Intervista con Sergio Funari : Covid - hero Monument Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Lunedì 29 Giugno 2020 08:30

sergiosquareSergio Funari è un’artista che a New York ha fatto parlare di sé  per aver portato in giro suo tetto del suo pick - up, dopo l’attacco alle Torri Gemelle la sua scultura in terracotta  “Lunch a top a skyscraper” isipirato all’iconica foto di Charles C. Ebbets,  dove ha ritratto undici operai edili durante la pausa pranzo, sospesi nel vuoto di un grattacielo, il  Rockfeller Center che era in costruzione. Funari definisce eroi gli operi che hanno lavorato per la ricostruzione, dell’America dopo quella ferita ed è sempre alla ricerca di personaggi semplici che fanno la differenza nel momento cruciale.

 Partito da Caltagirone, Sicilia, vent’anni fa, l’eclettico scultore, è tornato a far parlare di se grazie al suo Covid - hero Momuent, una scultura itinerante, che raffigura un medico che alza le mani al cielo, genuflesso. Il Corona Virus, ha colpito e tutt’ora, duramente gli Stati Uniti, mettendo in risalto anche un sistema sanitario fragile e dalle mille falle, ecco che con una scultura, un’artista, ci fa soffermare su chi sono i veri eroi di questa pandemia. 

Raggiunto telefonicamente, dall’altra parte del mondo Funari, si racconta,  un cittadino del mondo, che ha lasciato l’Italia, per trovare la sua identità di artista nella terra promessa che ha dato tante possibilità a persone che nella propria patria non riesce ad emergere, l’America come terra promessa, con annessi e connessi, dove realizzare i sogni è possibile ma solo con duro lavoro e ricerca.


Intervista :

covidLa tua opera rappresenta un medico di colore, genuflesso con le mani rivolte al cielo. Perché hai scelto un viso di colore e perché l’hai istallata a Time Square poggiandolo su un cuore rosso?

Il cuore è per ringraziare il grande lavoro  di tutti i  giorni  di chi lavora con i malati, e nel periodo di grande contagio a N.Y.  e non solo penso in tutto il mondo, i medici ed infermieri hanno fatto più di quello che noi persone comuni possiamo pensare. In ginocchio e con le mani verso il cielo, perché mi ricordavo esattemene  le parole che giravano qui a N.Y ai tempi dell’attentato alle Torri Gemelle, nel 2001, “ ci hanno messo in ginocchio…” ecco quella frase e la paura del nemico invisibile che potesse dall’oggi al domani sterminarci tutti mi è rimasta dentro, nel profondo, e con il Covid, tanti fantasmi del passato sono tornati.  Le mani verso il cielo, perché io da  credente spero in qualche cosa  di grande e divino sopra di noi, faccia la sua parte….

Il viso è di colore, per una scelta artistica non politica, essendo il medico vestito con una tuta sterile bianca, non potevo certo mettere anche un viso pallido, mi piaceva il contrasto cromatico, tutto qui. 

E Time Square perché?

E’ una piazza dove succede sempre tutto, frenetica, importante, ecco perché per la mia performance ho scelto quel posto e di farlo di notte, meno traffico ma più gente attenta in giro. Ho tolto la mia opera dalla frenesia del giorno.

Quanto  ci hai messo per realizzarla ?

Devo dire poco. La testa, della scultura  l’avevo già a casa, e per mesi non ho trovato mai il modo giusto di utilizzarla, poi nel periodo di lock down, anche se qui a New York, non è stato cosi restrittivo, come in Europa per esempio, ho realizzato il mio Covid - hero Monument, da quando ho avuto l’ispirazione poi è stato facile mettere insieme i vari materiali e fare.  E’ una scultura itinerante dove la porterai?

Spero di istallare la mia opere in più piazze possibili qui in America. Poi sto già pensando magari all’Europa o all’Italia …

Sempre la stessa ?

No, magari una donna, sempre un medico o un’infermiera…ma non voglio svelare troppo . 

Quando hai realizzato Covid- hero hai messo tutto il lavoro di realizzazione in un video, che ha avuto tantissime visualizzazioni, dove si vede prendere vita la tua opera, e dove a tratti ti racconti come uomo e come artista, con una colonna sonora unica…

Si, il tutto e’ stato  accompagnato dalla bellissima musica e voce  di Caterina Mazzei una giovane siciliana che ha composto la colonna sonora da Caltagirone, Sicilia, nel periodo di lock down, che con solo voce e chitarra ha reso le immagini uniche….l’idea del video era per spiegare e far capire alla gente come nasce un’opera d’arte, e scoprire un talento musicale come quello di Caterina, fa capire che l’arte è ovunque, basta tirarla fuori, e che gli artisti hanno sempre voglia di far arte, Corona Virus o no…..

Come è cambiata la tua arte nel in questo periodo rispetto a prima?

Diciamo che prima c’era più voglia di stare insieme, di fare gruppo. Adesso anche gli artisti hanno paura e ci siamo un po’ tutti ritirati ognuno nel proprio spazio creativo. Ho avuto un momento di non creatività, ero bloccato, mentre nel periodo delle Torri Gemelle la paura mi ha spinto a creare di più, ero dell’idea che se dovevo morire, era meglio saltare in aria con le mie sculture, ecco che da li nasce la faraonica Lunchtime on a Skyscraper , una scultura a grandezza natura che raffigurava gli operai sospesi in una trave di un grattacielo in pausa pranzo, un omaggio ad altri eroi, quelli della ricostruzione, ecco perché con il mio pick - up li ho portati poi tra le macerie di ground zero. 

Adesso dopo Covid- hero, sono partite tante altre idee e altri progetti, che hanno anche bisogno di sponsor.

E’ un periodo pero’ di poca chiarezza e dove ancora non ci sono previsioni certe ad un ritorno di normalità…

Vero, ma gli artisti hanno bisogno di viaggiare, di andare oltre. A me manca viaggiare in questo periodo, poi un ritorno alla normalità sicuramente non so che significhi, noi artisti viviamo sempre in una dimensione speciale. 

Il covid ha portato una grande crisi nel settore dell’arte, come si fa a resistere nel mercato ?

L’arte è un business, inutile negarlo,  prima del Covid era più facile incontrarsi, quindi facilità di contatti, di scambi,  adesso è andato tutto on line e si perde molto nel non contatto,  io mi sono adattato realizzando tante sculture diverse, in misure e materiali e mettendomi nel mondo virtuale a tutto tondo, poi naturalmente il duro lavoro e la ricerca di stare sempre a contatto con la realtà e prendere il positivo anche da un momento così negativo. 

Hai anche un progetto importante, realizzare la piscina più grande del mondo e decorala con le tue ceramiche…

Si ne ho già decorata qualcuna, ma io vorrei adesso realizzare qualcosa di veramente faraonico, e  per rimanere legato al mio territorio Caltagirone da dove sono partito, usare la ceramica per dipingerla. Devo solo trovare un posto adatto, mi piacerebbe la Florida dove la mia opera si può usare tutto l’ anno, sarà un bagno nell’arte, un’immersione dei sensi, non solo un luogo dove fare il bagno. 

E’ da tanti anni che sei a N.Y come vivi la tua italianità?

Io sono italiano e da li non scappo. Non frequento gli ambienti italiani istituzionali , vivo in una città che per un’artista è magica a livello di impulsi, contatti, sviluppi, trovo che per un artista lavorare a N.Y. sia una grande opportunità  e non non mai rimpianto la Sicilia, dove torno volentieri per brevi periodi, italiani si rimane dentro, poi un’artista è un cittadino del mondo, del momento storico che vive e dell’arte che crea. 

Contatti : www.sergiofunari.com


Nella foto a sinistra:  Sergio Funari con la sua opera “Lunch a top a skyscraper”, nella foto a destra l'artista con il Covid- hero Monument.