Misurare la coscienza Stampa
Scritto da Livia Borghetti   
Venerdì 20 Gennaio 2012 01:00

Misura_della_coscienza_interno.jpgI postumi più rilevanti dopo una grave lesione cerebrale sono l`incapacitá del paziente di comunicare con l`ambiente esterno. Poter valutare e differenziare la situazione di stato vegetativo (VS) da quella di livello minimo di coscienza (MCS), piú positiva per un possibile recupero, facendolo giá al letto del paziente, è il risultato di uno studio collaborativo tra il gruppo di  Marcello Massimini del Dipartimento di Scienze Cliniche “Luigi Sacco” dell’Università degli Studi di Milano e il Coma Science Group di Steven Laureys dell’Université de Liège, in Belgio. ( Nella foto : Misura della coscienza interno, tratta dal sito www.unimi.it ).

I risultati ottenuti, pubblicati su Brain, sono frutto della tecnica di utilizzo combinato della stimolazione magnetica transcranica (TMS) e l`encefalogramma (EEG) che, come riporta il Dott. Mario Rosanova, primo autore dello studio, “permette di misurare direttamente e in maniera non invasiva la comunicazione interna al cervello, una condizione che per le neuroscienze teoriche è necessaria affinché la coscienza possa emergere. Infatti, studi precedenti hanno dimostrato che l’approccio basato sulla TMS/EEG permette di distinguere gli stati in cui la coscienza è presente (veglia attenta, sogno) e gli stati in cui la coscienza è ridotta o assente (sonno, anestesia).”

Il coordinatore della ricerca Dott. Marcello Massimini ha inoltre precisato:  «I risultati di questo lavoro suggeriscono che “interrogando” direttamente il cervello (con la TMS) per stimare la sua capacità di dialogo interno (con l’EEG) si possono monitorare in maniera efficace i correlati neurali del recupero di coscienza nei pazienti gravemente cerebrolesi e incapaci di comunicare».

 

“Recovery of cortical effective connectivity and recovery of consciousness in vegetative patients”

www.brain.oxfordjournals.org

Università degli Studi di Milano – www.unimi.it