Intervista con Raniero Della Peruta Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Mercoledì 22 Gennaio 2014 11:53

matu“I Beccafichi”, un gruppo teatrale formato all’inizio da soli studenti universitari di Zurigo, negli anni ha saputo bene portare sul palcoscenico, la cultura e l’amore per la lingua italiana. Il palco, non è altro che piattaforma, dove far esibire sogni, paure, emozioni, vita, morte, e il tutto attraverso le opere di grandi scrittori come Goldoni, Dario Fo, Stefano Benni…in occasione del loro prossimo spettacolo che si terrà nel mese di maggio, “M” di Woody Allen, ho incontrato un attore del cast, Raniero Della Peruta: Nella foto a sinistra R. Della Peruta, nel mezzo,  durante un'esibizione.

 

 i beccafichi 001Ci parli del gruppo I Beccafichi? Quanti siete?

Il gruppo dei Beccafichi è nato all'Università di Zurigo nel 1984. Ogni anno il gruppo prepara uno spettacolo che va in scena in primavera al teatro dell'Università. Sono state allestite opere di Goldoni, De Filippo, Fo, Baricco e molti altri. Negli ultimi anni siamo cresciuti molto, e adesso siamo in quattordici attori. Lo spettacolo della scorsa stagione, "Il bar sotto il mare" tratto dal libro di Stefano Benni, è stato un successo e ci siamo esibiti in diversi teatri. Abbiamo perfino fatto una piccola tournée in Ticino! Oltre all’annuale produzione teatrale, occasionalmente i Beccafichi propongono workshop di recitazione aperti a tutti. 

Da dove avete preso il nome?

La storia di com’è stato scelto il nome mi è stata raccontata da uno dei fondatori, Flavia Kippele, ed è divertente. Erano le prove per il primissimo pezzo del gruppo: "Le avventure della villeggiatura" di Carlo Goldoni. Mancavano poche settimane alla prima, e ancora mancava un nome per la compagnia! Dopo aver scartato nomi super noiosi (tipo "GTI": gruppo teatrale italiano) e super assurdi (tipo "splash"), qualcuno ha lanciato la proposta di prendere il nome "beccafichi", che nel pezzo era in una bella scena che descrive una cena molto lussuosa. Nel menù della cena c'erano tra l'altro "beccafichi sontuosi". Tutti erano di colpo entusiasti e d'accordo. Poco importa che nessuno sapesse di che cosa si trattasse! Poi hanno indagato (a quei tempi, nel 1984, non c'era ancora internet) e hanno scoperto che i beccafichi sono degli uccellini che si nutrono, tra l'altro, di fichi - da cui deriva il nome. 

Che impegno richiede? Chi cura la regia? la scenografia, i costumi?

i beccafichi 083L'impegno è tanto. Le prove si svolgono da settembre ad aprile, ogni mercoledì sera e un intero fine settimana al mese. La regia è affidata a un regista e attore professionista, Andrea Noce Noseda, un bravissimo regista che ci segue ormai da quattro anni e che si occupa anche della musica e delle luci. Insieme a lui decidiamo la scenografia, che poi realizziamo noi stessi, e i costumi, che dobbiamo procurarci cercando nei negozi e nei vecchi bauli della nonna. La ricerca dei costumi è una delle parti più divertenti! Inoltre dobbiamo pensare a tutto noi per l'organizzazione: volantini, ricerca di sponsor, contabilità e così via. 

Come scegliete i testi da proporre al pubblico? Perché recitare in lingua italiana, è importante a Zurigo? 

La scelta dei testi non è facile. Innanzitutto bisogna tener conto del fatto che siamo tanti. Essendo una compagnia amatoriale, vogliamo dare spazio a tutti. Poi dev'essere un pezzo che possa piacere a un pubblico variegato. E, cosa forse più importante, che piaccia a noi. In fondo facciamo teatro innanzitutto per divertirci! E speriamo così di divertire il pubblico. A Zurigo c'è una vasta comunità di ticinesi e italiani, che vivono qui per studio o per lavoro, e che apprezzano molto la possibilità di assistere a spettacoli nella loro lingua madre. Inoltre non dimentichiamo che la Svizzera è un paese multilingue, e lo scambio culturale tra aree linguistiche diverse è fondamentale per mantenere un senso di coesione. 

Parliamo dello spettacolo di maggio, ci puoi dare qualche anticipazione?

capitanoQuest'anno abbiamo scelto un pezzo di Woody Allen. E' un'opera che sta tra la commedia e la tragedia... d'altra parte la verve tragicomica di Allen lo ha reso famoso e apprezzatissimo in tutto il mondo. Il pezzo è intriso di ironia e comicità, ma è anche capace di creare una suspence che terrà il pubblico col fiato sospeso! E' ambientato in una grande città, di notte, dove un pericolo si aggira per le strade male illuminate... Il protagonista dovrà, suo malgrado, aiutare i cittadini a risolvere il mistero. Lo spettacolo si chiama semplicemente "M" e andrà in scena dall'8 all'11 maggio e dal 22 al 25 maggio 2014 al teatro del campus universitario di Irchel. 

Altri progetti futuri? Dove vi piacerebbe esibirvi?

Ci piacerebbe ripetere l'esperienza della tournée in Ticino fatta lo scorso anno. Inoltre parteciperemo anche quest'anno all'iniziativa "Zurigo in Italiano", che per tutto il mese di novembre propone a Zurigo moltissimi eventi in lingua italiana. Speriamo che qualche associazione ci chiami per esibirci in un'occasione speciale, com’è successo negli scorsi anni col Gruppo alpinistico italiano di Winterthur e con l'associazione culturale S. Pertini di Dietikon. Ovviamente ci piacerebbe esibirci in un grande teatro di Zurigo o di altre città svizzere. Speriamo che questo sogno si possa avverare! 

 Ricordiamo il vostro sito, in modo che i lettori vi possano raggiungere?

Il nostro sito è www.ibeccafichi.ch. Siamo anche su facebook: basta cercare I Beccafichi.

 

Nelle foto a destra I Beccafichi in scena.