infinitamente grata al destino di avermi concesso l’opportunità di conoscere una donna così speciale come te. 
Era ghiotta della mia parmigiana di melanzane.
“’Na squisitezza” diceva nel suo napoletano maccheronico.
E quando una delle sue tante amiche le chiedeva se poteva farle la parmigiana, lei categorica rispondeva: “No, no, la parmigiana di melenzane me la prepara Valeria.”
Un forte rigore morale ha contraddistinto tutta l’esistenza di Marcella Continanza che amava ripetermi: “E’ importante potersi guardare ogni mattina allo specchio”. Onesta, fiera, leale, non conosceva i compromessi, era un vulcano in eruzione.
Attraverso le sue parole, le sue poesie, i suoi scritti ho conosciuto mondi e realtà diverse. In una dedica su uno dei suoi ultimi libri, “Poesia al cinema” (2017) scrisse: “A Valeria, amica da anni con cui inseguo i sogni.”
Ogni volta che incontravo Marcella mi travolgeva con le sue mille idee, i suoi mille progetti, i suoi mille versi. Ed è proprio così che voglio ricordarla come il giorno in cui ci siamo conosciute e la luce del sole illuminava i suoi morbidi ricci biondi. Buon viaggio amica mia.