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Intervista con Cristina Caboni Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Mercoledì 23 Maggio 2018 09:19

Caboni1 ®CosimoMaffioneCristina Caboni (nella foto a sinistra @Cosimo Maffione),  è un’autrice dalla scrittura delicata e sensibile, la sua terra, la Sardegna, e l’attività di famiglia, un’azienda apistica, le danno sempre spunti di scrittura emozionanti ma precisi. Il territorio, i suoi abitanti i suoi profumi, e le donne, che nei suoi romanzi, hanno voglia di riscatto, di dare se stesse senza riserve e di non essere solo delle comparse della propria vita, ma principali protagoniste, pronte a dare una svolta sempre positiva. I profumi sono sempre al centro, come le tradizioni e il rispetto di esse, un muoversi in punta di piedi in un mondo fragile ma reale. Il suo romanzo d’esordio, “Il sentiero dei profumi “, è un  best seller, tradotto in tante lingue, che appassiona ancora oggi molti lettori e lettrici. Ad ogni uscita la Caboni, conferma il suo successo, e dopo l’ultimo “ La rilegatrice delle storie perdute”, è già al lavoro per il suo prossimo romanzo. 

Ecco come si racconta in questa intervista, rispecchiando quello che troviamo poi nei suoi libri, semplicità, rispetto , ma tanta voglia di scrivere ancora di donne che accettano il cambiamento da protagoniste: 



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 Che cosa è cambiato per Lei dalla pubblicazione del suo primo romanzo? e si aspettava un tale successo?

Inizialmente credevo che la mia vita fosse cambiata poco e nulla. Al momento, dopo i traguardi raggiunti, mi rendo conto invece di quanto sia differente. È la consapevolezza di poter fare ciò che mi piace che ha cambiato ogni cosa. Ho molti impegni e viaggio tanto, incontro i miei lettori con un misto di gratitudine, emozione e stupore. Riguardo al successo confesso di non averci mai pensato. Certo, speravo ardentemente che il mio libro piacesse e questo desiderio non è mai cambiato.  

 Si ricorda come ha tratto ispirazione per la storia?

Volevo scrivere un romanzo che raccontasse una storia forte, di donne che amano, combattono, vivono la vita intensamente. Ho visto una bambina che spiava dei rilegatori in un passato in cui alle donne era interdetta la possibilità di seguire le proprie aspirazioni. Da quella prima immagine ha avuto inizio tutto il romanzo.

 Dov’è il posto dove le piace di più scrivere? 

Scrivo ovunque. Mi basta avere il mio portatile e un paio di cuffiette che mi permettono di scivolare in una dimensione parallela. Io scrivo con un sottofondo musicale. Ogni storia ha la sua colonna sonora.

 Quanto di autobiografico c’è sempre nei suoi racconti?

A parte l’ovvio, ossia il modo in cui io vedo la vita, la speranza e la forza che non devono mai mancare, direi nulla. Anzi spesso mi stupisco di ciò che accade mentre lo sto scrivendo, perché io divento lo strumento dei protagonisti delle storie che scrivo.

 Quali sono i suoi riferimenti letterari?

Leggo tutto eccetto i libri di opinionisti e politici. Ogni volta che mi imbatto in un bravo scrittore esulto. Mi affeziono molto a loro, ma non c’è un unico autore che abbia davvero contato per me a parte Louisa May Alcott. Per farla breve mi piacciono i libri scritti bene che raccontino storie belle.

 Che cosa fa quando non scrive?

Ho una grande famiglia che mi impegna tantissimo. Ho un grande giardino dove trascorro buona parte del mio tempo. Leggo molte ore al giorno, progetto nuovi romanzi e sogno. Chiacchiero a lungo con le amiche e rimando all’infinito i nostri appuntamenti. Affronto le difficoltà sperando in un lieto fine. Lavoro con grande determinazione e impegno, perché credo che il futuro si possa costruire. In realtà un’esistenza abbastanza comune a molte donne. 

 Quando ha un’idea per una storia, appunta delle cosa a mano da qualche parte o si mette subito al computer?

Scrivo tutto su un quaderno. Ho dei taccuini speciali che realizza un’artista sarda che si chiama Paola Cassano. Io li chiamo i quaderni delle Sognatrici. La scrittura a mano mi permette di riflettere e di mettere insieme le idee. 

Ha già scritto in poco tempo quattro romanzi, che sono stati tradotti in molte lingue, e che l’hanno fatta viaggiare in Europa e ha incontrato tanti lettori e lettrici, che cosa le danno questi incontri? E ce n’è uno in particolare che si ricorda?

Li ricordo tutti, uno per uno. Sono la realizzazione di un sogno che è in divenire. A Colonia una signora mi ha sussurrato al momento dell’autografo che aveva conosciuto la sua sorella gemella quando aveva sessant’anni. Il giardino dei fiori segreti le aveva fatto ricordare quell’intensa emozione. In autunno a Monaco ho conosciuto due scrittrici straordinarie e famose, Lucinda Riley e Susan Elizabeth Phillips. Avevo con me i loro libri che mi hanno autografato un po’ stupite e ho vissuto l’emozione da lettrice. Tuttavia ero anche una loro collega che accoglieva i lettori e parlava al pubblico. È stata un’esperienza unica su come la vita possa riservarti grandi sorprese. 

Chi legge per primo la bozza dei suoi lavori? 

Dipende dal libro e dal momento.

 A quale delle sue protagoniste si sente più legata? e a quale assomiglia di più?

Clarice Von Harmell, la protagonista del passato de La rilegatrice di storie perdute è il mio mito, la donna che vorrei essere, quella che mi da più speranze per un mondo pieno di luce e di bellezza. Ma io credo di somigliare a Elena Rossini de Il sentiero dei profumi. Sono fondamentalmente una sognatrice e una romantica.

 Nel suo ultimo romanzo, “La rilegatrice di storie perdute”, c’è la cura del restauro, la conservazione, il profumo del mare, tutte cose che al giorno d’oggi, sembrano dimenticate…come tramandare le tradizioni nella modernità?

La nostra parte migliore è l’umanità che ci consente di provare emozioni e ci guida in sentieri pieni di fascino. Non rinunceremo mai ai sentimenti, sarebbe impossibile perché l’amore è un bisogno primario dell’uomo. Così tutto ciò che ci piace, ci indica la strada della conoscenza. La tradizione è il nostro passato. Conoscerlo ci consente di appropriarci degli strumenti giusti per affrontare il futuro con consapevolezza. Per tramandare la tradizione è sufficiente raccontarla. Il resto lo farà la curiosità insita in ogni essere umano.

Ha già qualche idea per il suo prossimo lavoro?

Sto lavorando a un nuovo romanzo, una storia forte, avventurosa, con una tematica particolare che spero piacerà ai miei lettori.

Info

www.garzanti.it/autori/cristina-caboni/

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