SERGIO ROMANO: “GUERRE, DEBITI E DEMOCRAZIA” Stampa
Scritto da Redazione   
Venerdì 27 Gennaio 2017 00:00

 Dal Trattato di Versailles al Piano Marshall, la gestione del debito ha rappresentato da sempre uno dei motori fondamentali della politica europea. In “Guerre, debiti e democrazia. Breve storia da Bismarck a oggi” (Laterza), Sergio Romano, osservatore d’eccezione, ce ne mostra tutta la complessità nell’ultimo secolo e mezzo, evidenziando le interdipendenze tra i Paesi, l’importanza della fiducia reciproca per avviare la ripresa e che cosa abbiamo da imparare dalla nostra storia recente per costruire un futuro migliore. Col Trattato di Versailles, al termine della Grande guerra, la Germania è condannata a pagare in trent’anni 132 miliardi di marchi d’oro. Le conseguenze della miopia dei vincitori emergono presto: una Germania frustrata e indignata diventa il vivaio ideale per la nascita del nazismo. Dopo la Seconda guerra mondiale tutto cambia: il Piano Marshall finanzia la ricostruzione europea e, più tardi, nella conferenza di Londra del ’53, i Paesi creditori decidono di cancellare metà del debito tedesco. Ma non esistono solo i debiti di guerra, ci sono anche quelli contratti in tempo di pace. L’Europa degli anni più recenti ha affrontato la questione senza riuscire a dimostrare unità. Il caso del debito greco esplode nel 2009, seguito da una crisi di rapporti greco-tedeschi: la Grecia accusa la Germania di non aver onorato i debiti contratti con la guerra, mentre i tedeschi accusano la Grecia di aver truccato i conti. L’Unione vacilla sotto il peso della crisi. Oggi, per capire le polarizzazioni e i contrasti sulle politiche dell’austerità è fondamentale isolare gli snodi storici che hanno definito i rapporti tra creditori e debitori in Europa. È quello che fa Sergio Romano attraverso gli ultimi centocinquant’anni, sottolineando come la fiducia reciproca tra i popoli abbia svolto una funzione fondamentale per superare i momenti di difficoltà e avviare la ripresa. Sergio Romano, storico, saggista e diplomatico, ha insegnato in varie università in Italia e all’estero. È editorialista del Corriere della Sera. Tra le sue pubblicazioni: “Guida alla politica estera italiana dal crollo del fascismo al crollo del comunismo” (1992) per Rizzoli; “L'Italia scappata di mano” (1993) per Longanesi; “Cinquant'anni di storia mondiale” (1995) per TEA; “Tra due repubbliche” (1995) per Mondadori; “L’arte in guerra” (2013) per Skira; “Morire di democrazia. Tra derive autoritarie e populismo” (2013), “Il declino dell’impero americano” (2014), “In lode della guerra fredda. Una controstoria” (2015) e “La quarta sponda. Dalla guerra di Libia alle rivolte arabe” (2015) per Longanesi; “Berlino capitale. Storie e luoghi di una città europea" (2016) per Il Mulino.