Intervista con Alberto Meroni Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Sabato 20 Gennaio 2018 11:58

Frontaliers-Disaster Billboard 1200x410 CH-DEPossono un doganiere svizzero e un frontaliere italiano diventare amici? Nel film Frontaliers Disaster, la domanda resterà aperta fino alla fine della pellicola, perché gli scontri culturali tra i due protagonisti, conosciuti già dal grande pubblico grazie a Rete Tre e i tanti sketch girati negli anni passati, Bussenghi e Bernasconi continueranno in una serie di gag che farà divertire il pubblico in sala dall’inizio alla fine del film. 

Bernasconi troppo svizzero, vive solo di regole e regolamenti, Bussenghi invece da buon italiano vive per svicolare e aggirare le regole, ma i due dovranno cercare un compromesso e diventare se non amici, almeno complici, uno per salvare il suo eterno fidanzamento con la bellissima fidanzata francese e l’altro il posto di lavoro che gli permette di mantenere  la famiglia. 

Personaggi autentici nella loro semplicità e spontaneità, un film che scorre veloce e tiene la narrazione fino alla fine, con un finale non del tutto scontato.

In questi giorni Frontaliers Disaster è stato presentato nella Svizzera interna, e nella tappa a Zurigo, ho intervistato il giovane regista, ma già affermato nell'l ambiente ticinese, Alberto Meroni: 

meronipubbCome ti è venuto in mente di mettere in un film la storia tra doganiere svizzero e un frontaliere italiano?

I personaggi i due frontaliers esistevano già radiofonicamente su Rete Tre, poi ne hanno fatto degli sketch, e io da amante del cinema e da imprenditore, essendo amico di Flavio  Sala, ci ho visto un potenziale narrativo. Una narrazione pero’ non pensata ad un semplice scontro in dogana ,ma come scontro culturale, “prendere in giro i difetti”, di svizzeri ed italiani. Penso che  l’auto ironia sia una gran forma di intelligenza, saper ridere e scherzare sui propri difetti e’ un gran pregio. Cosi ho pensato “ Perché non prendere i difetti e farne un gioco di specchi tra uno svizzero e un italiano ?”, se tu sei svizzero ti immedesimi nel Bernasconi, se sei italiano ti identifichi in Bussenghi,   ho portato sul grande schermo un estremismo di drammaturgia con dentro una storia anche potesse andare bene al cinema. Quindi il mio lavoro è stato quello di analizzare i due personaggi e di renderli realistici, non reali.

Nel film da una parte c’è un doganiere svizzero, che rispetta le regole e per lui non esistono eccezioni, dall’altra parte c’è una persona per la quale non esistono regole  ma esistono solo le eccezioni …da questo punto sono partito per costruire una storia.

Questi due personaggi, Bernasconi e Bussenghi,  esistono veramente o sono frutto di fantasia?

Sono costruiti mettendo insieme tanti personaggi che in realtà esistono, un po’ come Frankenstein, costruito con vari pezzi, dove  alla fine prende forma un solo personaggio. Per esempio il personaggio più stupidito, e credulone il Veronelli è un personaggio stereotipato, anche se conosco qualcuno che ha veramente quel cognome, ma in lui tutti possono identificare qualcuno che conoscono o che hanno all’interno della cerchia di conoscenti.

Tutta la storia e i personaggi sono di fantasia, ma il tutto è anche molto realista.

Perché hai scelto proprio quel valico doganale per girare il film?

I personaggi sono nati li, tra il confine  Brusata-Bizzarone. E’ una dogana trafficata, ma grande, dove potevo interrompere più facilmente il flusso quotidiano di veri frontalieri che entrano in Svizzera per lavorare. Quindi anche per comodità mi è andato bene girare li. 

meronimorandinQuando hai deciso di produrre il film, hai avuto qualche resistenza dal corpo delle guardie di confine o hanno subito collaborato? Non avevano paura di essere ridicolizzati e magari poi non presi sul serio?

Devo dire che ho subito trovato un buon clima, nel film c’è ironia, ma il massimo rispetto per tutti. Ho avuto molta collaborazione, anche i frontalieri hanno qualche volta sopportato qualche minuto in più di attesa perché magari noi stavamo girando qualche scena. 

Durante la lavorazione del film hai incontrato dei problemi tecnici? come li hai superati?

io sono sfortunato di natura, ogni volta piove, non c’è la luce giusta…non ho mai quello che mi serve…e visto questa mia natura girare un film dal titolo disaster non mi ha portato buona fortuna. Il primo giorno ho dovuto interrompere le riprese per la troppa pioggia, il secondo giorno problemi con la scenografia, poi hanno tagliato un albero che mi serviva per una scena, che era da trent’anni li, e l’ hanno tagliato a due giorni dalla mia ripresa, anche le scene di inseguimento a maggio su un semplice rettilineo hanno avuto problemi, perché era un inizio maggio freddo, sotto zero, strada ghiacciata, riprese ferme per qualche giorno. Ho affrontato tutto come sempre, e  come i personaggi delle  mie commedie con grande ironia, non avevo altra scelta. 

Quanto budget ti è servito per il film e come hai recuperato i finanziamenti?

Il film è costato settecentoventi mila franchi, trenta  per cento co-produzione RSI ,settanta per cento Inmagine che  la mia società di produzione, sponsor e fondo Success Cinema maturato grazie ai miei film precedenti,  quindi per la gran parte ho finanziato io con il mio capitale personale.

Hai cercato altre vie di finanziamento, o hai deciso di rischiare senza ripensamenti?

Ho capito che era il momento giusto, quindi non ho cercato altre fonti, che forse mi avrebbero rallentato e complicato il lavoro.

Adesso che il film sta andando bene, come userai gli incassi?

Investirò i profitti, nel prossimo film  perché c’è l‘idea di continuare la storia. Se il film piace anche in Svizzera tedesca, magari il due potrebbe essere uno scontro culturale tra uno svizzero e un tedesco, o un francese.

Non è difficile affrontare un tema cosi delicato?

Ecco il bello di questi personaggi è proprio questo …con loro non te la puoi prendere ..perché, sapersi prendere in giro è sintomo di intelligenza. 

Come mai ad ogni prima tu sei in sala, con Sala ( l’attore che fa Bernasconi), e guardi con il pubblico tutto il film? 

Ho visto il film con il pubblico ben trenta volte, e ogni volta è un emozione diversa. Mi piace vedere se la gente si diverte, quando tu fai una commedia e vuoi che trasmetta il buon umore e riesci a far ridere 500 o  400 persone tutte insieme è soddisfacente, è il massimo raggiungere questo obiettivo. 

Di indole sono una persona  felice e credo che l’ironia, la risata contagierà il mondo, e io ci provo con i miei film. 

Durante il montaggio hai scartato delle scene di cui poi ti sei pentito di non aver inserito nel film?

No, non ti penti mai. 

Prima ho montato io il film da regista da solo, poi con Flavio Sala e durava due ore e mezza, poi l’ha visionato lui, ed insieme alla fine siamo arrivati ad un’ora e cinquanta…alla fine quello che si vede al cinema. Non abbiamo perso niente di utile alla storia altrimenti si sarebbe notato anche in sala. Abbiamo perso tanta altra bella ironia, ma magari proporremmo il film per intero durante l’estate al cinema all’aperto…chissà potrebbe essere un’idea…

La madre di Bernasconi ha un ruolo importante, ma non si vede mai in viso al massimo di spalle come mai questa scelta?

La madre di Bernasconi è una madre troppo presente, che tratta il figlio da immaturo, decide per lui le cose, lo controlla …ecco l’abbiamo lasciata di spalle cosi ognuno può  identificarci  una persona che conosce.  Bernasconi, è cosi perché ha una mamma ossessiva che lo fa crescere con le regole ecco perché nel film il personaggio evolve quasi alla fine, sembra maturare una sua identità, poi pero’ non dura molto, perché alla fine torna ad essere la guardi di confine, che per rispettare le regole, fa finta di non riconoscere gli amici. 

Nel periodo di Natale, in Ticino il tuo film al box office ha battuto  Star Wars come mai? e dimmi tu Star Wars l’hai visto alla fine?

Non ho visto Star Wars perché non mi piace il genere  e non ne ho il tempo adesso vista la promozione di Frontaliers, io penso che il nostro film abbia battuto un colosso come quello perché alla fine la gente ha premiato lo sforzo e non la forza….( e ride….)

Come avete festeggiato questo primo traguardo?

In realtà non abbiamo ancora trovato il tempo per festeggiare veramente.

Che film ti piacerebbe aver girato, e qual’è il tuo regista preferito?

i film uno è Edward mani di forbice, i Goonies e tra i registi non ne ho uno preferito, io guardo il film e di conseguenza mi piace poi il regista, ma non a prescindere.  

Che cosa farai da grande?

Continuerò a fare quello che sto facendo, perché mi diverto e vedo che anche gli altri si divertono con i miei film. 


Nella foto sopra la locandina del film,  a destra A.Meroni di spalle davanti al suo pubblico, sotto A.Meroni in primo piano con Luca Morandini distribuotre del film. ( Foto RSI).

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