Il giorno in cui rapirono il Papa al teatro Hechtplatz di Zurigo Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Domenica 12 Gennaio 2020 08:39

papaUna commedia esilarante, in queste settimane è in scena al teatro Hechtplatz  di Zurigo, il tema sempre attuale lo scontro culturale tra religioni, ebraica e cattolica, tra ricco e povero, un palco dove tutti i cliché vengono smontati piano piano ed intelligentemente  al pubblico vengono sottoposti alcuni quesiti che forse ci accompagnano da sempre…quando si deve essere ricchi per esserlo davvero? sono migliori i cattolici o gli ebrei? e il Papa è davvero cosi irraggiungibile?  A sinistra, un momento della rappresentazione, foto ufficio stampa. 

La commedia dello scrittore ungherese di nascita e brasiliano di adozione,  J. Bethencourt, già rappresentata in 42 paesi, con una  buona critica anche dall’Osservatore Romano, arriva anche nella città elvetica, in un piccolo teatro, che offre al pubblico pezzi di grande qualità artistica e letteraria. 

La storia inizia seguendo un motto “ l’occasione rende l’uomo ladro”, e in un giorno qualunque fa trasformare Samuel Leibowitz, interpretato da  un bravissimo Eric Hattenschwiler, eccentrico tassista ebreo, prende sul serio questo detto quando vede arrivare all’aeroporto di Kloten, il Papa Alberto IV, interpretato da Walter Andreas Müller, che  ha dato del Papa sia per somiglianza fisica che per grande interpretazione scenica un realismo assoluto del personaggio,cosi fingendosi il tassista incaricato di portarlo nel prestigioso e lussuoso hotel Dolder, minacciandolo con una pistola lo trascina in casa per poi rinchiuderlo nella sua  dispensa, ma solo per poco.

La quiete del rapimento viene interrotta dall’arrivo a casa della moglie Sara, in scena interpretata da Sabina Deutsch, una donna che arriva con la spesa e si occupa delle ordinarie faccende. Non si sorprende poi quando scopre che artefice del rapimento del Papa è il marito, un tipo sempre stato fuori dalle righe e sconsigliato dalla famiglia della povera malcapitata già al momento delle nozze. 

Sara, è una donna semplice e tratta il Papa come uno di famiglia, lo toglie dallo scantinato e lo fa sentire a casa, insieme ai due figlie adolescenti Jousua e Miriam. Il tavolo e il soggiorno sono i luoghi che fanno sempre incontrare tutti, e mangiando intorno al tavolo una zuppa calda il Papa vive una quotidianità che in Vaticano e il suo ruolo gli vietano. 

L’arrivo a casa del rabbino Meyer fa precipitare le cose, perchè una volta che scopre il Papa in casa denuncia alla polizia in forma anonima la famiglia Leibowitz.

Pungente e puntuale arriva la trattativa con la polizia, dove si smentisce il rapimento e il Papa insieme al suo Cardinale arrivato a controllare la situazione, garantisce che per lui queste ventiquattr’ore con la famiglia ebrea di Zurigo, sono state una visita a vecchi conoscenti e non certo una costrizione. 

Saluti commossi alla fine, tra selfie e segni con le dita con i figli adolescenti, abbracci e un regalo lasciato proprio a Samuel dal Papa il suo anello con il sigillo papale, a detta sua per pagare la corsa in taxi che non aveva ancora saldato…..

Interpreti sul palco: 

Walter Andreas Müller (Papa Alberto IV)

Eric Hattenschwiler (Samuel Leibowitz)

Sabina Deutsch (Sara Leibowitz)

Jeremy Müller (Joshua Leibowitz)

Klara Rensing (Miriam Leibowitz)

Marco Canadea (Rabbi Meyer)

Reto Mosimann (Cardinale)

Diretto da Urs Blaser

Sceneggiatura: Harry Behlau

Musica: Dennis Bäsecke-Beltrametti

Design del suono:  This Ganz 

Responsabile : Max Molling

Traduzione: Rainer Walch

Dialetto: Andreas Fischer

Immagini  Michael Schroer

Grafica: design.isch GmbH

Una produzione del Kammerspiele Seeb in collaborazione con il Theater am Hechtplatz

Info: 

www.kammerspiele.ch

www.theaterhechtplatz.ch

Fino al 23 febbraio !!!!