Intervista con Rolando Colla Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Lunedì 19 Dicembre 2016 08:35

Presse Aush 7Giorni 035"Sette giorni" è l’ultimo lavoro di Rolando Colla, un regista e sceneggiatore, che con i suoi lavori, porta sul grande schermo dei  corti e dei film indimenticabili. Ivan e Chiara si incontrano a Levanto, per organizzare il matrimonio del fratello di lui, e di Linda la migliore amica di Chiara, lei sposata, lui deluso e disilluso dall'amore, si lasciano andare ad una travolgente passione che dovrà durare solo sette giorni, il tempo dei preparativi del matrimonio. Sarà cosi?

Dopo il successo avuto con “Giochi d’estate”, Colla ci porta ora a fare un viaggio che non dimenticheremo facilmente, un viaggio nei sentimenti, nell’amore soffocato e non vissuto, nella passione che travolge quando non vuoi o non puoi, in uno scenario dato dall’isola di Levanto, selvaggio, aspro, ma di una bellezza da togliere il fiato, proprio come l’amore vissuto dai due protagonisti. 

Ecco nell’intervista come racconta il suo lavoro Rolando Colla:

Aush 7Giorni 046Complimenti per il tuo ultimo film, Sette giorni…davvero molto bello…

Grazie, penso che un film come questo aiuti a vivere le proprie emozioni..

Riesci sempre a toccare sempre i punti più intimi, quelli che si cercano di nascondere…di lasciare in fondo a se stesso…

Se un film non ti da certe emozioni non ha senso andare al cinema, i miei film servono  proprio per parlare della vita, della vita di tutti. 

Come hai scelto la location per il film?

Flyer 7Giorni 120Diciamo che cercavo un corrispondente per il protagonista maschile. Un posto che lo rappresentasse.  Ho visitato quasi tutte le isole italiane, perché mi era chiaro che volevo girare il film in Italia, anche perché sarebbe stata una coproduzione italo-svizzera, cercavo un posto quasi senza vita e abbandonato come Ivan, ma che poi riservasse delle sorprese. Volevo il mare, e l’idea dell’isola come posto straordinario dove magari vivi delle cose straordinarie ed estreme, che pero’ poi lasci proprio dove le hai trovate. Ho fatto tutte le isole e quando sono arrivato a Levanto poi mi è sembrato ideale,  c’è il paesino un posto particolare, ma quasi vuoto, un posto  non c’è più la scuola, non c’è il sindaco non c’è la polizia non c’è la farmacia c’è solo un piccolo negozio e pochissima gente solo d’inverno qualche pescatore, i turisti sono di passaggio e frettolosi in un posto non attrezzato con strutture alberghiere e coste rocciose. 

Non era quindi un posto che conoscevi per esperienza diretta…

No l’ho scoperto man mano. A Levanto non si fanno vacanze, di solito i turisti vanno a Favignana che è l’isola vicina , più grande , dove ci sono alberghi spiagge, mentre Levanto ci vai per la natura selvaggia, perché voi camminare un po’, è una zona interessante per fare immersioni. Ma a prima vista abbandonata a se stessa….

E’ stato difficile collaborare con le istituzione italiane?

No, per niente, è stato facilissimo, siamo stati accolti bene da subito dal Sindaco di Favignana, che è anche sindaco di Levanto, che ha subito informato gli abitanti della zona. Da subito ho cercato una collaborazione con gli abitanti del posto. Ho chiarito che 

avremmo lavorato con massimo rispetto, per la loro cultura, tradizioni e territorio. Poi piano piano la gente, ha abbandonato la diffidenza iniziale e  mentre eravamo li ha capito che volevamo fare un bel film e che volevamo collaborare bene, restare amici ed andarcene 

C’è una grande risalto del territorio nel tuo film…

Un risalto pero’ rispettoso e non a fini turistici o pubblicitari assolutamente…io sono un autore e ho raccontato la mia storia. magari qualcuno vedendo questo film si è incuriosito e passando da Trapani fa un giro a Levanto, ma niente di più…per fare un bagno…mangiare un gelato …

Sono un autore completamente libero nella mia arte, e ho raccontato liberamente la mia storia. 

Di quanto budget necessita un film cosi?

Due milioni e mezzo. Con vari fondi regionali di Zurigo,della Sicilia, televisione svizzera italiana….varie collaborazioni….

Come hai scelto i protagonisti Ivan e Chiara? 

La protagonista femminile Alessia Barella, c'era anche in “Giochi d’estate”,  e con lei volevo lavorare ancora una volta. Una bravissima attrice, lei era chiara e anche Linda era chiara la sposa che è svizzera come lei avevo girato il mio ultimo corto.  Mentre i protagonisti maschili li abbiamo scelti a Parigi, Richard lo sposo, e Ivan ….In realtà li hanno scelti le due donne, ci dovevano lavorare insieme doveva esserci sintonia da subito e cosi abbiamo fatto improvvisazioni e alcune scene  e alla fine di una solo giornata cdue abbiamo scelto i due protagonisti maschili non è stata una lunga, in un giorno praticamente avevamo il cast. Non metto in dubbio la mia scelta di solito  inizio a lavorare e far prove, se poi non c’è intesa mentre lavoriamo…cambio attori. Prendo un attore che mi piace , e poi ci lavoro. Todeschini piaceva a tutti anche ad Alessia e quindi già dalle prove ho capito che era la persona giusta.

Quando spesso vai al cinema?

Ci vado due tre volte alla settimana….vedo tutto quello che passa e sono un fruitore molto attento, analizzo il lavoro degli altri. Di solito apprezzo i film che mi fanno partecipare ad una storia, non solo tecnicamente ma anche emotivamente. 

Che differenza c’è un film al cinema e uno alla tv?

Certo enorme, lo schermo con  la  sua grandezza il suono che ti arriva da tutte le parti, che coinvolgelo spettatore immerso nella sala, un effetto che non puoi avere con la Tv. q

Faresti mai l’attore?

L’ho fatto nei primi film con mio fratello, due lunghi e un corto, e mi sono reso conto che è un lavoro  strano perché  come attore conosci la scena e come attore sai già tutte le parole che dovrai dire, conosci tutto del tuo personaggio  che devi interpretare e devi fingere di non sapere nulla e di vivere le cose al momento e non è facile. Non è facile  vivere le scene e dimenticare che c’è la macchina da presa, le luci, i microfoni, uno staff che ti guarda e vivere tutto con naturalezza. Per questo ho capito di essere un attore mediocre per continuare e ho scelto la regia. 

E’  più facile stare dietro o davanti alla cinepresa?

E’ più facile stare dove ci ci sente più sicuri, dove si sente di far meglio, il proprio lavoro come regista o come attore 

Dove hai trovato l’ ispirazione per la storia da raccontare in “Sette giorni”?

Normalmente traggo ispirazione dalla vita, e per Ivan è stato facile ho tratto spunto da un 

sentimento che  prova una una persona matura che non è più giovane e che vuole vivere un rapporto dove non rischiare, dove non soffrire, un uomo che lascia quando il sentimento diventa reale, lascia in tempo, prima della fase dove nascono i casini. Ivan ha vissuto un fallimento e ci pensa due volte a mettersi in gioco, Chiara anche non vuole lasciare un matrimonio che le da sicurezza e stabilità. Ivan è un personaggio che vive in stretto rapporto con l’isola, deve organizzare un matrimonio, una festa d’amore ma non ne ha voglia, e cerca di trovare tutte le scuse possibili, non ci sono gli invitati, il faro è in rovina, non ci sono abbastanza soldi per pagare i suonatori, ma poi la vita, quella vera, dell’isola, lo trova e lo sveglia…e lui si lascia convincere e trascinare…a Chiara offre un rapporto intenso che durerà solo i preparativi del matrimonio, sette giorni, per poi finire all’arrivo degli ospiti e del marito di lei. 

Insomma alla fine l’ amore ci salva sempre… 

Più che salvarci ….direi che l’amore quando arriva è una cosa che noi riusciamo a controllore a bloccare…ci domina ci porta con i sentimenti dove noi con la ragione non vogliamo andare. Questo succede.

Per fortuna diciamo.

Certo…se l’obiettivo è una vita intensa..si, per fortuna c’è l’ amore. 

Un bel film fino alla fine…

Certo ma non sveliamo proprio tutto, vorrei solo ricordare che il Sette giorni uscirà anche nelle sale della Svizzera italiana a metà gennaio. Vi aspetto al cinema.

Ci saremo di sicuro!!!

 

SETTE GIORNI SCHEDA DEL FILM 

Ivan, un botanico quarantacinquenne originario di Firenze, vaga nel paesaggio arido di una piccola isola siciliana. Vede avvicinarsi all’orizzonte un aliscafo. Sa che non farà in tempo a essere al porto per accogliere Chiara, una costumista quarantenne che arriva da Pisa per aiutare Ivan a fare i preparativi di un matrimonio. La migliore amica di Chiara, Francesca, e il fratello di Ivan, Riccardo, si sposeranno sull'isola di lì a sei giorni. Ivan è scoraggiato dallo stato d’abbandono dell'isola e dalla povertà delle camere in cui dovranno alloggiare gli invitati. Considera gli abitanti dell'isola gente limitata e arretrata, ma non può perdere l’occasione di fare qualcosa per suo fratello maggiore, ex tossicodipendente. Fin dal loro primo incontro, Ivan e Chiara provano l'uno per l'altra una forte attrazione che li turba entrambi e dalla quale entrambi, per ragioni diverse, tendono a ritrarsi. Chiara perché è sposata e non vuole mettere in pericolo il suo matrimonio, Ivan perché ha paura di impegnarsi in una relazione e di fallire come già gli è successo. È convinto che l’amore non possa durare. Nonostante le resistenze, non riescono però a tenere a freno l'esplosione dei propri sentimenti. Decidono quindi di vivere il loro amore per il tempo che gli è concesso, e cioè fino al giorno in cui arriveranno gli invitati alle nozze, fra i quali c'è Stefano, il marito di Chiara, tentando in questo modo di porre un limite all'intensità del loro amore.

info: www.7giorni.eu