Intervista ad Aldo Di Biagio Stampa
Lunedì 17 Marzo 2008 00:00
Active Image  Aldo Di Biagio, candidato alla Ripartizione Europa del Popolo delle Libertà per la la Camera dei Deputati. Nasce a Roma nel 1964, di cittadinanza italiana e croata, dal 1991 residente in Croazia. E' un imprenditore nel settore dei trasporti ed ha competenze specialistiche nell'ambito delle problematiche della cooperazione internazionale e dello sviluppo economico dei prodotti agroalimentari, in un contesto di qualità, sicurezza e valorizzazione delle produzioni tipiche. Impegnato nel sociale e nel volontariato fin da giovanissimo, è membro di un’Associazione fondata dal Ministro Gianni Alemanno per l’invio di aiuti umanitari d’emergenza alle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo.

Aderisce e sostiene progetti per lo studio e lo sviluppo delle energie alternative (bioenergie).
Socio fondatore della “Fondazione Nuova Italia”, istituita con lo scopo di costruire un dialogo costante con altri centri di cultura nazionali ed internazionali per valorizzare e diffondere la cultura popolare, comunitaria, tradizionale e nazionale, i valori della civiltà italiana, mediterranea ed europea e le forme espressive di ogni genere di identità comunitaria affermando gli ideali della solidarietà. E’ membro del Active ImageConsiglio Direttivo dell’Unione Italiana Cooperative. 
 

Responsabile del Coordinamento delle sedi estere del Patronato ENAS, ente nazionale di assistenza sociale, che opera in attuazione delle finalità previste dalla legge istitutiva - per la difesa dei diritti e per la tutela della salute dei cittadini e , in particolare , per il conseguimento delle prestazioni spettanti dagli Istituti previdenziali ed assistenziali.


Dal giugno 2001, è stato designato dal Ministro delle Politiche Agricole e Forestali On. Gianni Alemanno a rivestire l’incarico di Capo Ufficio Rapporti Internazionali del suo Gabinetto. Durante il semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, è stato Responsabile del Comitato di Coordinamento tra gli organismi internazionali e l’attività istituzionale del Ministero. Componente del Collegio Amministrativo del comitato nazionale italiano per il Collegamento tra il Governo Italiano e l’Organizzazione delle Nazioni Unite (FAO-IFAD-PAM), ed altri enti internazionali, per l’Alimentazione e l’Agricoltura.



E' stato consigliere del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali per i rapporti con l’imprenditoria internazionale, per la promozione dell’agroalimentare italiano nel mondo, la valorizzazione della ristorazione italiana all’estero, la promozione delle candidature di cittadini italiani presso le Istituzioni comunitarie, lo studio delle problematiche dell’agricoltura in sede INCE. 


  Intervista:  

Come mai ha deciso di candidarsi?

La decisione nasce da un dovere di partecipazione che ciascuno di noi, in forme diverse, deve sentire nei confronti del nostro Paese. 

Il suo programma si divide in quattro punti fondamentali, politica economica, culturale, diritti sociali e un punto dedicato alla  moderna informazione. Ecco spieghi che cosa intente per moderna informazione, per i cittadini all’estero.

Credo che la comunicazione per i residenti fuori dall’Italia non sia coordinata tra tutte le sue forme. Ad esempio la disparità dei costi dei quotidiani, dei settimanali e l’oscuramento delle reti Rai.
 

Tutti i potenziamenti proposti sono interessanti, ma non si rischia che con tanti incrementi alla fine si sprechi denaro e non si utilizzi mai quello che c’è? Perchè ad esempio quando sentiamo parlare di potenziamento e miglioramento della rete consolare, non si pensa mai a far lavorare meglio le risorse già presenti, ma si parla di assunzioni, investiemento in tecnologia e altre spese che forse alla fine non sono un vero vantaggio per la collettività?

Chi mi conosce sa bene che uno degli obiettivi primari non solo della mia campagna elettorale, ma della mia esperienza professionale è sempre stato quello di migliorare l’utilizzazione delle risorse nelle nostre rappresentanze consolari e diplomatiche con un occhio di riguardo ai nostri connazionali assunti a contratto. Un miglioramento delle condizioni delle risorse già esistenti è indispensabile così come un corretto utilizzo di quelle nuove ed essenziali non può considerarsi uno spreco.

 In che modo un cittadino italiano all’estero, dovrebbe sentirsi italiano, se  agli italiani si chiedono sacrifici con tasse, e caro vita, mentre a quelli all’estero si fanno arrivare finanziamenti a volte mal spesi?

Sono ben altri i valori per i quali si è fieri di essere italiani, nonostante i sacrifici richiesti, ma per chi risiede all’estero è proprio la partecipazione alle istituzioni che non li fa sentire distaccati dalla propria origine. 

C’è un organo di controllo sui finanziaementi all’estero? Lei personalmente si prederebbe l’impegno di verificare come vengono investiti i finanziamenti del Mae, e se la sentirebbe creare una commissione che verifichi non solo i progetti presentati, ma anche il loro sviluppo e la loro vera utilità? 

Certo che assumerei tale impegno e credo proprio sia necessaria una commissione più che di verifica, di indirizzo sulle molteplici idee di sviluppo delle quali siamo capaci. 

 C’è davvero un vento nuovo in politica, o sono solo parole per una campagna politica non troppo accesa? No, effettivamente qualcosa sta cambiando, entrambe le compagini politiche hanno dato vita a cambiamenti che ci fanno ben sperare per il futuro. 

Del suo programma, una volta eletto, che cosa sentirebbe di dover attuare per primo?
Sono due gli aspetti prioritari da dover attuare contemporaneamente: la promozione dello sviluppo della cooperazione alla luce di una revisione della politica dei diritti sociali per i nostri emigrati.
 

Oltre alle tante proposte, si è pensato qui all’estero di ridurre gli sprechi e non distribuire soldi a pioggia senza ritegno? 

Bisogna necessariamente fare, come ho sempre sostenuto, un’opera di verifica preventiva e di controllo delle iniziative intraprese con i contributi comunitari. 

Perché molti suoi colleghi di altri schieramenti politici, si fanno portavoce per i cittadini all’estero di “battaglie senza senso”? perchè un cittadino italiano dovrebbe avere più privilegi di uno italiano? 

Su quelle che Lei chiama battaglie senza senso di miei colleghi di altri schieramenti politici non entro in merito. Quanto al resto non si tratta di privilegi, ma di un riconoscimento paritario dei diritti dei nostri connazionali. Tutti. I

 rappresentanti all’estero servono davvero? 

Certo! Sono la voce delle necessità e delle proposte di chi per vari motivi ha lasciato la nostra terra. 

Un pronostico per le prossime elezioni 

Sono molto fiducioso, ma anche scaramantico. 

Vede l’attuale campagna politica sotto tono? 

Direi di no. Auspico piuttosto una campagna elettorale incentrata sul rispetto reciproco. Una gara serena che si basi sui contenuti piuttosto che su sterili polemiche. Per il bene del Paese.

Che cosa si augura per i cittadini italiani all’estero? E in ultima battuta quali sono le cose di cui necessitano nel modo più urgente?

Mi auguro che finalmente vengano rappresentati da chi conosce le loro esigenze e quindi può concretamente far sentire la loro voce. Questo per proteggere la
loro la dignità attraverso una politica per i diritti sociali.