Intervista con Marco Mengoni Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Lunedì 10 Luglio 2017 00:00

g 5Marco Mengoni nasce per grande pubblico, nel 2009 quando vince X Factor, e la Sony pubblica il suo primo album. La prima partecipazione a Sanremo lo vede con "Credimi ancora", nel 2010 al terzo posto, ma lo consacra alla critica che lo segue da anni con interesse. ( Foto D.Rendina per ilgiornale.ch Moon&Stars 2016 )

Molta gavetta prima ha fatto si che Mengoni seppur giovanissimo, arrivasse già con un bagaglio culturale e musicale importante, che negli anni lo fanno rimanere sulla cresta dell’onda. In questi anni molti gli album pubblicati, quattro in studio due live , cinque EP e 19 singoli e tanti concerti , dove Marco, incontra i suoi fans, senza risparmiarsi. L’estate del 2017 è quella di Onde, canzone tratta da “Marco Mengoni Live” e che porta le firme di Marco e Niccolò Contessa, alla prima collaborazione con lui. 

Ma l’estate europea 2017 di Mengoni è anche molto  live. Dopo l’incredibile successo di #MENGONILIVE2016 tra Europa e Italia, Marco torna sul palco di tre festival internazionali: 

Live at Sunset (21 luglio),

 Heitere Open Air (13 agosto) 

 Zeltfestival Ruhr (29 agosto).

 Raggiunto telefonicamente Marco chi ha rilasciato questa intervista in previsione della sua data zurighese a Live at Sunset:

Come va, cosa stavi facendo in questo momento?

A Milano fa troppo caldo per stare fuori, stavo facendo qualche faccenda in casa, caricare la lavastoviglie per esempio …faccio una vita normale, pur facendo il mestiere più bello del mondo.

Cosa fai tra un disco e l’altro e un tour e l’altro?

Tra un disco e l’altro in pratica facciamo un altro disco… praticamente sono usciti due dischi nell’arco di un anno e poi è uscito il doppio con dentro dei pezzi nuovi e quindi abbiamo scritto ancora canzoni  e nel frattempo abbiamo fatto tour e date…quindi non mi ricordo più che cosa si fa tra un disco e l’altro…

g 9I tour sono sempre molto impegnativi, come ti prepari fisicamente e come curi la tua voce?

Certo fisicamente è un grande impegno, cerco di andare a correre e fare fiato come si dice, ma per la mia voce ammetto di non fare molto anche se dovrei iniziare ad averne cura. Cerco di allenarmi il più possibile anche se non sono uno studente modello. Durante il tour  mi scaldo e seguo tutti i protocolli ma quando sono fermo non sono molto attento.

Che cosa ti da l’incontro con il pubblico nei live?

E’ un dare e un avere. Avevo sempre sentito parlare di depressione post tour, e confermo che esiste perché ovviamente, il pubblico ti da un’energia tale che  non ha paragoni, che nella vita normale non ti accade,  o per lo meno nella mia vita non ho trovato prima. Un’ energia positiva unica, quando torni dopo un tour ti senti una persona sola, dopo quel flusso di energia enorme che ti arriva e magari sei da due mesi in tour e tante date e ti abitui ad un regime energetico molto alto, quando torni devi trovare delle cose o fare delle cose per sopperire a queste mancanze veramente molto forti. Di solito dopo un tour parto sempre da solo anche mesi. Viaggiare mi aiuta.

g 10Quale’ è il viaggio più bello che hai fatto?

Di recente quello in Africa.

Che cosa non manca mai nella tua valigia quando viaggi?

Dei fogli da acquerello, mi piace disegnare ho frequentato l’istituto d’arte sono rimasto collegato a quelle forme di espressione artistica, mi diverte e mi rilassa dipingere…il mio sogno era fare architettura ma era una facoltà che non coincideva con i mio grande sogno, che era quello di cantare portare in giro la mia musica. Magari la laurea in architettura resta una delle cose da fare più in la. 

Ma uso quello che ho studiato nel mio lavoro, disegno il mio palco, la mia scenografia, quindi tutto quello che faccio è sempre collegato.

Dove trai ispirazione per le tue canzoni?

Direi dalla vita, da tutto quello che mi accade intorno, sono un grande osservatore e ascolto molto, poi trasformo in musica i miei sentimenti le miei emozioni…A volte mi prendo dei periodi di pausa proprio per questo, per vivere un po’ la vita al di fuori della mia normalità e prendere spunti da altro. Mi prendo il tempo per leggere, per ascoltare musica, per stare con gli amici.

Dopo X Factor , la  tua vita è cambiata molto, come si fa a tenere i piedi per terra, pur avendo successo?

Io so che da un momento all’altro può finire tutto, quindi cerco di godermi a pieno tutto quello che questo magico momento mi offre, che per me per fortuna dura da un po’. Poi io non mi sento cambiato molto, sono cresciuto ma questo è normale ho iniziato talmente giovane e ora sono un uomo, cresciuto ma non cambiato dal successo. Sono anche un cantautore della crisi sono nato artisticamente parlando nel 2009 e devo dire che ho vissuto un altro tipo di musica, non il periodo dove qualsiasi cosa ci fosse andava, oggi devi sudare di più perché è tutto instabile, in questo momento devi offrire qualità e  creare aspettativa, migliorare di anno in anno. Crescere e migliorarmi, sempre. Poi non  mi sono mai sentito più importante per via del mio successo, ma sono sempre stato un grande  sognatore. 

C’e’ un posto dove ti piacerebbe suonare, magari insieme ad un altro artista?

In Africa, nei posti dove sono stato nel mio ultimo viaggio, ho seguito molto la musica indigena e mi piacerebbe molto fondere la mia musica con quei ritmi nuovi per me. La musica afro ha sempre fatto parte del mio percorso. Unire l'Africa all'Italia, con la mia musica.

Tu viaggi molto c’è un posto dove ti senti veramente a casa?

Per ora non ci ho mai pensato…ti rispondero'  tra dieci anni a questa domanda,  magari, perché adesso per me funziona cosi..sono a Miami e penso che mi piacerebbe comprare casa e vivere li e cosi con tutti gli altri posti in cui viaggio, quindi per ora mi sento a casa dovunque.

Su Instagram c’è una foto che ha avuto molto likes con Roberto Bolle, come mai vi siete visti a New York?

Lui è un amico, mi ha invitato tante volte a Milano alla Scala ma quando sono in Italia non ho mai tempo libero, perché ho sempre impegni. Ero a New York in  vacanza con il tempo gestito da me, cosi sono andato a vederlo al Metropolitan, tutto qui, e ci siamo incontrati.

www.liveatsunset.ch

 

www.marcomengoni.it

Un grazie per la collaborazione a Claudia Boggio, Impact Music Inc. Live at Sunset, e a Francesca Maffetti ufficio stampa Goiges.