Ethan Hawke e il suo Blaze Stampa
Scritto da Roberta Nicolo'   
Venerdì 10 Agosto 2018 15:53

1063044A Locarno è stata la volta di Ehtan Hawke, star hollywoodiana amata non solo dal grande pubblico, ma anche da molti cinefili che lo hanno apprezzato nella pellicola del regista Richard Linklater Boyhood, film che lo stesso Hawke ha dichiarato essere uno dei lavori che più lo hanno toccato umanamente. Sul palco di Piazza Grande ha ricevuto dalle mani del direttore Chatrian il premio Excellence Award. L’attore, in questo caso nei panni di regista, ha presentato il suo ultimo film Blaze un biopic sulla storia del musicista Blaze Foley. Nell’incontro col pubblico tenutosi allo spazio cinema Hawke si è dimostrato affabile e disponibile, non si è risparmiato nel raccontare sé stesso ai tanti accorsi per vederlo. ( Foto e servizio R. N.)

«La fiducia è una cosa importantissima – ha spiegato l’attore – quella in noi stessi e quella negli altri. Saper infondere fiducia negli attori che dirigi è qualcosa che aiuta il film, che serve a trovare una verità espressiva. Quando recito mi sento molto vulnerabile, in ogni personaggio che interpreto metto parte di me. E questo vale anche per i miei colleghi. È un energia che senti e che ti fa paura. Un buon regista lo sa e ti aiuta ad affrontarla.

1063243Se spendi energia nel tentativo di fingere di non avere paura ecco che subito provochi una bugia che non ti permette di lasciare fluire la convinzione necessaria a interpretare bene quel ruolo. E il risultato lo vedi nel film. La gente se ne accorge. Ma così come è importante calarsi con autenticità in un personaggio è altrettanto importante saperne, poi, prendere le distanze. È qualcosa che va imparato e spesso nelle scuole di recitazione si passa più tempo a insegnare come calarsi in un ruolo piuttosto che come allontanarsi dal ruolo. Come regista invece cerco sempre di trovare un buon rapporto con i miei attori. Spesso mi chiedono perché non interpreti io stesso i miei film. Ma non fa per me. Spezza il ritmo del lavoro. Sei in scena e poi devi fermare tutto e correre dietro la macchina da presa per vedere se l’inquadratura andava bene. Poi immaginate il delirio nel dovere scegliere la scena migliore di te stesso! Ma ci sono attori e registi che lo fanno. Ho lavorato con Ben Stiller, in uno dei suoi film, e lui correva come un pazzo davanti e dietro la macchina da presa. Ovviamente mi era chiaro che, delle scene girate, avrebbe sicuramente scelto quelle in cui era lui a risultare al meglio e non io – afferma ridendo Ethan Hawke».

Hawke ha poi parlato del suo ultimo lavoro come regista e di come Blaze rappresenti per lui l’occasione per parlare di musica e di arte di un’America, quella del sud, spesso riconosciuta o conosciuta solo per il suo retaggio confederato.