CHARLES DARWIN 1809-2009: il naturalista che ha cambiato la biologia Stampa
Scritto da Cristina Forzani   
Giovedì 06 Agosto 2009 00:00
darwin.jpg Si svolge a Milano la mostra per celebrare il bicentenario del padre dell’evoluzionismo, un percorso che parte dalla sua biografia, le sue esperienze che lo hanno condotto alla formulazione della teoria dell’evoluzione per concludere con l’impronta che ha dato nell’età moderna, espressa nel neodarwinismo o Evoluzionismo, inevitabilmente contrapposto al Creazionismo religioso. Darwin credeva che siamo tutti imparentati.   Osservando specie diverse provenienti da paesi anche molto lontani, notava che avevano caratteristiche molto simili o che viceversa, animali di territori adiacenti erano differenti, anche se per sottili proprietà. Tutto ciò è dettato dall’evoluzione, da lui stesso chiamata “transmutazione”. La selezione naturale prevede che in una popolazione sopravviva solo l’individuo con determinate caratteristiche che gli permettano di vivere e ambientarsi meglio in relazione a dove e quando vive, trovandosi in vantaggio rispetto ad altri. La pressione selettiva agisce attraverso l’accumularsi di mutazioni che selezionano l’esemplare migliore e determina l’estinzione del più svantaggiato, segnando una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Tutto ciò è regolato da un profondo equilibrio, che vale per ogni elemento che costituisce la Terra: le rocce, le piante e gli animali. Questa fu una vera e propria rivoluzione nel  campo biologico, sebbene Darwin abbia tenuto nascosta la sua teoria a lungo per timore di essere denigrato dalla società. Timore ben  fondato se si pensa che fino a quei tempi si datava la Terra leggendo la Bibbia alla lettera, secondo la quale il nostro pianeta doveva avere all’incirca 6000 anni! Questa teoria non sarebbe mai nata se non avesse compiuto il suo viaggio sul brigantino Beagle per 5 anni intorno al mondo, annotando e disegnando ogni cosa che vedeva, collezionando reperti fossili ed esemplari ai tempi sconosciuti. La figura di Darwin racchiude tutte le caratteristiche del vero scienziato: la curiosità, l’instancabile interesse, la ricerca della verità, lo spirito di osservazione e l’elaborazione, cercando di trovare una spiegazione razionale (ma non troppo!) a quello che  ha osservato. Questo grande naturalista ha posto le basi della concezione evoluzionistica moderna, che oggi sappiamo essere incentrata su piccoli miglioramenti graduali a livello della molecola della vita, presente in ogni singola cellula vivente: il DNA. L’evoluzione si manifesta in cinque passi fondamentali: variazione, eredità, selezione, tempo e adattamento. La mostra contiene pannelli descrittivi, immagini,  libri originali, copie dei taccuini e delle lettere di Darwin, modelli degli animali più importanti che ha incontrato nel suo viaggio (tra cui una iguana e un armadillo vivi), la ricostruzione dello suo studio e del vialetto dove era solito passeggiare mentre pensava, il tutto ambientato nel suggestivo ex-ospedale settecentesco della Rotonda di via Besana.Per approfondire: “L’origine della specie”, “Viaggio di un naturalista intorno al mondo”.Per maggiori informazioni: http://www.darwin2009.it/ita/index.php