Intervista con Patrick Mancini : #promessisposi. Stavolta tocca a te Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Mercoledì 27 Novembre 2019 12:19

giadapatrickPatrick Mancini è giornalista e scrittore, originario di Lugano, ma cresciuto a Cugnasco-Gerra, il giovane ticinese con i suoi scritti, rende sempre omaggio agli scenari che  l’hanno visto crescere. Il suo primo romanzo, pubblicato nel 2015, @cuorebuiorrore, ha ottenuto un buon successo di critica, ora però con il suo secondo lavoro, #promessisposi. Stavolta tocca a te, il Mancini maturato nella scrittura e nell’esperienza, ci porta in un noir romantico, pronto a sconvolgere i lettori, con colpi di scena e cambi improvvisi.  Nella foto a sinistra, Patrick Mancini con l'artista Giada Bianchi, illustratrice della copertina del libro. 

I protagonisti Alessandro ed Elisa, sono due giovani di oggi, alle prese con la frenesia e le nevrosi moderne, lavorative e sociali, fidanzati, conviventi….convoleranno a giuste nozze? dovrete leggere il libro per scoprirlo.

In questa intervista, Patrick ci racconta il suo lavoro e chissà magari svelerà qualcosa che non abbiamo colto tra le righe : 


copertinalibroQuanto hai impiegato a scrivere il tuo libro e dove hai tratto maggiormente ispirazione?

Quattro mesi, tra un ritaglio di tempo e l'altro. Io l'ispirazione la cerco in mezzo alla natura, sul Passo del San Gottardo che è il luogo in cui ogni anno, a ottobre, mi ritiro per qualche giorno senza cellulare. Ma poi le idee mi vengono così. Guardo la gente, la osservo minuziosamente, e mi chiedo sempre chissà quali segreti si nascondono dietro a una persona. 

 Che parallelismo c’è tra il protagonista del libro Alessandro Walker e te?

Lui è tutto quello che io non vorrei essere. Un tipo attaccato alla carriera, un ebete servizievole, uno che è talmente concentrato su sé stesso che nemmeno si accorge di cosa accade attorno. 

 La copertina del tuo libro è stata illustrata dall’artista Giada Bianchi, come è nata la vostra collaborazione? 

Giada la conosco da anni. È una cara persona, piena di risorse. Ed è un'ottima grafica, oltre che una bravissima artista. Ma l'elemento che mi ha fatto scegliere lei è quella buona dose di pazzia che abbiamo in comune. Sì, Giada era la persona giusta per questa copertina.

 Hai dato un titolo che riporta sempre al Manzoni, dando però un tocco di contemporaneità mettendo una #davanti al promessi sposi…mi spieghi la scelta di un titolo che come prima cosa ai lettori fa pensare ad un romanzo che con il tuo non ha nulla a che fare?

Manzoni non c'entra niente. Zero. Mi sono solo chiesto: cosa fa oggi uno come Alessandro Walker, sciocco e carrierista, prima del suo matrimonio? Risposta: scrive cavolate sui social. Con hashtag e quant'altro, banalizzando sostanzialmente la vita reale e dando in pasto al mondo la propria intimità.

 Alessandro ed Elisa sono due giovani che vivono una realtà che vivono tanti giovani innamorati….con tanti cliché tipici della vita provinciale contemporanea, se si fossero incontrati qualche secolo prima non sarebbe stato più facile per loro?

Una cosa è certa. Le nuove tecnologie hanno esasperato le nostre vite. Oggi è tutto più veloce. Più frenetico. Siamo nell'era della performance. Uno arriva a casa e a volte non ha neanche voglia di guardare il partner. Forse la tua domanda non è così fuori luogo. 

 Nel tuo romanzo ci sono dei colpi di scena che non ci si aspetta, spiazzano e sono un pugno nello stomaco per i lettori che non si trovano mai davanti ad un racconto lineare, a chi ti sei ispirato per una narrazione di questo tipo?

A nessuno in particolare. Sono cose che mi vengono così. Ho sempre avuto una fantasia esagerata. Una cosa forse mi ha aiutato: quattro anni fa, quando ho pubblicato il mio primo romanzo, @cuorebuiorrore, sempre edito da Fontana, ero arrivato al punto di leggere pochissimo. Solo fumetti. Per pigrizia. Una vergogna per uno cresciuto a pane e libri come me. Quel romanzo mi ha riacceso la voglia di leggere. Ora leggo una quindicina di libri all'anno. E mi sento più in pace con me stesso.  

 Quali sono i tuoi autori preferiti?

Il ginevrino Joel Dicker è un mago. È riuscito a farmi leggere d'un fiato i suoi mattoni. È bravissimo. Vorrei citare anche il ticinese Plinio Martini, troppo a lungo snobbato. Sono contento che oggi lo si studi nelle scuole. 

 Che libro hai sul comodino attualmente?

No Exit, di Taylor Adams. 

 Quanto tempo dedichi alla scrittura giornalmente? 

Ci lavoro con la scrittura, faccio il giornalista. Quindi tanto, per forza. 

 E che cosa pensi delle scuole di scrittura che adesso vanno tanto di moda?

Non penso niente. Uno o ce l'ha o non ce l'ha il fuoco sacro. Io non so se ce l'ho. Ma le mode non le seguo. 

 Scrittori si nasce o si diventa?

Ma sai che io non mi sento uno scrittore? Mi sento uno che ha scritto dei romanzi che piacciono. Ma la parola scrittore non la sento mia. Odio le etichette proprio, di base. 

 Stai presentato il tuo libro in varie librerie, che cosa ti da l’incontro con il pubblico?

È una sfida perché di base io sono timido. Anche se non sembra. Perô è bello constatare che la gente ha ancora voglia di leggere, di capire, di approfondire. Ricevo tanto affetto e calore umano durante questi incontri. E mi sono accorto che le librerie sono ancora luoghi di incontro importanti. 

 Da grande che cosa farai ? giornalista o scrittore?

Farò il Patrick Mancini. 

 Alessandro è un disilluso dell’amore alla fine… Tu invece?

Io credo nell'amore universale e incondizionato. Che può essere quello per un partner, ma anche per una persona cara. Amiamo troppo poco. Siamo sempre proiettati in avanti, pieni di paure. Con l'amore, concetto in cui includo anche il semplice rispetto per un conoscente, certe schifezze non accadrebbero. 


Nella foto sopra a destra, la copertina del libro. 


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