Nella testa di una Jihadista Stampa
Scritto da Livia Borghetti   
Sabato 21 Marzo 2015 00:00

Erelle Nella testa di una jihadistaAnna Erelle è una giovane reporter francese che ha indagato a fondo la “propaganda digitale” dello Stato Islamico e i metodi di reclutamento utilizzati da jihadisti si Internet (Jihad 2.0). Nel corso delle sue ricerche è venuta in contatto con decine di giovani europee “reclutate” sui social network e dichiaratesi pronte a partire per la Siria. Per comprendere meglio il fenomeno e realizzare un reportage ha creato l’identità fittizia di “Mélanie”, una musulmana che vuole abbracciare la Jihad. In questa ricerca si imbatte in Abu Bilel, un francese trasferitosi in Siria e braccio destro del califfo dello Stato Islamico. Lunghi dialoghi su Skype fino all’esortazione di Bilel di raggiungerlo in Siria per sposarlo. La storia si fa intricata e rovente, inquietante nella sua cruda attualità. Difficile per il mondo occidentale capire le scelte e le motivazioni che spingono queste giovani ad intraprendere un viaggio senza ritorno, allettate dalla promessa di un mondo migliore “in cui gli infedeli non avranno accesso”. La lettura si fa appassionata, non lascia scampo, la paura per la sorte della protagonista spinge a voltare una pagina dopo l’altra con angoscia e trepidazione, incalzati dalla consapevolezza che non è una finzione, due vite parallele che non possono incontrarsi nel devastante correre su due binari e due destinazioni diverse ma che rischiano di distruggersi a vicenda. E’ ora di cercare di capire, perché la conoscenza è una sfida alla paura.

Dalla pubblicazione del suo libro Anna Erelle ha ricevuto diverse minacce, vive sotto scorta e sotto falsa identità.

 

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