Intervista con Claudia Lombardi Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Domenica 08 Aprile 2018 09:05

Claudia LombardiClaudia Lombardi,nella foto a sinistra, appassionata da sempre di teatro, fonda nel 2016, la Fondazione Claudia Lombardi per il Teatro, per dare la possibilità a giovani attori, ticinesi e lombardi, di avere un’occasione e una formazione, in un campo artistico sempre in evoluzione e alla ricerca di sperimentazione tra contemporaneità e tradizione classica. Il teatro, un luogo magico, dove una volta aperto il sipario, qualsiasi spettatore può vivere per magia, vite, luoghi e storie che non gli appartengono, se non per sempre, per qualche ora. Da poco chiuso il bando Testinscena, ho intervistato la fondatrice per capire in quale direzione andrà la Fondazione e i progetti futuri: 

Come e perché nasce la Fondazione Claudia Lombardi per il Teatro?

 La Fondazione nasce nell’agosto del 2016 per dare una forma concreta alla mia passione per il teatro, la nuova drammaturgia e il lavoro con giovani compagnie e dalla mia volontà di poter essere un aiuto per la crescita artistica di giovani talenti della Svizzera italiana e della Lombardia.


Il bando” testinscena” si è chiuso da pochi giorni ed è alla sua seconda edizione, che esperienza avete tratto dalla prima e che cosa è cambiato?

 Per noi ogni esperienza è diversa, e il momento della lettura dei progetti è qualcosa di davvero speciale ed entusiasmante. Tra tutti i candidati identificare i 5 progetti che hanno le potenzialità per diventare uno spettacolo, individuare dei talenti, e poi vederli realizzare il loro lavoro è motivo di orgoglio.


Nel secondo bando hanno partecipato ben otto compagnie teatrali ticinesi, rispetto alle due della precedente edizione, come si può spiegare un aumento cosi cospicuo?

Alla prima edizione hanno partecipato 52 compagnie, di cui sole 2 dalla Svizzera italiana. A questa edizione invece hanno partecipato 48 compagnie di cui ben 8 dalla Svizzera italiana. Questo aumento delle compagnie ticinesi è essenzialmente dovuto alla notorietà che si sta guadagnando il concorso, grazie alla serietà con cui è gestito e al lavoro che è stato fatto dalla Fondazione in questo anno per coinvolgere le compagnie del territorio.


Che spazi teatrali offre la Fondazione?

Al momento la Fondazione non dispone di spazi propri, ma grazie a una serie di partenariati che abbiamo concluso in questi due anni, possiamo offrire al vincitore del concorso la possibilità di beneficiare di spazi per le prove e poi di teatri come ad esempio il Teatro Foce di Lugano, Campo Teatrale a Milano e altre strutture in Svizzera per andare in scena.


Perché la Fondazione non produce spettacoli propri?

Perché la Fondazione ha lo scopo di sostenere la crescita artistica di giovani talenti e dei loro progetti, non di sviluppare e produrre spettacoli propri.


I tagli alla cultura sono sempre “spietati”, e i primi ad essere effettuati, da amministrazioni sempre alla ricerca dei fondi necessari sembra sempre per altri scopi, Lei che cosa ne pensa? Si investe abbastanza in modo pubblico nell’arte, musica, teatro?

Sicuramente si può sempre fare di più e i finanziamenti pubblici sembrano sempre pochi e non bastare mai, ma a mio avviso si dovrebbe in primo luogo investire meglio, nel senso di sostenere e far crescere un movimento di qualità anziché disperdere preziose risorse investendo a pioggia e dando pochi mezzi a molte realtà.


Qual’è la sua pièce teatrale preferita?

Copenhagen di e con Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice: capolavoro assoluto.


A che età ha iniziato ad amare il teatro?

A 6 anni dopo aver visto I vestiti nuovi dell’imperatore con Ernesto Calindri al Kursaal di Locarno.


Come sensibilizzare i giovani al teatro?

Proponendogli degli spettacoli di qualità e a prezzi contenuti, di drammaturgia contemporanea che affrontano temi che li concernono, li emozionano o li fanno riflettere. Il teatro è un ottimo mezzo per dire cose e far passare messaggi e andrebbe proposto con maggiore frequenza nelle scuole fin dalle elementari.


Quali sono i progetti futuri della Fondazione?

La Fondazione intende in primo luogo far crescere il concorso testinscena in modo da poter sostenere in maniera ancora più consistente le compagnie offrendo loro una distribuzione con un numero sempre maggiore di repliche in Svizzera tedesca e francese e in Italia e consolidare le relazioni e i partenariati con realtà esistenti che vanno nella nostra stessa direzione. Senza dimenticarci della nostra visione che è la realizzazione di un centro di creazione e di residenza in Ticino. Ci stiamo attivando in questo senso, ma i tempi non sono ancora maturi per parlarne.

La Fondazione ha recentemente lanciato una campagna di raccolta fondi a favore del concorso testinscena, allo scopo di avere più mezzi per poter sostenere in modo ancora più cospicuo i giovani talenti. E’ possibile partecipare andando sul nostro sito www.fondazioneteatro.ch e compilando il modulo online e scoprendo i benefit. 

Puntate con noi sui giovani talenti, noi li individuiamo, con voi li facciamo crescere e poi ci ritroviamo insieme in platea ad applaudirli.