“Hai voluto la bicicletta. Il piacere della fatica”. Stampa
Scritto da Redazione   
Sabato 09 Maggio 2015 00:00

Storie di corse in bicicletta, di sprint e volate, di fuoriclasse e comprimari. Da Vasco Pratolini a Piero Chiara, da Curzio Malaparte a Gianni Mura: un’antologia di testi letterari e giornalistici sullo sport amato dagli italiani di tutte le generazioni e di qualunque classe sociale, nel libro curato da Laura Grandi e Stefano Tettamanti per Sellerio (pp. 432, euro 15), dal titolo “Hai voluto la bicicletta. Il piacere della fatica”. Quando il tema è il ciclismo, il suo racconto assume immediatamente la forma del mito. E infatti quali sono quasi sempre gli elementi della narrazione? Il gruppo, ovvero la massa dei ciclisti, compatta e irresistibile come una forza di natura che avanza in un eccitante dinamismo. Dentro il gruppo numeroso, l’eroe solitario, il campione cui spetta di compiere l’impresa sovrumana; ogni eroe, segnato dal suo dono specifico – lo scalatore, il passista, il velocista – e circondato dai suoi fedeli, i gregari. Intorno il paesaggio, epico e vivente, non la scatola chiusa di uno stadio; e del paesaggio lo scrittore ferma sempre la natura e l’anima, la geografia fisica ma anche la storia, il costume, la cultura; tanto che alcune località, destinate a restare anonime, diventano immortali grazie allo scorrere del serpentone, come certi passi sconosciuti di montagna teatro di scalate infernali. E poi, il paesaggio umano che circonda i ciclisti, la ‘carovana’ piena di umori, di storie, di masserizie, di tecniche e segreti, tutti da raccontare. Così, per questa appartenenza al campo del mito ben oltre la povera realtà ordinaria, le migliori cronache del ciclismo sono opera di scrittori, così come i cronisti diventano a tutti gli effetti narratori nel momento di grazia del loro ‘pezzo’ sulla corsa. Ed è questo il criterio che guida la presente antologia che raccoglie racconti ciclistici di giornalisti che sono in realtà grandi narratori (Gianni Brera, Gianni Mura, Orio Vergani, Manlio Cancogni tra gli altri) e di narratori che si fanno cronisti (tra cui Vasco Pratolini, Dino Buzzati, Achille Campanile, Piero Chiara): cronache come racconti e racconti come cronache del grande mito del ciclismo.