Intervista con Nicola Bellucci e Davide Longo: Il mangiatore di pietre Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Venerdì 12 Aprile 2019 07:25

LongoBellucciIl mangiatore di pietre, è il primo film del regista Nicola Bellucci, che apporta al grande schermo dopo una  lunga carriera da documentarista. La sceneggiatura è tratta dal libro di Davide Longo. Ambientato ai piedi delle alpi piemontesi, la sensazione di freddo si sente davvero durante la visione del film, i paesaggi sono aspri, desolati, solitari immersi in un silenzio che racchiude tanti segreti.

(Nella foto a sinistra Nicola Bellucci, regista e Davide Longo, scrittore.)

Ci sono tanti rapporti e storie che si intrecciano, ma la figura di Cesare,  interpretato da Luigi Lo Cascio, domina tutto lo svolgimento della pellicola, vedovo ed ex contrabbandiere  e passeur di clandestini, trova il corpo del figlioccio Fausto assassinato, e cosi inizia da solo ad indagare sulla morte del giovane insieme alla commissario di polizia Sonja Di Meo. Sergio è un giovane montanaro che vuole fuggire da quelle montagne che lui vive come una prigione, e cosi chiede aiuto a Cesare…cosi tra camminate nella neve e nel ghiaccio, e creste innevate da superare tutti cercheranno la verità e una via da seguire, tra colpi di scena e nemici inaspettati.

Il film, è arrivato nella sale svizzere, in lingua italiana sottotitoli in tedesco a Zurigo al cinema Kosmos, dove alla premiere ha partecipato il regista Nicola Bellucci e l’autore del libro Davide Longo, cosi il “Mangiatore di pietre”, dalle pagine di un libro è diventato immagini, suoni, paesaggi innevati, piedi che affondano nella neve e dalle parole dei due autori, che mi hanno rilasciato questa gentile intervista cerchiamo di capire come un regista lavora con un autore e come le parole per magia prendono forma e via via si imprigionano nella pellicola….

Inizio con una domanda un pò provocatoria è più bello il film o il libro?

N.B. Una domanda difficile perché il cinema lavora con immagini, suoni,  con i corpi, e tanto altro, mentre la scrittura con le parole. Io dico che è più bello il libro.

D.L. Io dico che è più bello il film. Con il film ho avuto la possibilità di rielaborare il libro e la storia , per me è stata un’esperienza ed un confronto con me stesso molto interessante.

C’è qualcosa che tu Nicola cambieresti del film e tu Davide del libro?

N.B. Il film è ancora troppo recente per pensare ad una sua modifica o rivisitazione, io non sono ancora cambiato cosi tanto in cosi poco tempo, quindi per ora dico di no.

D.L. Io ho scritto il libro quasi 15 anni fa, quindi io dico che cambierei qualcosa, non come sintassi o di tecnica, ma di contenuti…è una questione di baricentro, quando passano alcuni anni della tua vita, il baricentro si sposta, cambiano prospettive, punti di vista…. io nel frattempo sono cambiato e quindi i personaggi potrebbero subire delle modifiche. Nel film ho accetto il suggerimenti di Nicola di  lasciare, per esempio la storia d’amore tra Cesare e la Commissaria, nel film  infatti ,non si concretizza rimane sospesa la tensione emotiva tra i due, mentre nel libro 15 anni fa la loro passione si consumava quasi subito. Di solito non rileggo mai i libri che ho scritto, il film mi ha dato anche questa possibilità in più. La rilettura di da la possibilità di spostare le luci in una stanza, magari tenendo i mobili nello stesso posto. 

Come è stato per Voi lavorare insieme?

N.B. Divertente e molto istruttivo, ci siamo sostenuti a vicenda. 

D.L.  Istruttivo,  e faticoso perché abbiamo lavorato con scadenze molto strette, un confronto molto interessante dove io riscoperto un mondo, quello del cinema che avevo un pò dimenticato dopo i miei studi. 

Quali sono state le difficoltà tecniche maggiori, quando hai girato il film?

N.B. Sicuramente il clima rigido non ha aiutato gli attori, e la regia, e poi i tempi di ripresa erano molto stretti quindi a volte si aveva la pressione del “buona la prima “ perché non potevamo permetterci di perdere troppo tempo per  girare troppe volte una  scena visto che poi sarebbe cambiato il tempo e il passaggio di conseguenza. Gli attori dovevano lavorare con concentrazione e precisione. Dal punto di vista logistico anche spostarsi era molto complicato, e questo ci accorciava i tempi di lavorazione. Il film l’abbiamo girato in 28 giorni, il montaggio invece ci ha impegnati circa 4 mesi. 

Avete usato contro figure per certe scene?

N.B. No nessuna.

Come ci si prepara fisicamente per affrontare un lavoro di questo tipo?

Lo Cascio ha un fisico molto forte, molto allenato, anche grazie ai  tanti anni di teatro. Poi prima di girare camminate su sentieri innevati, gli attori si preparavano prima i passi, non lasciavamo quasi nulla al caso. 

Nel film, come nel libro, il tema dell’immigrazione è appena accennato, o meglio si da per scontato il passaggio di persone nella valle, verso un futuro incerto. Di recente i migranti, sono tema di discussione a livello europeo, avrete trattato il tema in modo diverso se il film fosse uscito magari verso Natale di quest’anno?

N.B No, direi di no, perché questo non era il tema del film, era secondario. E’ la storia di un uomo, Cesare, delle forze che si muovono verso di lui, di Sergio, un ragazzo giovane che si sente imprigionato dentro la valle e che vuole andare via…Per Cesare il migrante c’è già da prima, la realtà va incontro al film e al romanzo. A me importa come i protagonisti si comportano con i migranti, Ettore, Sergio e Cesare,  hanno delle problematiche morali che sono centrali nei loro personaggi, che poi fanno svolgere il film. 

Negli ultimi anni ogni città, quasi, offre un Film Festival non è che la grande offerta disorienta il pubblico e penalizza la qualità del cinema?

N.B. Il Film Festival di Cannes ha un mercato grande, mondiale, è una passerella importante. Venezia, Berlino, Locarno, forse aiutano nelle uscite cinematografiche…sotto certi aspetti credo che i festival danneggino i film, perché i pochi esperti si disperdono tra le varie città, credo ci siamo un impoverimento culturale del film festival in generale, e questo va contro il lavoro che faccio. Rimpiango i tempi in cui si andava al cinema, per vedere un film, adesso ci si va per altre ragioni.

Qual’è l’ultimo libro e film da voi letto e visto?

N.B. Io ho letto l’ultimo libro di Davide Longo, che uscirà in tedesco a Natale, “Cosi giocano le bestie giovani”, e l’ultimo film La casa di Jack di Lars von Trier. 

D.L. Ultimamente vado poco al cinema, visto che ho una bambina piccola ma l’ultimo di C. Eastwood non me lo sono perso, e libri devo dire che leggo un pò di tutto. 

Titolo IL MANGIATORE DI PIETRE

Regia di: Nicola Bellucci

Cast: Luigi Lo Cascio, Ursina Lardi, Bruno Todeschini, Vincenzo Crea, Lidiya Liberman, Antonio Zavatteri, Leonardo Nigro, Paolo Graziosi, Emiliano Audisio, Elena Radonicich, Peppe Servillo

Sceneggiatura: Hans W. Geissendörfer, Marco Colli, Nicola Bellucci, Davide Longo, dal suo romanzo omonimo

Fotografia:Simon Guy Fässler

Montaggio:Roberto Missiroli

Scenografia:Sara B. Weingart

Costumi:Nicoletta Taranta

Musica:Teho Teardo

Produttore:Pascal Traechslin, Enzo Porcelli

Produzione: Cineworx, Achab Film, Rai Cinema, con il contributo del MiBAC, RSI Radiotelevisione Svizzera, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte

distribuzione:Cineworx [Svizzera]

Premi e festival: Solothurn Film Festival 2019. Panorama Torino Film Festival 2018. Film Commission Torino Piemonte Zurich Film Festival 2018: Special Screenings