I prossimi appuntamenti di febbraio con LuganoInScena Stampa
Scritto da Redazione   
Venerdì 10 Febbraio 2017 08:03

In collaborazione con la Rassegna Home va in scena al Teatro Foce venerdì 17 e sabato 18 febbraio alle ore 20:30 “La voce umana” di Andrea Novicov, regista della recente produzione di LuganoInScena “Elektra”.
“Ho fatto un sogno. Ho sognato la realtà: mi sono svegliata di soprassalto felice che fosse un sogno, e quando mi sono resa conto che era vero, che ero sola, che non avevo la testa sul tuo collo e sulla tua spalla, e le mie gambe fra le tue, ho sentito che non potevo, che non potevo vivere...”.

“La voce umana” è la banale, straordinaria, comunissima, miserabile e splendida storia di un abbandono d'amore, scritta dall'artista poliedrico Jean Cocteau. Una storia che conosciamo tutti e che tutti abbiamo già vissuto, stando ora da un lato e ora dall'altro del muro del dolore. Una lacerazione di cui non abbiamo in fondo più voglia di sentir parlare, se non quando la magia del palcoscenico riesce a far apparire la bellezza della trama che racchiude ogni esperienza della nostra vita in un disegno che ha un senso, a tratti.

Dopo lo straordinario successo per l’inaugurazione del LAC, torna in Sala Teatro “La Verità” sabato 18 febbraio alle ore 20:30, con due repliche domenica 19 febbraio alle ore 14:30 e alle ore 20:30. Uno spettacolo scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca che mette a confronto l’acrobazia, il teatro, la danza e la musica. Undici artisti si cimentano in un gioco di immagini che attraversa il surrealismo. Una storia d’amore, una riflessione sulla verità, un poema acrobatico composto dalla visione di un gruppo di creatori dalla firma unica. Dalla prima a Montréal in gennaio 2013, è stato presentato più di 350 volte in tutto il mondo, davanti a più di 280.000 persone.

“La Verità è tutto ciò che abbiamo sognato, ciò che abbiamo inventato, tutto quello che fa parte della nostra memoria”. (Daniele Finzi Pasca)

Torna al LAC il Teatro dell’Elfo con lo spettacolo “Mr. Puntila e il suo servo Matti”, per la regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, mercoledì 22 e giovedì 23 febbraio alle ore 20:30. Considerata una delle migliori commedie di Brecht, scritta nel 1940 a guerra da poco iniziata,
“Mr. Puntila e il suo servo Matti” fu rappresentata per la prima volta quando Brecht rientrò in Europa dall’esilio negli Stati Uniti, dapprima a Zurigo nel 1948, poi scelta per inaugurare nel 1949 la prima stagione del Berliner Ensemble.

Brecht mette in scena una “variante” di dottor Jeckyll e Mister Hyde (e per altri versi una variante di “Luci della città”, a cui si era probabilmente ispirato): il ricco possidente Puntila è infatti un personaggio a due volti, schizofrenico come il milionario del film di Chaplin e come Shen Te, la

protagonista nell’ “Anima buona”. Da sobrio è un tiranno che vessa i suoi dipendenti, sfrutta i suoi operai e vuol dare la figlia Eva in moglie a un diplomatico inetto e a caccia di dote, mentre, quando è ubriaco, diventa amico di tutti e vuol far sposare Eva al suo autista Matti, che tratta su un piano di parità. Sfortunatamente le sbronze passano sempre...

Al tagliente Matti il compito di smontare le false promesse e la falsa bontà del suo padrone, in un rapporto che a tratti richiama nobili precedenti (da Don Chisciotte/Sancho Panza a Don Giovanni/Leporello) e a tratti rimanda alle comiche finali dei film muti.

Al Teatro Foce va in scena venerdì 24 e sabato 25 febbraio alle ore 20:30 la nuova produzione del Teatro dei Gordi e Tieffe Teatro Milano: “Sulla morte senza esagerare”, un omaggio originale alla poetessa polacca Wisława Szymborska. Ideato e diretto dal regista veronese Riccardo Pippa, lo spettacolo affronta il tema della morte in chiave ironica e divertente attraverso un uso non convenzionale delle maschere. Le figure si muovono con verità e leggerezza su un tessuto drammaturgico originale. Sulla soglia tra l’aldiquà e l’aldilà, dove le anime prendono definitivo congedo dai corpi, c’è la nostra Morte. I vivi la temono, la fuggono, la negano, la cercano, la sfidano, la invocano. L’unica certezza è la morte, si dice. Ma quanti ritardi nel suo lavoro, quanti imprevisti, tentativi maldestri, colpi a vuoto e anime rispedite al mittente! E poi che ne sa la Morte, lei che è immortale, di cosa significhi morire? Maschere contemporanee di cartapesta, figure familiari raccontano, senza parole, i loro ultimi istanti, le occasioni mancate, gli addii; raccontano storie semplici con ironia, per parlare della morte, sempre senza esagerare.

Informazioni e prevendita

Biglietteria LAC
Piazza Bernardino Luini 6 CH–6901 Lugano
+41 (0)58 866 4222 www.luganoinscena.ch Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.