LIBRI, LE MIGRAZIONI MEDITERRANEE TRA STORIA E CONTEMPORANEITA’ Stampa
Scritto da Francesca Rossi   
Giovedì 20 Dicembre 2018 00:00

A partire dal 2001, e anche come conseguenza degli attentati alle Torre gemelle negli Usa e della diffusione su scala globale del terrorismo di matrice islamica, in Italia si è intensificata la produzione di libri sul mediterraneismo e i suoi molteplici aspetti. Spesso dietro queste pubblicazioni c'è un attento lavoro di ricerca, un bisogno di comprensione della storia di questa cruciale regione del Pianeta, delle sue popolazioni e culture, percepite come possibile chiave per leggere la contemporaneità e costruire una convivenza pacifica. Il suo contributo lo dà anche Alessandro Vanoli, storico e scrittore, già docente presso le università di Bologna e Milano e in università americane ed europee che ha dedicato diversi saggi alla storia del Mediterraneo, con particolare riferimento alla penetrazione islamica in Italia e in Spagna. Ultimamente con "Migrazioni mediterranee. Un mare in cui si è riflesso il mondo" (Castelvecchi, 2017, 48 pagine, 5 euro), affronta i temi della navigazione, dello scambio, delle migrazioni, per lui considerate le stelle polari che lo guidano nel viaggio lungo le rive del Mediterraneo. Attraverso il richiamo a grandi popolazioni antiche, al buio destino degli schiavi cristiani o musulmani, alle contemporanee migrazioni di massa, il libretto di Vanoli ferma sulla carta una chiara fotografia della complessità umana e storico-politica che caratterizza da sempre il Mediterraneo, inserendosi a pieno titolo in quel filone di pubblicazioni sul mediterraneismo che, nonostante tutti gli sforzi editoriali, sono ancora e malauguratamente troppo poco letti dal pubblico di massa. La storia che Vanoli racconta, con temi e linguaggio seducente, dalle rotte verso Oriente e le deportazioni militari, all'incontro e scontro fra religioni, chiarisce come la storia abbia reso il Mediterraneo un unicum della storia umana, un naturale crocevia di culture, popoli e lingue che non può essere cambiato da alcuna volontà ostinata a non prendere atto di quanto avvenuto nei millenni passati. Un libro, quindi, che permette al lettore di capire come il presente e la globalizzazione non possono che continuare a costruire, almeno nel Mediterraneo, un destino comune.