MAMELI: “FAME” E “FOLLIA” DI UN GIOVANE RIVOLUZIONARIO Stampa
Scritto da Alessia Padovan   
Venerdì 01 Novembre 2019 10:19

"Siate affamati, siate folli": l'appello rivolto da Steve Jobs, fondatore della Apple, ai giovani dell'università di Stanford dà un po' il senso di quella che dovrebbe essere la missione rivoluzionaria della "meglio gioventù" di ogni epoca (prendendo in prestito il titolo della raccolta di poesie di Pier Paolo Pasolini). Goffredo Mameli era un giovane con cui quelli della nostra epoca - diversi più che mai da quelli del passato anche a causa dell'accelerazione impressa dalla rivoluzione digitale - avrebbero ben poco di cui parlare, se per assurdo un giorno dovessero incontrarlo. Ma certo nella propria vita - brevissima, ma altrettanto intensa - l'autore delle parole del nostro inno nazionale non si è risparmiato in quanto a "fame" di cambiamento e a "follia" nel volerlo realizzare. Ed è per questo che la storica Gabriella Airaldi ha scelto proprio l'appello di Jobs come incipit per il suo libro "l'Italia chiamò. Goffredo Mameli poeta e guerriero", pubblicato da Salerno editrice. Discepolo di Giuseppe Mazzini, genovese come lui, "infaticabile come un innamorato" al pari del maestro (per usare le celebri parole del cancelliere austriaco Metternich su Mazzini), Mameli vive da protagonista la ventata di libertà soffiata nel biennio 1848-49 sull'Europa partorita dalla Restaurazione: come poeta - mettendo in versi con "Fratelli d'Italia" e non solo gli ideali repubblicani e unitari della Giovine Italia - come giornalista, scrivendo sui vari fogli che in quei mesi rivoluzionari squarciano il velo della censura e come combattente, in Lombardia come volontario contro gli austriaci ma soprattutto a Roma, difendendo la bellissima e fugace esperienza della Repubblica Romana (un po' come la sua vita) nata dalla fuga di Pio IX e soffocata nel sangue dai francesi nell'estate del 1849. Aiutante di campo di Garibaldi, Mameli muore a Roma il 6 luglio per le conseguenze di una ferita a una gamba riportata in combattimento il 3 giugno: appena tre giorni prima della sua morte i francesi entrano nella Città Eterna. Il 5 settembre Goffredo avrebbe compiuto 22 anni.