Intervista con Vito Mancuso Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Venerdì 07 Novembre 2014 11:17

mancuso1Verso una filosofia dell’amore

Vito Mancuso, è teologo italiano, docente dal 2013, di "Storia delle Dottrine Teologiche" presso l Univerista' di Padova ed è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011. Dopo il liceo classico statale a Desio (Milano), ha iniziato lo studio della teologia nel Seminario arcivescovile di Milano, dove al termine del quinquennio ha conseguito il Baccellierato, primo grado accademico in teologia, ed è stato ordinato sacerdote dal cardinale Carlo Maria Martini all’età di ventitré anni e sei mesi.

Adistanza di un anno ha chiesto di essere dispensato dalla vita sacerdotale e di dedicarsi solo allo studio della teologia. Dietro indicazione del cardinal Martini ha vissuto due anni a Napoli presso il teologo Bruno Forte (attuale arcivescovo di Chieti e Presidente della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede della Cei), sotto la cui direzione ha conseguito il secondo grado accademico, la Licenza, presso la Facoltà Teologica “San Tommaso d’Aquino”. Ha proseguito lo studio della teologia, arrivando al Dottorato, con una tesi dal titolo La salvezza della storia. La filosofia di Hegel come teologia, primo relatore Piero Coda (attuale Presidente dell’Associazione Teologica Italiana). La tesi è stata in seguito pubblicata da Piemme col titolo Hegel teologo e l’imperdonabile assenza del Principe di questo mondo. Conseguito il titolo a pieni voti, fin dall’inizio, i suoi scritti hanno destato notevole attenzione da parte del pubblico, in particolare L’anima e il suo destino (Raffaello Cortina, 2007),Io e Dio Una guida dei perplessi (Garzanti, 2011), Il principio passione La forza che ci spinge ad amare (Garzanti 2013), tre best-seller da oltre centomila copie con traduzioni in altre lingue e una poderosa rassegna stampa, radiofonica e televisiva. Il suo pensiero è oggetto di discussioni e polemiche per le posizioni non sempre allineate con le gerarchie ecclesiastiche, sia in campo etico sia in campo strettamente dogmatico. Dal 2009 è editorialista del quotidiano “la Repubblica”. Il suo ultimo libro è "Io Amo. Piccola filosofia dell'amore" (Garzanti Editore, settembre 2014). Ospite dell’Asri a Zurigo, il Professor Mancuso partirà proprio dal suo ultimo lavoro, per introdurre il pubblico, in una filosofia dell’amore, i temi che verranno trattati sono stati gentilmente anticipati in questa intervista:

Professore ci può anticipare il tema della conferenza di Zurigo?

Largomento sarà vero la filosofia dell’amore. Posso anticipare, che questo costituisce il cuore del mio pensiero, perché quando noi parliamo della filosofia dell’amore, possiamo intendere l’espressione sia nel senso del genitivo soggettivo, sia nel senso del genitivo oggettivo. Il primo vuol dire che è l‘amore, il soggetto, che porta a filosofare che porta a teologare, che porta ad esprimere una visione del mondo. Genitivo oggettivo vuol dire l’amore è l’oggetto, che è sotto il microscopio della mente e che appunto ne apporta il pensiero. Il mio pensiero è sempre stato una filosofia dell’amore in senso soggettivo, inteso non solo come sentimento, anche, ma non solo, amore inteso come respiro complessivo del mondo, dell’essere, meta ideale cui arrivare, tendere. Quest’amore inteso così è sempre stato l’orizzonte del mio lavoro, fin dalla mia tesi di dottorato fino a quindici libri che ho pubblicato. Nel mio ultimo libro, ho voluto non solo essere mosso interiormente dall’amore, l’amore è il soggetto che mi porta a filosofare ma farne anche l’oggetto del mio pensiero. Ho posto, alla questione dell’amore tre domande, cui il mio libro tenta di rispondere:

  1. Che cos’è l’amore? L’amore, è una forza cosmica.

  2. Come viverlo? Alla luce del principio del primato della coscienza responsabile.

  3. Qual è il suo messaggio? Il messaggio che la filosofia dell’amore ci consegna, lo possiamo esprimere mediante la celebre espressione di Goethe, con cui chiude il Faust, “ L’eterno femminile” . inteso propria come eterna forza, aggregativa, e al tempo stesso oscura, che consente al caos originario di produrre vita, intelligenza, libertà. Se noi ci siamo, è perché esiste questa forza che opera nel profondo dell’essere, e che ha portato l’unione della materia del caos e questa forza di aggregazione che attraversa tutti i fenomeni, si chiama amore. La forza che poi porta un’esplicitazione di tipo etico, se io sono questa cosa, se tutti i viventi sono frutto di questo eterno femminile, è evidente che la vita più lo riproduce, fuori e dentro di se, più è capace di produrre armonia, più la vita è felice, questa è l’indicazione di come viverlo.

    L’amore da dove nasce?

    È una forza cosmica. Da intendersi come quella dinamica, che attraversa l‘essere e che porta gli atomi ad aggregarsi alle molecole. L’amore nasce dalla tensione che attraversa tutte le cose naturalmente quando si produce nell’umano, si ha una forza, un’esplosione, un big bang, parlo dell’innamoramento, come una forza aggregativa che concerne il nostro essere corpo, il nostro essere psiche, il nostro essere spirito, il nostro essere libertà

     

    Amare rende forti o indebolisce?

    Entrambe le cose in prima battuta l’innamoramento è un depotenziamento, un indebolimento dell’esistenza, e non a caso la sapienza degli antichi, ci consegna l’immagine della freccia, quella di Cupido, che non è altro che una ferita, un indebolimento. Non ci sono dubbi, in ogni momento d’innamoramento c’è un indebolimento.

    Se tutto questo però è corrisposto, produce una forza e un’energia, un’euforia, una gioia di esistere che è la più forte, che un essere umano posso concepire e che possa avere. Che cosa avviene sostanzialmente? Il baricentro di noi stessi, quando si ama, esce da noi, c’è un indebolimento ma se questo riesce a congiungersi ad un altro baricentro di un altro che esce da se, e riesce ad unirsi, la forza viene raddoppiata. Noi ci basiamo sulla forza dell’altro che si unisce alla nostra e che ci ritorna rafforzata, e questo è un grande momento di forza. Una persona che vive stabilmente nell’amore ha una sorta di un rifugio stabile, antiatomico, che lo protegge dalle tempeste della vita. Ma tutto questo deve sempre essere coltivato è un equilibrio fragile, va protetto, non c’è niente nel mondo che sia definito ed infinito quindi va continuamente, rinnovato alla luce dell’amore. La fragilità incombe sempre, sulla dimensione dell’amore, l’amore quando si compie è la forza più potente che c’è, è sicuramente l’amore che una madre ha per i figli, l’amore materno è il più radicale e non si conosce niente di cosi stabile, resistente, una forza immensa.

 

Esiste un modello di amore assoluto?

Esistono diverse forma di amore. Dipende dall’oggetto cui è rivolto l’amore …

 

Tendere a un modello assoluto quando si ama, a prescindere dall’oggetto riferimento, è un errore?

Faccio fatica a pensare a un amore assoluto senza oggetto. Secondo la relazione con quest’oggetto, si danno determinati modelli. Io non riesco a parlarne astrattamente, la cosa più semplice per un teologo sarebbe di pensare a Gesù, e dire che è il modello di amore assoluto, ma lo è per quanto concerne il suo ambito e per quanto concerne la volontà dedizione di se stesso per la sua causa, per il Padre, all’interno di questi ambiti è un modello di amori assoluti relativi a temi specifici, all’amore per Dio, all’amore per gli altri. Bisogna contestualizzare le parole e renderle aderenti alla realtà, ci sono tanti tipi di amore…ma per parlare di amore bisogna essere concreti, per non farlo poi in maniera astratta e decontestualizzata.

 

Nei tempi moderni però l’amore è visto come qualcosa di astratto, di raggiungibile e sotto questo nome si giustificano azioni che con l’amore hanno poco a che fare…

Verissimo, ogni sessantacinque minuti una donna nel mondo viene uccisa per amore.

 

Con questo dato, non è sbagliato chiedersi se esiste davvero l’amore?

Infatti, primo ci si dovrebbe chiedere qual è l’oggetto del mio amore, e secondo come mi relaziono con questo oggetto…metto in gioco la mia psiche , il mio corpo, se metto in gioco anche il mio spirito che è la mia libertà non posso non volere che anche l’altro agisca e reagisca, e si muova in un regime di piena libertà. Se metto in gioco solo la psiche, a questo punto, avrò necessariamente un atteggiamento geloso, nei confronti del mio amore, possessivo, quindi l’amore maturo, non potrà nascere se non si mette in gioco la dimensione spirituale, e non significa essere necessariamente credente, ma significa proprio, mente umana che crede nella libertà. La libertà è la stessa cosa dell’

amore, esiste o non esiste? Ci sono persone per le quali la libertà’ non esiste perché non ci arrivano, la libertà è un possesso del cuore, della mente, della vita, uno ci arriva, e giunge a d essere libero quando compie azioni e non solo reazioni, quando uno arriva a fare creazioni ….Per alcuni nel senso vero , l’amore non esiste, è solo istinto, volontà di possesso, ultimamente anche psichismo immaturo ..

 

Ultimamente è patologia, deviazione…

Può essere, può arrivare anche a patologie, io ne parlo ne “Il lato oscuro dell’amore”, ma tutto questo non significa, che se ci sono queste tipologie, vuol dire in se, che l’amore non esiste…in tutta la storia, la letteratura, l’arte, la realtà la spiritualità…ci sono tanti esempi di amore maturo, fedele, pulito…

 

Il periodo storico e sociale che stiamo vivendo, aiuta o no ad andare verso questo tipo di sentimento?

C’è un paragrafo nel mio ultimo libro “L’amore nell’epoca del divertimento”, ed è l’ analisi del nostro tempo, come connotabile all’insegna del divertimento. Lo spirito ultimo dei nostri giorni, è il divertimento fine a se stesso, questo è quello che si respira. A partire dai messaggi dei film, dalla pubblicità, siamo nel tempo della fiction, della vacanza… si vive per andare in giro. La vacanza produce la mente vacante, tutto è vuoto e fuori dal momento presente.

 

Anche i sentimenti, sono cose che iniziano, si consumano, finiscono…

Esatto, il consumo e il principio del piacere dominano ogni aspetto della vita. I corpi e i sentimenti degli altri sono utilizzati, fine a se stessi, questo è quello che ci consegna il nostro tempo, ma altre epoche poi avevano gli eccessi opposti, dove il principio del piacere era schiacciato da quello del dovere. La cultura fatua nella quale siamo immersi, è poco capace, poco adatta, a creare quel clima di serietà esistenziale che è assolutamente necessario per il fiorire di un amore maturo.

 

Arrivando alla Chiesa dei nostri giorni, come la vede.

La Chiesa dovrebbe essere attenta a leggere i segni dei tempi. La Chiesa non è un’istituzione chiamata ad adeguarsi ai tempi, è chiamata ad adeguarsi agli uomini, deve capirli e raggiungerli in situazioni concrete e complicate, e poter poi presentare il messaggio dell’amore che o è concreto o non lo è.

Per quanto riguarda la morale sociale, la visione, della storia, della politica, la Chiesa, si è rinnovata nel Vaticano II ed effettivamente la morale cattolica oggi, riesce a parlare alle persone in modo adeguato ai tempi, e coinvolge la migliore energia delle persone e della coscienza…se trattiamo la morale sessuale, non ce’ nessuna apertura e confronto, ci sono solo una serie di no. La bioetica e la morale sessuale non intercettano la coscienza contemporanea, nemmeno quella dei cattolici. 

 

Mi commenta la figura di Papa Francesco?

Papa Francesco per me sta facendo delle cose notevoli. Piace molto, ha una capacità profetica, evangelica, ha capito che la chiesa deve passare da essere cattedra a essere ospedale da campo, che il clero deve passare dall’odore dell’incenso sacrale a quello delle pecore e del gregge, ciò l’odore delle persone concrete. Tutto questo messaggio poi, deve passare attraverso la testimonianza personale, e quindi è lui il primo a mostrare questi segni di adesione concreta, no all’appartamento papale, non alla croce d’oro, no alle scarpe rosse… è molto contestato da chi vuole un papato teocratico, ma ha largo consenso tra i fedeli.

 

I Suoi prossimi progetti?

Nei prossimi mesi, ho molte conferenze, poi da gennaio, avrò un po’ di tranquillità e mi occuperò del mio prossimo scritto, ho già molto materiale, e il tema sarà il cibo, nutrire il corpo, nutrire l’anima….

 

www.vitomancuso.it

Opere

Hegel teologo e l'imperdonabile assenza del "Principe di questo mondo", Casale Monferrato, Piemme, 1996.

Dio e l'angelo dell'abisso, ovvero la visione cristiana del mondo, prefazione di Mario Luzi, Roma, Città Nuova Editrice, 1997.

Il dolore innocente. L'handicap, la natura e Dio, prefazione di Edoardo Boncinelli, Milano, Mondadori, 2002.

Per amore. Rifondazione della fede, Milano, Mondadori, 2005.

L'anima e il suo destino, prefazione di Carlo Maria Martini, Milano, Raffaello Cortina, 2007.

Disputa su Dio e dintorni, con Corrado Augias, Milano, Mondadori, 2009. La vita autentica, Milano, Raffaello Cortina, 2009.

Io e Dio. Una guida dei perplessi, Milano, Garzanti, 2011..

Obbedienza e libertà. Critica e rinnovamento della coscienza cristiana, Roma, Fazi, 2012.

Conversazioni con Carlo Maria Martini, con Eugenio Scalfari, Roma, Fazi, 2012.

Il caso o la speranza? Un dibattito senza diplomazia, con Paolo Flores D'Arcais, Milano, Garzanti, 2013.

Il principio passione. La forza che ci spinge ad amare, Milano, Garzanti, 2013. Sinai. La montagna sacra raccontata da due testimoni d'eccezione con Nives Meroi. Bologna, Fabbri editore, 2014.

La vita segreta di Gesù. I vangeli apocrifi spiegati da Vito Mancuso Garzanti editore, marzo2014.

Io Amo. Piccola filosofia dell'amore Garzanti editore, settembre 2014.

 

 

Il Prof. VITO MANCUSO terrà una conferenza su “Verso una Filosofia dell’Amore”

Mercoledì, 12 novembre 2014, alle ore 18

Università di Zurigo, Rämistrasse 71, Zurigo, Aula KOL-F-117

www.asri.ch