Pier Paolo Pasolini "Qui je suis..." Stampa
Scritto da Janine Perret Sgualdo   
Venerdì 19 Giugno 2009 00:00
Con la sua grande mostra “Pier Paolo Pasolini – Qui je suis”, il Centre Dürrenmatt Neuchâtel penetra in un continente di realtà di vita variegate, contradditorie e in costante fermento. Le stesse caratteristiche contraddistinguono Pier Paolo Pasolini, una personalità estremamente affascinante, altrettanto combattiva e sensibile. Al centro della mostra si collocano la complessità e la multimedialità dell'espressione pasoliniana: 24 aspetti della vita e dell'opera estrapolati dalla poesia autobiografica «Who is me», sono allestiti in una composizione di vetrine cui fanno da cornice opere figurative. L'orizzonte di questa topografia espressiva è un'installazione filmica che prende spunto dalla produzione cinematografica di Pasolini. Ogni due anni il Centre Dürrenmatt Neuchâtel si concentra sul rapporto tra testo e immagine. Nelle grandi mostre estive si concentra sull'operato di artisti che, alla stregua di Friedrich Dürrenmatt, si sono occupati assiduamente dell'interazione tra le singole forme espressive artistiche. Come illustra la mostra «Pier Paolo Pasolini – Qui je suis», il grande poeta, scrittore, saggista e regista italiano, nella ricerca di un linguaggio adeguato alla situazione politica, storica e sociale, ha ancorato questa transmedialità alla sua opera. Pier Paolo Pasolini (nato il 5 marzo 1922 a Bologna, morto nella notte tra il 1° e 2 novembre 1975 a Ostia) è una delle figure più eccezionali e sfuggenti dell’Europa intellettuale della seconda metà del Novecento. Poeta nella lingua della sua patria friulana, autore di romanzi, saggi e commenti politico-culturali critici, regista di film polarizzanti, ma anche pittore e disegnatore, orienta il suo sguardo soprattutto a temi arcaici e intramontabili: il destino dell'umanità, la vita contadina, la religione, i miti, la sessualità e la morte. Valica continuamente le norme tradizionali, trova immagini di straordinaria lucidità e intensità e diventa il maggior provocatore della società italiana. La sua morte violenta, ancora racchiusa nel mistero e parzialmente anticipata nella sua opera, ha profondamente scosso e sconvolto l’opinione pubblica italiana, che non l’ha ancora superata. La mostra colloca la complessa produzione multimediale al centro dell'attenzione e si sviluppa attraverso la poesia autobiografica «Poeta delle ceneri» (il cui titolo di lavoro «Who is me» si rifà alla sua più nota raccolta di poesie «Le ceneri di Gramsci»). Pasolini vi racconta la sua vita citando anche le sue opere e la ricezione che hanno avuto e tematizzando decisioni stilistiche e formali. In questo modo fornisce le 24 parole chiave e citazioni attorno alle quali si raggruppano manoscritti, articoli di giornale e fotografie presentati in una composizione di vetrine notevole. Questa topografia spettacolare localizza e rende tangibili le rotture e le contraddizioni onnipresenti nell'opera pasoliniana. Una suggestiva ed eloquente installazione filmica di Detlef Weitz e Dominique Müller analizza su dodici schermi la produzione cinematografica di Pasolini e fa da collegamento con la sua produzione figurativa, tra cui ritratti, autoritratti e alcune vedute. La mostra curata da Peter Erismann e Ricarda Gerosa è una coproduzione con il Museo Strauhof di Zurigo. La scenografia e l'allestimento sono stati realizzati da chezweitz & roseapple di Berlino. Il ricco programma collaterale prevede visite guidate, una conferenza su Il vangelo secondo Matteo il 6 settembre, tra cui l'intervento dello specialista pasoliniano Hervé Joubert Laurencin, e un ciclo di film di Pasolini in collaborazione con Passion Cinéma (dal 27 maggio al 24 giugno). «Pier Paolo Pasolini – Qui je suis»Dal 14 giugno al 6 settembre 2009, mercoledì – domenica, ore 11-17 (chiuso il 4 e 5 settembre)Vernice: sabato 13 giugno 2009, ore 16.45, cinema Apollo 2 Neuchâtel Info www.cdn.ch