Intervista con Piergiorgio Odifreddi Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Lunedì 11 Maggio 2015 00:00

odifreddi4Piergiorgio Odifreddi, classe 1950 è un matematico, logico e saggista italiano. I suoi scritti, oltre che di matematica, trattano di divulgazione scientifica, storia della scienza, filosofia, politica, religione, esegesi, filologia e di saggistica varia. Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri a Cuneo, e ha studiato matematica presso l'Università di Torino, dove si è laureato con lode in logica nel 1973. Si è poi specializzato nella stessa materia negli Stati Uniti (Università dell'Illinois a Urbana-Champaign e Università della California, Los Angeles) dal 1978 al 1980, e nell'Unione Sovietica (Università di Novosibirsk) nel 1982 e 1983.

Dal 1983 al 2007 ha insegnato logica presso l'Università di Torino, e dal 1985 al 2003 è stato visiting professor (professore in soggiorno scientifico) presso la Cornell University, dove ha collaborato con Anil Nerode, Richard Platek e Richard Shore. Inoltre dal 2001 al 2003 ha insegnato anche presso l'Università Vita-Salute San Raffaele fondata da Don Verzé. È anche stato visiting professor presso l'Università di Monash a Melbourne nel 1988, l'Accademia Sinica di Pechino nel 1992 e nel 1995, l'Università di Nanchino nel 1998, l'Università di Buenos Aires nel 2001 e l'Italian Academy della Columbia University nel 2006.

Il suo principale campo di ricerca è la teoria della calcolabilità, branca della logica matematica che studia la classe delle funzioni in grado di essere calcolate in maniera automatica. In tal campo ha pubblicato una trentina di articoli, e il libro in due volumi Classical Recursion Theory (North Holland Elsevier, 1989 e 1999), che è diventato un testo di riferimento sull'argomento. Oltre all'attività accademica, ha intrapreso un'attività divulgativa, iniziata con collaborazioni a vari giornali e riviste: dapprima La Rivista dei Libri, Sapere, Tuttoscienze e La Stampa, poi la Repubblica, L'espresso e Le Scienze (per le quali tiene una rubrica dal titolo Il matematico impertinente). Ha pubblicato numeri libri, che hanno avuto sempre un buon successo di pubblico e di critica. Odifreddi si racconta nella nostra intervista in occasione della conferenza organizzata dall’ASRI all’Università di Zurigo:

 

1. Come ha scoperto la matematica, e il mondo dei numeri,  e quando ha deciso di indirizzare ricerche e studi in questo senso?

Ho scoperto di "andare bene in matematica" verso la fine delle medie, con l'arrivo della pubertà. Cosa in accordo, sembra, con la psicologia, che ci insegna che l'attitudine per la matematica è l'ultima a svilupparsi nel bambino, appunto verso i 13 o 14 anni. 

2. Che tipo di studente è stato? E come sono quelli che incontra?

Non credo di essere stato gran che fino alla terza superiore, quando sono "maturato" e ho cominciato a "fare il secchione". All'università mi si è poi aperto un mondo, e la matematica è diventata la mia vita. Ora sono in pensione da alcuni anni, e non insegno più corsi: dunque, incontro meno studenti professionalmente. Ma ovviamente ne ho incontrati tanti nel corso della vita, e ce ne sono stati di tutti i tipi. 

3. Quanto tempo dedica alla scrittura e di conseguenza alla ricerca?

Direi metà del tempo. Il resto lo dedico alla lettura e ai viaggi: sia quelli di piacere, che quelli per conferenze e simili. 

4. C’è uno dei Suoi scritti al quale si sente più legato?

Tra quelli recenti, la traduzione, del De rerum natura di Lucrezio, pubblicata da Rizzoli in "Come vanno le cose. Il mio Lucrezio, la mia Venere", perché è un esempio dell'unione tra scienza e umanesimo che da tempo cerco di perseguire. 

5. Che cosa sta leggendo ultimamente?

Ho appena terminato, in sequenza, Guerra e pace di Tolstoj e Cent'anni di solitudine di Marquez, perché nel giro di un mese sono stato prima in Russia e poi in Colombia, e ho visitato i luoghi nei quali i due scrittori hanno vissuto e hanno ambientato i loro capolavori: Jansaja Poljana e Aracataca/Macondo. 

6. Lo Stato, investe abbastanza nel settore scientifico?

Sicuramente no, se per "Stato" intendiamo quello italiano. D'altronde, i politici e i ministri sono quasi tutti di estrazione umanistica, e non hanno sensibilità (e probabilmente nemmeno attitudine) per il pensiero razionale e scientifico. 

7. Quale museo o mostra pensa posso rappresentare il mondo scientifico?

Sicuramente alcuni grandi musei della scienza, come quello di Londra o quello di New York. 

8. I numeri davvero riescono a collegare e spiegare tutto, anche le arti?

No, i numeri sono uno strumento che serve anche per spiegare alcuni aspetti matematici delle opere d'arte, quando ci sono (come succede nelle correnti razionaliste), ma queste contengono anche altro. 

9.  Lei sostiene che si può spiegare tutto con la ragione, non è complicato un approccio di questo tipo?

Non mi pare di sostenere questo! Credo che la ragione costituisca uno degli strumenti imprescindibili di conoscenza, ma va coniugato con altri. Se dò l'impressione di pensarla diversamente, è perché spesso la gente, e in particolare gli umanisti, credono che la ragione debba essere completamente lasciata da parte, e per loro qualunque appello a non dimenticarsene puzza di "positivismo" o di "scientismo".  

10. Che cosa sono superstizione e religione per Lei? E perché la gente ne ha bisogno?

Superstizione e religione sono cose diverse. La superstizione non è soltanto religiosa: ad esempio, i gatti neri o i numeri 13 o 17 non hanno molto a che vedere con essa. E la religione non è soltanto, e neppure sempre, superstiziosa: lo è nei suoi aspetti popolari, ma ci sono anche aspetti "alti" nelle religioni, benché siano confinati per loro natura in ristretti ambiti. 

11. Esiste una spiritualità laica?

Certo, perché di nuovo spiritualità e religiosità sono cose diverse. Si può essere spirituali e non religiosi, e si può essere religiosi e non spirituali. Ovviamente, la prima cosa è rara, e la seconda molto diffusa. 

12. Ci può anticipare brevemente il contenuto della conferenza che terrà a Zurigo?

Credo che parlerò delle mie escursioni, personali e saggistiche, nei rapporti tra fede e scienza, in particolare dei miei confronti con vari cattolici: dai miei compagni Sergio Valzania e Franco Cardini sul cammino di Santiago, al mio scambio di vedute con Benedetto XVI. 

13. Nella Sua carriera ha ricevuto molti premi, ma ha anche polemizzato con alcuni di essi, definendo le giurie dei “covi di vipere”, pensa che funzioni cosi solo in Italia? E che valore poi hanno questi premi se già in partenza qualcosa non funziona?

Io ho ricevuto solo premi di divulgazione scientifica, dove credo queste caratteristiche deleterie siano contenute, in parte per la loro scarsa rilevanza. Ho usato l'espressione "covi di vipere" in riferimento a due premi letterari, nei quali sono stato coinvolto mio malgrado dall'altra parte della barricata, come "presidente": il Grinzane Cavour tempo fa, e il Campiello recentemente. E ho toccato con mano la situazione che tutti conoscono, ma di cui i giornali non parlano, perché sono ovviamente "pappa e ciccia" con quei premi. Ma sono cose loro, e io preferisco starne alla larga: anzi, avrei dovuto farlo anche quando ci sono stato trascinato dentro, sbagliando a non dire subito di no. 

14. L’uomo può davvero capire e spigare tutto attraverso la razionalità?

No, la razionalità è la modalità di funzionamento dell'emisfero sinistro del nostro cervello. Ma noi, o almeno coloro che hanno il cervello, abbiamo anche un emisfero destro, che funziona appunto con una modalità "irrazionale" e istintiva. E se la Natura ci ha dotati di due emisferi, sarà perché servono entrambi, no?

15. Se l’amore, il sentimento irrazionale per antonomasia, avesse una formula matematica o un numero quale sarebbe?

L'amore non ha molto a che fare con le formule, direi, proprio perché riguarda più l'emisfero destro che quello sinistro. 

16. A chi odia la matematica che consigli da?

Spesso si odia ciò o chi non si conosce. Dunque, conoscere è il miglior modo per evitare di odiare...

Conferenza

Piergiorgio Odifreddi, mercoledì, 20 maggio 2015, alle 18 all' Università di Zurigo, Rämistrasse 71, Zurigo, Aula KOL-F-118,  terrà una conferenza dal titolo

"Il Diavolo e l’Acqua Santa "

Info: www.asri.ch

www.piergiorgioodifreddi.it