FAUSTO LEALI CANTA PER GLI SPEDALI CIVILI DI BRESCIA Stampa
Scritto da Nicola Nassi   
Mercoledì 08 Luglio 2020 00:00

Non poteva che essere Fausto Leali a dar voce all’iniziativa degli Spedali Civili di Brescia, uno dei luoghi simbolo della cura durante l’emergenza sanitaria da Covid-19, che oggi diventa simbolo della rinascita e di una nuova ripartenza. Il cantante bresciano ha prestato la sua inconfondibile voce ad un’emozionante interpretazione de “Il mio canto libero”, in un videoclip in cui una folta delegazione di operatori sanitari dell’ospedale ringrazia tutti i cittadini e l’intero Paese per l’appoggio, la collaborazione e i sacrifici fatti. Medici ed infermieri hanno deciso di ringraziare attraverso la musica. Sulla scalinata degli Spedali Civili, i camici bianchi intonano il capolavoro di Battisti insieme a Leali, al quale si unisce in un passaggio Valentina Blasio, ostetrica dell’ospedale, che vediamo anche di spalle al pianoforte in una delle tante immagini dell’equipe in trincea durante l’emergenza, che scorrono nel video alternandosi a quelle degli operatori con Fausto Leali sulla scalinata.“Sono  orgoglioso di essere stato chiamato e coinvolto in quest’iniziativa degli Spedali Civili della mia città, così duramente colpita” dichiara Fausto Leali “E’ stato per me un grande onore partecipare a un progetto bellissimo con il quale l’ospedale vuole ringraziare non solo Brescia e gli italiani, ma anche i propri operatori sanitari, dei quali tutti noi conosciamo bene l’importanza determinante che hanno avuto durante l’emergenza. Essere stato scelto ed essere stato lasciato da solo a dividere la scalinata dell’ospedale con medici ed infermieri è stato per me un onore. Vedere la scalinata con i camici bianchi è stata una grandissima emozione, e penso che chiunque veda questo video proverà questo stesso sentimento”. L’iniziativa nasce per volere degli Spedali Civili di Brescia, divenuto durante la pandemia uno tra i Covid-Hospital più grandi al mondo. Oltre 3000 pazienti curati, e 6500 tra medici, infermieri e operatori sanitari che si sono mobilitati per mesi, senza sosta, in prima linea per curare e salvare vite. Nei mesi di lockdown, i cittadini sono stati vicino all’Ospedale, come successo in tante altre città fortemente colpite, con donazioni, piccole e grandi, con flash mob, video e fotografie realizzate da classi di bambini, messaggi di conforto e sostegno per ringraziare questa grande e instancabile equipe sanitaria, e oggi è quella stessa equipe che vuole dire “grazie” di tutto l’appoggio, la collaborazione e i sacrifici fatti.